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design e cultura quotidiana

Disegnare le città. Comune di Torino

In una polemica agostana dedicata al giglio di Firenze avevamo, tra l’altro, affermato che, nella serie Disegnare le città, pubblicavamo o documenti ‘originali’ oppure semplici e sobrie schede di presentazione  che non si spingevano mai ad un giudizio, come dire, di contenuto sui singoli progetti. Puntuale arriva l’eccezione che, forse, conferma la regola; nel caso della nuova immagine per la Città di Torino, non potremo proprio fare a meno di entrare nel merito.

Nella segnalazione del caso si commenta: ”Di fronte a un progetto di tal portata è inammissibile pensare che per i prossimi 10, 20 , 50 o 100 anni una delle città più conosciute d'Italia mostrerà il proprio nome al mondo con l'apostrofo invece che con l'accento.”

Perché la nuova scritta Città di Torino, fondamentale per il redesign della sua immagine istituzionale, non è composta con il rituale accento grave ma con un apostrofo, come una volta poteva succedere con le macchine da scrivere che non avevano le lettere accentate. L’apostrofo applicato poi non è nemmeno quello del font usato, che il manuale di applicazione del marchio dichiara essere un Bauer Bodoni.
Ma le eccentricità tipografiche non finiscono qui. La scritta è composta in un falso maiuscoletto a cui è stata aggiunta una bordatura per ispessire il carattere. Infine, curiosamente, il manuale riporta, anziché il dichiarato Bauer Bodoni, lo specimen di un ITC Bodoni SeventyTwo Bold.

Abbiamo detto della scritta Città di Torino che accompagna lo scudo storico, con il toro ‘furioso’ come recita il decreto del 11 agosto 1931: "D'azzurro al toro furioso d'oro cornato d'argento. Lo scudo sarà fregiato della corona comitale". Nella vecchia versione (riportiamo a lato lo stemma tratto dal sito di Fracasso e Ghirardi Araldica civica), il toro è chiaramente ‘innervato’, con il membro eretto e visibile. Nel redesign il membro è scomparso, nascosto dall’ombra o che altro, e resta solo il disegno dello scroto che può mimetizzarsi con il muscolo dell’inguine. Un toro quindi, più che furioso, decisamente ‘scazzato’.
Senza tacere della corona ‘comitale’ che, ridisegnata in bianco nero con fattura quasi gestaltica, appare, più che una corona, un cuscino con appuntati degli spilloni culminanti con una mezzaluna.

Possiamo fermarci qui. I lettori, scorrendo il manuale, potranno farsi una loro idea sul progetto, dal lettering, al disegno dello stemma, alle filettature delle immagini e quant’altro.
Solo da aggiungere, ma è doveroso, che quest’anno Torino è World Design Capital, che per l’occasione la città ha approntato una serie di iniziative che vogliono sostanziare la ‘cultura del progetto’, e che ospiterà, nei primi giorni di ottobre, l'Icograda Design Week. Questa sarà l’interfaccia, peraltro recentissima, che la città presenta di fronte al design internazionale.

Segnalazione di Alex Peverara


Inserito da ra.des | 02.09.08 | (0) | Simboli | stampa |




 
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