Proiezioni su carta nasce quasi per caso, dalla riflessione sulla possibilità di confrontare l'immagine in movimento del cinema con l'immagine statica dell'illustrazione e della comunicazione visiva. L'esperimento è quello di fermare lo scorrere del film sulla carta, trarre ispirazione dalle pellicole per raccontarle attraverso il segno, magari anche per scoprire qualcosa di inatteso.
L'idea della mostra è semplice: invitare un gruppo di giovani illustratori ad interpretare un film che amano, che sentono vicino a loro. Narrare e visualizzare ciò che si prova nel guardare un film. Capita spesso che le diverse forme di arte e comunicazione si sovrappongano, un grafico che adora la fotografia, un fumettista che si scopre regista, un musicista che è anche disegnatore. Essere illustratori e amare il cinema è quasi una prassi. Probabilmente per questo motivo il tema in questione è stato accolto con entusiasmo.
I 30 illustratori chiamati a lavorare su questo progetto vengono da ambiti e realtà differenti, molti di loro sono ancora studenti, altri si occupano già professionalmente di illustrazione, di fumetto e di grafica. Ciò che li accomuna è la capacità di porsi delle domande, di farsi attraversare dalle cose che li circonda e di trattenere quello che sentono proprio.
L’occhio è la loro telecamera, registrare ciò che osservano, anche in modo inconsapevole, è parte del loro lavoro. Tentare di mostrare le cose con un’altra luce - è una cosa che fa anche la pellicola. Godard ha detto che il cinema crea ricordi. La verità di questa affermazione è sotto i vostri occhi ed insieme ai ricordi si stratificano sensazioni personali, umori, attrazioni.
La mostra diventa una raccolta di suggestioni individuali, l’intento estetico è solo una parte di questo progetto, ciò che interessa è lasciare una traccia viva, aperta, dalla quale far nascere altro nell'osservatore.
L’invito è di tornare a “guardare” ovvero a “osservare con gli occhi”.
Giulia Sagramola
17 luglio 2008