home
design e cultura quotidiana

Mao in ceramica

Mao in ceramica | Grande timoniere

Grande timoniere

Mao in ceramica | La fondazione della Repubblica popolare cinese

La fondazione della Repubblica popolare cinese

Mao in ceramica | Grande nuotatore

Grande nuotatore

Mao in ceramica | Andare alla Grande Muraglia

Andare alla Grande Muraglia

Mao in ceramica | La banda dei Quattro

La banda dei Quattro

Mao in ceramica | Veicolo di propaganda

Veicolo di propaganda

Mao in ceramica | Mao Zedong e Lin Piao sfilano tra le Guardie rosse

Mao Zedong e Lin Piao sfilano tra le Guardie rosse

Mao in ceramica | Soldato Wu Qionghua

Soldato Wu Qionghua

Mao in ceramica | Guerrigliere in appoggio all

Guerrigliere in appoggio all'Armata Rossa

Mao in ceramica | Studentessa contadina della Brigata Guardiani delle Oche

Studentessa contadina della Brigata Guardiani delle Oche

Mao in ceramica | Studentesse contadine

Studentesse contadine

Mao in ceramica | Studentessa contadina

Studentessa contadina

Mao in ceramica | Soldato dell

Soldato dell'Esercito popolare

Mao in ceramica | Intellettuale controrivoluzionario

Intellettuale controrivoluzionario

Mao in ceramica | Non dimenticare la lotta di classe

Non dimenticare la lotta di classe

Mao in ceramica | Guerrigliere in appoggio all

Guerrigliere in appoggio all'Armata Rossa

Mao in ceramica | Lei Feng. Servire il popolo

Lei Feng. Servire il popolo


21 gennaio 2008

 

gallerie

L’esercito delle terracottine Della Rivoluzione culturale cinese, a ben guardare, esistono pochissime fotografie, molte delle quali chiaramente e quasi dichiaratamente artefatte. Eppure non crediamo sia mai esistito regime che più del maoismo si sia basato sulla forza dirompente dell’immagine e della propaganda. I numeri sono impressionanti: durante gli anni della Rivoluzione culturale (dal 1966 al ’76, quando il Presidente Mao morì) furono stampati e diffusi oltre cinque miliardi di copie del "Libretto Rosso", i distintivi in alluminio con il profilo del Grande Timoniere furono distribuiti in oltre quattro miliardi di copie, innumerevoli (negli stessi ordini di grandezza) furono le copie di manifesti con il volto, le frasi, gli insegnamenti di Mao. Una bocca da fuoco propagandistica che alimenta ancor oggi un fiorentissimo mercato mondiale di 'Memorabilia'. Perché dunque questo fiorire di gadgets ante litteram e non di documentazione fotografica? “Perché - risponde la sinologa Renata Pisu – l’intenzione non era quella di trasmettere o documentare la storia ma di collocarla in un’epoca mitica, quando Ulisse cercava di raggiungere la sua Itaca, quando Attila cavalcava alla testa delle sue orde, quando Robespierre saliva anche lui, alla fine, sul patibolo. La grande rivoluzione andava illustrata, dipinta. Si documenta l’Utopia? Si documenta la Follia?” Storia quindi che prende la via del Mito e diventa immediatamente agiografica e, dal punto di vista iconico, completamente oleografica. Tra gli oggetti più notevoli di questa massiva opera di propaganda, dove ogni atto e ogni parola devono essere 'esemplari', restano le statuine di terracotta che raccontano, con colori squillanti e caramellosi, le storie piccole e grandi dell’epopea. Un vero e proprio ‘esercito di terracottine’ come, a simiglianza e parodia di un più imponente ‘esercito di terracotta’, le chiama Philippe Daverio. Le statuine sono la vulgata popolarissima che racconta in ogni provincia e in ogni campagna, in ogni villaggio e città, nelle scuole e nelle fabbriche, la vita e le vicende leggendarie del Grande Timoniere. Non manca la famosa nuotata nel fiume giallo e lui, Grande Nuotatore, che ne esce asciugato nel celebre accappatoio bianco; non mancano neanche gli altri protagonisti, i buoni e i cattivi dell’epopea, da Lin Piao alla banda dei quattro, ai medici scalzi delle campagne, alle guerrigliere che aiutano l’Esercito popolare, ai soldati, agli operai, ai contadini, “uniti nella lotta” sotto il pensiero e la guida del capo. Un vero e proprio presepio che del presepio ha la ritualità e la codifica, con i personaggi e le situazioni archetipiche, le figure caratteristiche e quelle simboliche. Come il soldato Lei Feng, ad esempio, che di notte si alzava dal letto nella camerata, toglieva i calzini sporchi dai piedi dei compagni addormentati, li lavava, li asciugava e stirava per poi infilarli di nuovo ai piedi degli addormentati. Lei Feng era la personificazione di come si possa con abnegazione ‘Servire il popolo’ e lui (che non si sa nemmeno se davvero sia esistito!), con la sua stucchevole e stolida bontà chissà cosa penserebbe vedendo la sua statuetta ridotta oggi ad un contenitore di preservativi. Anch’essi ‘servono al popolo’, in modo meno virtuoso, ma certo più piacevole e ammiccante. Oppure come l’operaia-ballerina del “Distaccamento rosso femminile”, Wu Qionghua, che salta ancora impettita sulle punte con il fucile pronto a far fuoco. O ancora le tante Guardie rosse occupate nella ‘rieducazione’ forzata degli intellettuali controrivoluzionari che hanno dimenticato, poveretti loro, gli ‘insegnamenti’ della lotta di classe. Una continua epifania popolare, come ogni presepio, da ricostruire e raccontare, secondo schemi dedotti dal “Libretto Rosso”, in ogni casa, in ogni circolo, in ogni aula scolastica. Statuine che narrano ognuna una propria storia che non sarebbe stata possibile senza il 'Mao Zedongpensiero' che tutte le ispira e le comprende. E che oggi, esaurita la loro funzione didattica e scaramantica, vanno tutte ad alimentare i mercatini internazionali della nostalgia e del bric à brac. Mai dire Mao, a cura di Gherardo Frassa, Nuages, euro 26,00.

21 gennaio 2008

SocialDesignZine
periodico online
autorizzazione del Trib. di Milano
n. 366 del 11/06/08
anno VI


Aiap

associazione italiana progettazione per la comunicazione visiva

Ultimi commenti


Cerca



Archivi


Notifica



 
Per Cancellarti clicca qui.


Libri consigliati

Andrea Rauch, Gianni Sinni, SocialDesignZine vol. UNO Andrea Rauch, Gianni Sinni, SocialDesignZine vol. DUE Il mondo come design e rappresentazione Ellen Lupton, Graphic Design The New Basics Steven Heller, Mirko Ilic, Design Anatomy Albe Steiner, Il mestiere di grafico Italic 2.0 Michael Bierut, Seventy nine short essays on design Progetto grafico Alba. Nuovi manifesti italiani Spaghetti grafica. Contemporary Italian Graphic Design Disegnare le città