“Venduto. Il contratto grafico”. I Rencontres Internationales di Lure 2008
Lure, villaggio medioevale dell’Alta Provenza sul tratto francese del
“Camino de Santiago”: da più di cinquant’anni, nell’ultima settimana di
agosto, diviene sede dei Rencontres Internationales de Lure.
Un tema ben poco frequentato è stato al centro dell’attenzione dei
Rencontres, svoltisi quest’anno dal 25 al 29 agosto: il ‘contratto
grafico’, ovvero sua maestà il denaro.
Il diavolo stesso, probabilmente, agli occhi di molti; un tabù spesso innominabile ma sperimentato quotidianamente pressoché da tutti. Tabù ipocrita (nel senso proprio di ‘nascosto’) per il cattolicesimo, risolto in maniera speculare dai riformati con la ‘monetizzazione globale’ del mondo, il denaro non cessa di creare difficoltà, concettuali e non solo, al di là delle osservanze religiose, investendo chiunque con le proprie ‘asperità’.
Merito dei Rencontres di quest’anno è stato esattamente l’aver infranto questo tabù, suggerendo numerosi modi d’approccio, riflessioni ed esperienze, tutti centrati sul rapporto fra il denaro stesso e il fare grafica.
Il denaro come ‘contratto’, dunque, nozione cara a illuministi e liberali (parliamo naturalmente di epoche storiche del pensiero umano, non di taroccamenti contemporanei): come ‘fluidificatore’ di scambi di oggetti di natura diversa; in realtà assai meno fluido nell’àmbito etico e sociale.
Di pari interesse è lo spunto suggerito dai Rencontres sulla prossimità tra il denaro e i segni, entrambi fondati sul consenso e la convenzione: il denaro è un segno fra gli altri segni. Ecco così che emerge il legame privilegiato fra denaro e grafica e tipografia, creatrici quest’ultime proprio di segni, di differenze e dunque di valore.
Colpisce la coincidenza tra il tema proposto a Lure e la riflessione in corso nell’Aiap con l’apertura dello spazio, sul sito dell’associazione, dedicato a “L’Aiap che vorrei”.
Vorrei vedervi un segno dei tempi: una sfida lanciata a chi pensa, in fondo, che il nostro sia un mestiere che goda di statuti e immunità artistiche; che parlare di denaro sia qualcosa di sporco, salvo poi commerciare di nascosto: si fa, ma non si dice.
Ero a Lure per parlare dell’Aiap (della sua storia, dei suoi problemi, del suo modo di affrontare il tema del valore del nostro mestiere), ma ho avuto il tempo di apprezzare numerosi interventi illuminanti: per citarne solo alcuni, quello di Peter Knapp, con i suoi “Racconti delle fate”, esperienze personali di attribuzione di valore al mestiere di grafico; di Roger Pfund e i suoi progetti di banconote, tra cui i più recenti franchi svizzeri; di Sébastien Morlighem e la “Bibliothèque typographique”, progetto per la diffusione della cultura tipografica elaborato per l’editore Ypsilon; di Frank Adebiaye, con la sua rubrica di ‘curiosità tipografiche’ che definiscono la tipografia come disciplina cardinale nel sistema dei segni… E poi la mostra dedicata al disegnatore di caratteri Franck Jalleau, intitolata L’esprit du geste, in cui risalta la sua attenzione per il gesto calligrafico e il procedimento nel ridisegno digitale dei caratteri classici dell’Imprimerie Nationale.
Intensi e ospitali come sempre, i Rencontres: incontri fra alterità, che producono valore.
Inserito da gianni sinni | 05.09.08 |
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