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design e cultura quotidiana

Singolare femminile: Frédérique Mathieu

Fabrizio M. Rossi

Nel filmato in apertura presentiamo una piccola anticipazione dei sei cortometraggi su Adrian Frutiger realizzati da Frédérique Mathieu, in mostra allo Scaffale d’arte del Palazzo delle Esposizioni dal 25 maggio.

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Un foglio bianco, per me, è veramente il silenzio; ma il silenzio è luce. Se c’è il silenzio della notte si chiudono gli occhi; c’è poi il silenzio del giorno, quando gli occhi sono svegli. E il foglio bianco è questo silenzio.
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Per me all’inizio c’è la calligrafia, e qui è la penna d’oca che lavora. È lo strumento che mi permette di realizzare tratti pieni e sottili quasi automaticamente, se veramente si ha l’abitudine di lavorare come si deve.
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Evidentemente è la conoscenza che ho degli strumenti della calligrafia che mi ha permesso di creare forme esatte e valide nel disegno, fatto poi con uno strumento estremamente appuntito. Ecco un esempio stampato: un carattere che si chiama Méridien, che ho disegnato quando ero giovanissimo, in cui non c’è nessuna linea retta; ma ce ne accorgiamo molto meglio quando lo si osserva al negativo, e si ha l’impressione di uno spazio vivente.
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Questi sono disegni definitivi di un carattere che ho progettato per la fotocomposizione. Anche qui vedete come le linee non siano dritte ma molto leggermente curve. Le ho tracciate a mano libera, senza righelli né strumenti: voglio che sia davvero la mano a realizzare il tracciato.

Da venerdì 23 a domenica 25 maggio avrà luogo il quarto ed ultimo appuntamento con “Singolare femminile”, la serie di seminari e mostre dello Scaffale d’Arte al Palazzo delle Esposizioni di Roma realizzata in collaborazione con l’Aiap.
Dopo il successo dei primi tre incontri con Rosemary Sassoon, Dorothée Wettstein e Lola Duval, conclude questa prima sequenza la regista francese Frédérique Mathieu. Il suo vasto curriculum comprende realizzazioni prestigiose nel campo della cinematografia e della ipermedialità, così come nella didattica (École Estienne, École nationale supérieure Louis-Lumière, Università di Lione e Parigi, fra tutte). Forse quel che meglio riassume il suo profilo professionale e umano è la sua profonda sensibilità verso ‘due favolosi ingredienti della vita, il suono e l’immagine’: devozione all’immagine che inizia a tradursi in gesti col dono paterno, ricevuto a quattordici anni, di un ‘meraviglioso apparecchio fotografico Zeiss’; amore per la musica che si stratifica a partire da una formazione classica per poi proseguire con il free jazz e John Cage. Fra cinematografia e ipermedialità la Mathieu trova vie e voci per esprimere il suo universo (sognante) fatto di suoni, di immagini, di pensiero.

fmr: «Frédérique, come definiresti il tuo lavoro?»
Frédérique Mathieu: «Sono regista cinematografica e progettista ipermediale; l'interattività, dunque, mi interessa molto. Ho spesso filmato l’architettura, ma ho realizzato anche numerose titolazioni per programmi e sistemi di identità visiva e sonora per reti televisive.»

fmr: «Grafica e tipografia hanno dunque una parte importante nella tua attività.»
FM: «Certamente. Quando sono piombata nel calderone della tipografia non mi sono sentita spaesata: si tratta sempre di vuoto e di pieno, di rapporti di grandezza, del punto di vista di colui che guarda e del posizionamento nello spazio, e perfino di suoni...»

fmr: «Il ‘calderone della tipografia’: è una bella definizione! Credo che tu ti riferisca anche alla tua partecipazione attiva ai Rencontres Internationales de Lure…»

FM: «Sì, sono molto legata ai Rencontres…»

fmr: «… di cui hai spesso organizzato le attività…»

FM: «… sì, ho soprattutto invitato autori di film o video che mettono in scena la lettura in movimento e la parte importante che svolge il suono nel farci leggere i caratteri… è per me un tema di ricerca incessante. Ho anche scritto sceneggiature per una serie di cortometraggi sulla tipografia e sul suo uso quotidiano; quest’ultimo progetto è in attesa di una produzione…»

fmr: «… a differenza dei tuoi sei cortometraggi in cui intervisti il grande tipografo Adrian Frutiger…»
FM: «Sì, non era potuto venire quell’estate ai Rencontres de Lure perché stava poco bene, allora sono stata io a fare il viaggio fin da lui. Ho fatto la produzione da sola con il materiale prestato dal laboratorio CNRS-ARIA della scuola di architettura di Lione. Un tête-à-tête fantastico. Presenterò questi filmati per la prima volta in Italia al pubblico del Palazzo delle Esposizioni.»

fmr: «Quali sono i titoli dei cortometraggi su Frutiger?»
FM: «‘Il bianco e il silenzio’, ‘Il gesto e lo strumento’, ‘Artista, artigiano e ingegnere’, ‘Univers’, ‘OCR-B’ (questi ultimi dedicati ai due celebri caratteri tipografici di Frutiger) e ‘India’ (sull’esperienza di Frutiger nel modernizzare un carattere tradizionale indiano). Oltre ai filmati su Frutiger saranno esposti un cortometraggio in tre episodi, ‘Tre sguardi’, su alcuni aspetti dell’architettura contemporanea in Bretagna, ed uno sul creatore di mosaici di origini italiane, Isidore Odorico, attivo all’inizio del XX secolo. Infine presenterò un cd multimediale interattivo, “Percorsi d’Opera”, pensato come una ‘passeggiata architettonica e musicale’ attraverso il palazzo ristrutturato dell’Opera di Lione.»

fmr: «Questo è il programma della tua mostra che si inaugurerà domenica 25 maggio; cosa puoi anticiparci invece del tuo seminario?»
FM: «Sperimenteremo la concezione e l’organizzazione di un contenuto ipermediale a partire da esempi di realizzazioni lineari e interattive. Proveremo poi a tratteggiare la sceneggiatura di un testo letterario contemporaneo – dunque lineare – per una realizzazione interattiva multimediale. Creeremo un progetto fatto di architettura della navigazione, di scelte grafiche, di scelte sonore…»

fmr: «Un esercizio prima concettuale e poi pratico, dunque…»
FM: «Sì, è un lavoro concettuale e pratico che ha qualcosa del gioco perché l’interattività è così; ma si tratta di un gioco/lavoro in cui non si dovrà perdere di vista la coerenza tra le scelte progettuali e il senso che i partecipanti decideranno di conferire. Certamente, gli elementi principali del lavoro saranno guidati dai rapporti che i partecipanti stabiliranno tra contenuto e forma da un lato, tra architettura della navigazione e interfaccia dall’altro.»

fmr: «È richiesto un grado di preparazione particolare per partecipare?»
FM: «No. Anche se alcuni dei termini che ho usato ora non sono familiari, non è necessario essere esperti. Raccomando semplicemente d’essere aperti a questa nuova forma di scrittura e di lasciarsi andare ad un approccio personale al suono e all’immagine.»

fmr: «Strumenti materiali e immateriali indispensabili?»

FM: «Matite e carta, per rappresentazioni anche molto schematiche; attenzione e immaginazione, come presupposti mentali per divertirsi e trarre vantaggio da questo esercizio ludico.»

Ricordiamo che domenica 25 maggio alle 18, insieme all’inaugurazione della mostra, ci sarà un incontro, ad ingresso libero, con la regista Frédérique Mathieu. Il seminario e l’incontro si svolgeranno in italiano.


Inserito da chialab | 20.05.08 | (0) | Appuntamenti | stampa |




 
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Foto © F. Mathieu - FéProd 2001  

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