Roberto Sambonet Designer
Si inaugurerà domani, martedi 8 aprile, e sarà aperta fino al 6 luglio nelle sale di Palazzo Madama la mostra che il Torino World Design Capital dedica all’opera di Roberto Sambonet, un artista e un intellettuale che sfugge ad ogni definizione semplificatrice tanto la sua opera, a più di dieci anni dalla morte avvenuta nel 1995, appare vasta e complessa. La mostra è a cura di Enrico Morteo ed è allestita da Franco Origoni e Anna Steiner. In Sambonet l’anima emotiva dell’artista si mescolava sempre a quella razionale del designer. Non solo però: le due anime, a cui potremmo aggiungerne una terza, che diremmo scientifica, si integravano tanto che il procedere dell’una non poteva avvenire senza l’interagire con le altre.Ci spieghiamo meglio. Per tutta la vita Roberto disegnò e dipinse, riportò sui suoi sketchbooks le impressioni di viaggio, i volti che incontrava, le situazioni che viveva. La sua anima emotiva sguazzava come un pesce tra le pieghe della realtà. Solo che la sua razionalità elaborava poi quelle impressioni e le traduceva in progetto, in marchio di intrapresa o in oggetto di design. Formalmente perfetto e sempre perfettamente riferito, Sambonet cercava nella sua opera di ricreare un superiore livello di realtà che fosse, della realtà incontrata e conosciuta, al tempo stesso il interpretazione, compendio, superamento.
Perché dunque abbiamo parlato anche di un’anima scientifica. Perché una delle molle dell’artista e del designer fu sempre quella della ricerca e dello studio di vie nuove, di esperienze e conoscenze inusuali: tra i primi (agli inizi degli anni ’50) portò alla Rinascente di Milano i prodotti dell’artigianato sudamericano e africano e da quelle forme ‘diverse’, scientificamente investigate, trasse costante ispirazione per la sua attività.
Interprete centrale di quella cultura del progetto che è la cifra essenziale della progettualità sistematica ‘milanese’ Roberto Sambonet fu dunque, al tempo stesso, profondamente inserito e completamente libero dai contesti. Apocalittico e integrato, avrebbe detto Umberto Eco, animale sociale e anarchico, capace e incapace di creare scuola. Un meraviglioso isolato. Artista e designer sempre e perfettamente.
Inserito da ra.des | 07.04.08 |
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