Graffiti 2008
I muri delle città sono una sorta di tela che ospita una continuamente rinnovata serie di comunicazioni urbane. Scritte politiche, appelli amorosi, tag, steakers, volantini, stencils sono alcune delle tante tipologie di messaggi che si rivolgono a noi dalle pareti urbane e che vengono appellati — dalla gente comune così come di media — con il termini generico di "graffiti".
Il writing vero e proprio riguarda però esclusivamente il disegno delle tag, in parole povere la "firma" dell'autore sia questo un singolo writer o una crew. Le tag non rivendicano alcun altro messaggio o signiifcato se non la propria ripetitiva moltiplicazione a segnare il più ampio territorio possibile.
Il volume appena uscito per MondadoriArte di Alessandro Mininno, Graffiti Writing vuole presentare per la prima volta al grande pubblico il significato e la storia di questo fenomeno culturale così come si è andato sviluppando in Italia.
Così se le precedenti pubblicazioni di Mininno erano rivolte dall'"interno" al mondo dei writer questo nuovo volume tenta di spiegare più in generale — anche a chi considera tali forme espressive niente di meno che atti di vandalismo e di deturpazione della città — le intime regole e lo spirito che ne anima gli autori.
Importato dall'esperienza americana nata fin dai primi anni '70, il writing italiano segue la stessa semplice impostazione. "Il gioco è semplice — èp l'inizio del volume — e le regole sono poche: scegliere un nome e scriverlo con uno stile originale. Spesso, ovunque e comunque".
Così come la pubblicità martella dagli spazi a pagamento con i suoi brand consumistici, i writer ripetono le loro ermetiche firme ossessivamente quasi a stabilire un contropotere comunicativo sui muri delle città. Non si pensi tuttavia ad alcuna ideologia condivisa tra i vari autori, né la denuncia politica o sociale costituisce uno dei contenuti o motivazioni principali delle creazioni o, come si dice in gergo, dei pezzi.
Allo stesso modo l'intento artistico non è, salvo alcuni caso, predominante. Lo scopo principale non altro che la fama da raggiungere con il maggior numero possibile di pezzi.
Le stesse istituzioni hanno un rapporto schizofrenico con la cultura del writing passando da una repressione militarizzata — come per le apposite squadre speciali dei vigili urbani milanesi — ad una collaborativa concessione di spazi pubblici in cui i pezzi possono contribuire a riqualificare l'ambiente urbano.
Il volume fornisce un'attenta documentazione di quella che è divenuta una delle più importanti culture giovanili, comprensiva di una specifica parte su materiali e tecniche, e di una ampia panoramica sulla enorme collezione di opere diffuse sui muri e — altro supporto "storico" quanto illegale – sui vagoni ferroviari.
Alessandro Mininno, Graffiti Writing. Origini, significati, tecniche e protagonisti in Italia, Mondadori Electa, Milano 2008, euro 29.
Inserito da gianni sinni | 16.06.08 |
(1) |
A stampa |
|
|
SocialDesignZine Aiapassociazione italiana progettazione per la comunicazione visivaUltimi commentiCercaArchiviNotificaUltime recensioni
Libri consigliati
|



trovate più informazioni su ht...graffitiwriting.fatbombers.com
ciao!
alekone il 16 giu 08 alle 14:08