gallerieLa falce e martello, simboleggiante l'unità di contadini e operai dei movimenti comunisti, nasce come simbolo vero e proprio durante la Rivoluzione russa del 1917, su ispirazione, forse, dello stesso Lenin. Il simbolo diviene ufficiale nel 1922 e adottato, l'anno successivo, nella bandiera sovietica. La costituzione sovietica del 1924 ne sancisce definitivamente l'utilizzo come emblema dell'Urss e pertanto la successiva identificazione con un simbolo di oppressione e tirannia per tutti i popoli sottoposti per decenni all'egemonia sovietica. In Italia l'introduzione della falce e martello risale al 1920 allorché appare, anche se come elemento illustrativo e non simbolico, sulle tessere del Partito Socialista e in quelle del Partito comunista d'Italia dalla sua fondazione nel 1921. La falce e martello rimarrà stabilmente nella simbologia dei due partiti italiani per tutto il ventennio fascista e alla ripresa della vita politica repubblicana, quella socialista appoggiata su un libro, con alle spalle il sole nascente, e quella comunista sovrapposta al tricolore. Quest'ultima si gioverà del ridisegno di Renato Guttuso nel 1953. Per tutti gli anni '60 e '70 il simbolo della falce e martello sarà parte integrante dell'iconografia di tutti i partiti parlamentari ed extraparlamentari — una rara eccezione è costituita dal movimento di Lotta Continua — che si rifacevano alle idee e alla simbologia comunista. Nel 1984, con Bettino Craxi, la falce e martello inizia una lenta, ma inesorabile riduzione nel simbolo socialista, quello con il garafono disegnato da Ettore Vitale, da cui scomparirà definitivamente l'anno successivo. Nel 1991, dopo la caduta del muro di Berlino, la stessa sorte, anche se più lacerante per la base dei militanti, tocca al simbolo del Partito comunista che, con la trasformazione in Partito democratico della sinistra e il marchio di Bruno Magno, diviene un piccolo cerchietto alla base della Quercia, prima di scomparire del tutto nel 1994. Lo stesso anno il simbolo sarà rilevato dal Partito della Rifondazione comunista e, nel 1998, dal Partito dei comunisti italiani che dal primo si scinderà. Con l'abbandono della falce e martello da parte della nuova formazione politica La sinistra l'arcobaleno, il simbolo che ha accompagnato le formazioni comuniste per novanta anni rimarrà solo come un carattere Unicode con il codice 262D. Note alle immagini 6. Ricostruzione del Ministero dell'Interno del simbolo presentato dal Pci alle elezioni del '48 7. Ricostruzione del Ministero dell'Interno del simbolo presentato dal Psi alle elezioni del '48 8. L'impostazione definitiva del simbolo del Pci nel Dopoguerra è opera di Renato Guttuso. Da notare la rappresentazione tipografica dei colori attraverso il tratteggio (rosso=orizzontale, verde=inclinato verso destra) per evitare l'effetto di "bandiera nera" del rosso 16. La "bandiera nera" non fa più paura 17. Il marchio del Psi disegnato da Ettore Vitale. La falce e martello scomparirà definitivamente dal simbolo socialista nel 1985 19. La celeberrima "quercia" disegnata da Bruno Magno con alla base, nella prima versione, il simbolo precedente del Pci 10 dicembre 2007 |
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