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Bivi

I grafici, si sa, si sono da sempre divisi tra gli esegeti di FreeHand e quelli di Illustrator, i due storici programmi di disegno vettoriale prodotti rispettivamente da Macromedia e Adobe. Quando, nel 2006, l'Adobe acquisì l'azienda concorrente fu chiaro a tutti che il destino di FreeHand era ormai segnato. Cominciò così la dolorosa e lenta "riconversione" verso l'unico software rimasto, Illustrator. Una riconversione non facile a causa delle diverse filosofie che sottintendevano ai due programmi. Davide Vasta, grafico e esperto Macromedia, prima, e poi Adobe Guru, si è fatto carico di guidare i transfughi forzati attraverso il guado tra i due programmi indicando, nel volume Grafici al bivio, similitudini e differenze tra le due modalità di disegnare sullo schermo.
Il passaggio è forzato, ma come ammette l'autore i vantaggi sono indiscutibili: "per un anno mi sono intestardito ad usare Illustrator CS3. Risultato? Se oggi mi dicessero di tornare a FreeHand, per quanto lo abbia amato, non lo farei".

Davide Vasta, Grafici al bivio. Come affrontare in maniera quasi indolore il passo che nessun grafico avrebbe mai voluto compiere..., Lulu Edizioni, 2008, euro 16,50 (stampa on demand).

Inserito da gianni sinni | 12.03.08 | (12) | Notizie | stampa |




commenti:

  La mia esperienza sulla grafica vettoriale è partita proprio da Illustrator. Ma quando scoprii Aldus FreeHand (ancora non era di Macromedia) mi convertii immediatamente e non ho mai avuto dubbi sulla superiorità di questo programma (sviluppato molto bene per Mac, un pò meno bene per pc). E dopo tanti anni eccomi di nuovo a lavorare su Illustrator con la desolazione nel cuore. E' un programma che, seppure comodo per la compatibilità con il pacchetto Adobe, non offre possibilità di feeling e per molte cose deve crescere ancora molto prima di arrivare a fare quello che faceva FreeHand! Il libro di Vasta l'ho comprato e lo tengo sulla scrivania a memoria di questo passaggio imposto (simbolo dell'avvento del monopolio del bezier!)... Ho già ricominiciato ad usare Illustrator, ma i suggerimenti del libro riguardano giusto gli strumenti-base e non sono granché utili per chi cerca soluzioni di prestampa e di azioni avanzate. Acquisto utile per chi Illustrator non l'ha proprio mai aperto.

Deb il 12 mar 08 alle 16:26

  Chi passa da Freehand a Illustrator si ritrova a lavorare con Frustrator.

maurizio il 12 mar 08 alle 16:48

  Frustrator è bellissimo! ahahaahah!!! :D

Deb il 12 mar 08 alle 17:39

  Freehand sempre e per sempre! teniamo duro!!!

Adrianf il 12 mar 08 alle 18:23

  sto provando anch'io a passare stabilmente a illustrator, ma è come mettersi a dieta. ogni tanto non ce la faccio e ricasco sulla torta di mele.

stefano asili il 12 mar 08 alle 22:16

  Frustrator, è il vero nome, bravo Maurizio!

Anch'io come tanti ho comprato "Grafici al bivio", ma per mancanza di tempo, non sono ancora riuscito ad aprirlo, e continuo a lavorare con l'amato Freehand.

Perchè non facciamo una petizione comune? Chi può organizzarla?

In fondo siamo noi gli utilizzatori dei programmi, gli sviluppatori dovranno pure tenerne conto!
Sim

Simonetta il 13 mar 08 alle 10:23

  Che bello scoprire che non sei solo. Mi sentivo un pò antico e obsoleto nel continuare a essere freehandiano. Anch'io come Asili provo e riprovo il passaggio alla dieta "Illustrator", ma niente da fare... alla prima vera prova ricado inesorabilmente sulla "torta di mele". Non so se quel giorno, quando riuscirò nel cambio, sarà per me una vittoria o una sconfitta.

antonio giancontieri il 19 mar 08 alle 09:02

  Sigh, Freehand.
Praticamente ho incominciato a "camminare" come grafico con il programma Macromedia.
Custudisco ancora con cura il mio MX.
Ormai non l'uso più e sono arrivato a ottimi risultati anche con illustrator...
Solo che non riesco a disegnare come prima, le curve e la selezione di punti su illustrator è semplicemente da idioti.
Assolutamente non immediata.
Con freehand andavo come un treno con illustrator, aldilà dei miglioramenti tecnologici è tutto immensamente meccanico...
Non capisco perchè Adobe non abbia preso le cose buone di FH, tipo la suddivisione in fogli, le selezioni e le curve....
Tristezza, non riesco nemmeno più a lavorare per livelli...

Zaccheo il 25 mar 08 alle 15:36

  Ho iniziato con Freehand e poi, ormai da parecchi anni, uso Illustrator (in tutto quasi 20 anni). L'unica cosa che Freehand ha in più è la possibilità di avere più pagine. Per il resto è molto meglio Illustrator.

Martino il 25 mar 08 alle 15:47

  Io vorrei, controcorrente, spezzare una lancia a favore del programma Adobe. Sono tra quelli che hanno iniziato su Freehand (...ehm, no, ho iniziato sulla carta, ma quello è un altro discorso...), ma sono passato ad Illustrator di mia iniziativa, spinto da curiosità. Ebbene, sì, la mancanza delle pagine multiple è una cosa intollerabile, dopo 20 anni... per il resto è stato come passare da una bella Peugeout ad una 599 Fiorano. non me ne vogliano i Porschisti...
Anche nei tempi di caricamento/salvataggio etc, Illustrator batte FH 10:1. Infatti i tempi si sono decuplicati :(. Per il resto, non rimpiango nulla nel modo più assoluto. Le versioni dalla CS in poi importano e gestiscono alla perfezione file di Photoshop in livelli, su questi si possono applicare filtri e stili come da dentro PS stesso (con qualche limitazione, anche questa incomprensibile, a dire il vero). I font sono intercambiabili all'interno delle varie applicazioni, persino PS apre documenti AI. Con la CS3 (ho saltato la CS2 quindi non so se era già possibile) i tracciati (anche molto complessi ed effettati) di AI si possono modificare separatamente in Indesign.

Lo so, c'è da imparare di nuovo a guidare, ma la trazione posteriore è tutta un'altra cosa.

Non so più neanche che siano i Tiff, per capirsi...

M.

PS: la cover del libro. Ma quel titolo, giustificato così, a destra, non pesa un po' troppo di sbieco? La parola "bivio" messa lì mi fa venire le vertigini... succede solo a me?

Marco Innocenti il 26 mar 08 alle 00:35

  Dimenticavo.

uno dei capitoli del libro recita: "Usare il comando Raccogli per l'Output".

Altro GRANDE vantaggio. Quel comando - scomparso - è inutile (al 99%, dipende dal cliente e se il tipografo usa ancora una Gutenberg). "Salva con nome/Esporta", PDF, la joboption desiderata: voilà. E chi ci pensa più. In 5 anni non ho avuto un singolo problema di stampa da un PDF.

marco Innocenti il 26 mar 08 alle 00:44

  penso che l'impaginazione della copertina del libro sia stata fatta in illustrator.

Ale il 21 apr 08 alle 17:15

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