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design e cultura quotidiana

Disegnare le città. Comune di Palermo

Art Director
Paolo Di Vita

Designers
Adriana De Gregorio, Antonio Giancontieri, Michele Indovina


Il redesign dello stemma e dell’immagine istituzionale della città di Palermo nasce, come primo tentativo, alla fine degli anni novanta del secolo scorso e giunge a maturazione pochi anni dopo (2004) quando l’esigenza di avere un modo univoco e condiviso di comunicazione appare irrinunciabile. Paolo Di Vita e il suo studio lavorano quindi ad un sistema grafico nuovo che rispetti però alcune ‘regole’ di fondo.

Scrive infatti il progettista:
“… il nuovo emblema non doveva apparire nè arbitrario nè scollegato dalla storia e dalla tradizione della città;
il nuovo emblema doveva essere chiaro e fruibile;
il nuovo emblema doveva essere versatile e flessibile, idoneo alle applicazioni sui nuovi media;
il nuovo emblema doveva essere pensato come l’elemento centrale sul quale costruire un sistema di identità visiva.


Piano di lavoro, come si vede, dettato dalla riflessione e ispirato dal buon senso. Il risultato sembra dar ragione a Di Vita che ha costruito un insieme comunicativo completamente nuovo ma anche del tutto inserito nella tradizione araldica e cromatica della città, rispettoso della storia ma attento alle esigenze della modernità. Lo stemma rivisita il simbolo eponimo dell’aquila, lo accompagna con un sobrio ed elegante Gill e ‘carica’ i colori (rosso e giallo) rendendoli più ‘sanguigni’ e incisivi.


Aquila e Aquile
Paolo Di Vita


Nel ridisegnare l’aquila si è voluto attenuare le componenti simboliche che rimandano all’iconografia storica della forza e del potere: gli artigli sono scomparsi dietro il cartiglio, lo scudo che conteneva lo stemma è stato sostituito da un quadrato rosso. La struttura della figura è ottenuta tracciando al centro di due assi ortogonali una serie di cerchi concentrici.

Le prime testimonianze sull'uso dell'aquila ci vengono da alcuni documenti del XV e XVI secolo, come quella riportata nel frontespizio di un volume del Fazello, inserita dentro uno scudo sormontato da corona.
In altre pubblicazioni dell’epoca, opera di Maida e di altri stampatori, vengono utilizzate diverse rappresentazioni dell’aquila, simbolo del Senato palermitano, con o senza scudo, inserita in un riquadro o ancora in uno scudo circolare.

Nelle rappresentazioni seicentesche e settecentesche del simbolo di Palermo lo scudo è di forma ovale e si arricchisce di elementi decorativi quali volute, festoni, corone, putti, ecc. Il cartiglio spesso manca e il motto della città (Senatus Populusque Panormitanus Urbs Felix et Regni Caput) è rappresentato per esteso sul bordo dell’ovale.
Nell’Ottocento sono in uso le forme di aquila più diverse. Alla fine dell’Ottocento risale una riproduzione dell’emblema della città, opera di S. Gregorietti, sul Libro per il Giuramento dell’Immacolata, che mostra l’aquila inserita in uno scudo di tipo sannitico da cui sporgono due rametti incrociati.

Le due rappresentazioni di aquila più antiche presenti sui monumenti della città sono quella del mosaico della Sala della Fontana al Palazzo della Zisa e la scultura sull’esterno dell’abside della Cattedrale, ambedue di epoca normanna. Un’altra testimonianza storica dell’aquila come simbolo del Senato palermitano è nell'edicola che sormonta il portale meridionale di Palazzo Sclafani (XIV sec.), con l’aquila inserita in uno scudo a mandorla. Diverse rappresentazioni dell’emblema sono presenti sulle antiche porte della città, sul prospetto dell’Arsenale, sui piloni d’ingresso del Parco della Favorita ecc. Nel Palazzo municipale sono presenti stemmi di varia forma e di diversi periodi storici, dal XVI al XX sec. Fra i più interessanti le aquile riprodotte in un soffitto ligneo (XVIII sec.) inserite in una forma ovale e l’aquila bronzea che sovrasta la campana seicentesca sul prospetto principale.

da: Città di Palermo. Manuale d'uso dello stemma
Comune di Palermo, 2004

Inserito da ra.des | 21.04.08 | (3) | Simboli | stampa |




commenti:

  Complimenti vivissimi a De Vita e staff! Un equilibrio perfetto fra modelli tradizionali e innovazione. Il disegno araldico delle figure più complesse, come leoni, aquile, etc., dà di solito esiti deludenti quanto a restyling. Siete riusciti a fare qualcosa che - nel genere - giudico di valore europeo. Il vostro lavoro dovrebbe diventare un modello per chi si accinge a questo tipo di incarichi: troppo spesso mal curati o con una approsimazione banale e stanca. Avete scelto con gusto i modelli di riferimento, vagliato le testimonianze storiche con sicurezza, costruito un disegno ineccepibile, agile e dal piglio secco e sicuro, senza le ingenuità e giocattolerie da cui si fanno prendere i grafici in questi casi, disegnando ahimè spesso dei pupazzetti. Un lavoro davvero magnifico.

Savorelli il 21 apr 08 alle 09:09

  Un ottimo lavoro iconografico... Un po carente dal punto di vista tipografico, magari facendo una ricerca piu approfondita su questo punto, il font, sarebbe stato piu integrato nell'insieme. Nel complesso, complimenti a De Vita e Co. per ottenere un prestigioso ricco, effetto visuale.

K.prod.action il 21 apr 08 alle 09:29

  Eleganza e carattere, di valore internazionale, un esempio per tutti, ha ragione Savorelli, Palermo e una magnifica magnifica città.
Ricordo di aver visto, di sfuggita in Tv, una campagna d'immagine del comune e del sindaco (CDL) di grandi manifesti utti rossi e con al centro l'aquila gialla. Non ricordo lo slogan ma la bellezza di quel segno e la funzionalità del redesign si percepì tutta. La campagna cittadina costò milioni di euro e vi fu polemica.
Ho saputo poi che i progettisti del restyling non ne furono gli autori e che il progetto a loro commissionato riguardò solamente il redesign e non si estese mai nemmeno al classico e quasi d'obbligo manuale d'immagine. Fu davvero così?

mauro B. il 21 apr 08 alle 11:12

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