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design e cultura quotidiana

Spaghetti e grafica

Esiste una "grafica italiana"? È da questa domanda che prese l'avvio, l'anno scorso, il progetto di mostra diffusa Attraversamenti messo in piedi dal Ministero della Grafica in varie località dell'Umbria. Ora una delle mostre, "Storie di grafica", approda sulle pagine di un bel volume edito da DeAgostini (di cui registriamo con piacere il crescente interesse verso la grafica) con il titolo italianissimo di Spaghetti grafica.

Il libro (preceduto originalmente da una edizione giapponese qualche mese fa) raccoglie i lavori selezionati dai curatori attraverso un bando pubblico che vide la partecipazione di oltre 400 designer. Giovani e meno giovani, noti e sconosciuti grafici sono dunque riuniti nelle 384 pagine del volume, in una sorta di istantanea del progetto visivo italiano.

"Abbiamo trovato — raccontano i curatori — tanti designer che fanno un uso disinvolto di più media contemporaneamente, oltre alla amata carta. Abbiamo trovato: il ritorno della ricerca tipografica dopo decenni di annoiata pausa; la voglia di disegnare e utilizzare le mani che fa da contraltare alla sbornia tecnologica; molti talenti e nomi nuovi mai pubblicati. Abbiamo trovato che i lavori interessanti non dipendono dalle dimensioni e dalle tipologie dei committenti. Abbiamo trovato una freschezza e un'ironia che fanno piacere; una grande difficoltà a dare definizioni e una propensione a sfumare i confini tra stili, discipline e pratiche".

Da oggi la grafica italiana è servita nel mondo come un piatto di spaghetti appena scolati: ci auguriamo che mantenga la cottura.

 

Spaghetti grafica. Contemporary Italian Graphic Design, a cura del Ministero della grafica, De Agostini, Novara 2008, euro 49.


Inserito da gianni sinni | 17.11.08 | (21) | A stampa | stampa |




commenti:

  Effettivamente è piacevole vedere un volume che rappresenta i grafici italiani (?). Peccato che siano presenti da Roma in su'. Comunque..... grafici da Roma in giù..... no problem.... a breve in uscita ORECCHIETTE GRAFICA!

leo il 17 nov 08 alle 08:42

  Concordo con Leo. Aggiungo che è strano non avere traccia di sapori e gusti tipici del Sud Italia. Dove sono finiti gli spaghetti alla n'duja (Calabria), gli spaghetti con le sarde (Sicilia), gli spaghetti con il sugo di baccalà (Basilicata), i troccoli (tipici spaghetti pugliesi) o ancora gli spaghetti con le vongole in Campania? Perché privarsi di una geografia del gusto così varia e ricca? Oltre alla versione ORECCHIETTE GRAFICA propongo una versione non ufficiale di SPAGHETTI GRAFICA come è successo con la versione non ufficiale del "Gambero Rosso" ovvero "Il gambero rozzo. Guida alle osterie e trattorie d'Italia". Nel nostro caso scopriremmo molti laboratori del gusto caratterizzati da sapori e stili inconfondibili e imprevedibili... insospettabili centri di sperimentazione, in cui si coagulano idee e creatività...

Gennaro il 17 nov 08 alle 21:31

  trovo presuntuoso il sottotitolo, non si può parlare di design italiano mettendo qualcosa, e lasciando fuori molto.

non essendo un'opera magna, avrebbe dovuto avere un sottotitolo diverso.

per il resto, bel libro giallo...

ff3300 il 18 nov 08 alle 10:23

  “Abbiamo trovato…” malcela un finto stupore che dovrebbe rafforzare il valore della scoperta. Diciamo che sarebbe stato più onesto indicare chiaramente quale fosse il taglio critico adottato in un progetto del genere. Dopodiché qualunque scelta è legittima. Non è il massimo fingere un distacco “critico-scientifico” che non si ha. Perché in tal caso il risentimento federalista (meridionale ma anche molisano, abruzzese, sardo, trentino, laziale…) è gonfio di legittimità.
Effettivamante bastava un titolo tipo: gli spaghetti come piacciono a me.

aldo presta il 19 nov 08 alle 10:49

  Ma caro Aldo, è la De Agostini di Novara,
che a suo tempo (solo 4 anni fa)
ha operato un furto in grande stile
all'archivio fotografico sul Giappone
di mia moglie, Paola Ghirotti.
E poi è a cura
del Ministero della grafica,
vuoi mettere!
Un abbraccio, steve.

Roberto steve Gobesso il 19 nov 08 alle 12:51

  Però bisognerebbe capire bene alcune circostanze.

Come dice Sdz il volume è la raccolta del materiale esposto nella mostra "Attraversamenti" organizzata dal Ministero della grafica lo scorso anno.

Quindi semmai il problema è la mostra ma per quella mostra quanti grafici del centro-sud, diciamo così, inviarono lavori. Ad esempio io non ho mandato nulla. Chi del sud-centro ha mandato materiale che non è stato selezionato?

Veramente ci sono state 400 persone che hanno aderito al bando?

E allora semmai con quali criteri fu fatta la selezione?

Perché allora nessuno si lamentò?

Sicuramennte una pubblicazione ha più 'storia' (ancora) di una mostra ma allora una delle cose da capire è se sia ragionevole trasferire dalle pareti alla carta e comunque come farlo.

E poi "Attraversamenti" fu organizzato in Umbria: notoriamente al nord. E in particolare nella deliziosa città di Trevi dove ha anche sede la DeAgostini di Novara.

A proposito: su "Progetto grafico" 11 Carlotta Latessa, Massimo Pitis, Enrico Parisio e Francesco Cavalli hanno scritto di Attraversamenti.

Alberto Lecaldano

Alberto Lecaldano il 19 nov 08 alle 14:22

  Dal sito del Ministero della grafica,
in data 27 marzo:
"Spaghetti Grafica è il primo libro
curato dal Ministero della Grafica
[...]
il Lavoro è stato molto
e altrettanta la nostra soddisfazione.
Il volume è edito dalla DeAgostini
ed è in uscita in tutto il mondo
con diversi coeditori.
Per ora è in libreria solo in Giappone
e per vederlo nel belpaese
dovremo aspettare settembre
quando inizieremo una girandola
di presentazioni in tutta Italia."

Il lancio è avvenuto in Giappone...
ma pensa te!
E ci ha messo 6 mesi
per sbarcare da noi (il volume intendo)...
interessante.
Il mondo è davvero una piazza.

Roberto steve Gobesso il 19 nov 08 alle 15:59

  Ricordo che il "Ministero" cerco' di coinvolgere nel progetto anche noi "terroni romani" ma non riuscimmo mai ad incastrare i reciproci impegni. Dubito che ci sia stata volonta' di esclusione, eventualmente difficolta' a raccogliere il materiale.
Il sottotitolo suppongo funzioni a livello commerciale (e internazionale).

mariofois il 20 nov 08 alle 15:08

  Potenza dell'infografica! Mi immagino che la discussione sulla "grafica meridionale" sia scaturita dalla presenza della cartina d'Italia con la localizzazione geografica dei partecipanti alla mostra.
Magari se ce n'era una sulla suddivisione tra biondi e mori se ne risentivano i malpelo.
Non voglio entrare in merito alle motivazioni e alle scelte dei curatori (se vorranno le spiegheranno loro) trovo però sinceramente inattuale una rivendicazione di un'identità basata sulla collocazione geografica, anche perché superata nei fatti: un pugliese che vive a Milano o un sardo che sta a New York come dovrebbero essere considerati?
Parlare di "grafica meridionale", così come di grafica fiorentina o veneziana, non aiuta la discussione sull'unico aspetto importante e cioè la distinzione fra buona e cattiva grafica.
E su questo, naturalmente, il dibattito è aperto.

giannisinni il 20 nov 08 alle 15:56

  Potenza della frantumazione logica della discussione telematica (che infatti scolora subito in un dialogo asincrono).
Rassicuro Gianni.
Non mi pare che nessuno rivendicasse la territorialità come marca (ci è abbastanza chiaro che il "terroir" si applica ai vini, casomai)
Ci è abbastanza chiaro che il rapporto tra luogo e pensiero è un po’ più complesso.
Ma ci rifletteremo ancora.
Intendo anche che la “discussione” da leggera e divertita, così come l’aveva avviata Leo, stia virando verso un piano leggermente inclinato, diciamo così, abbastanza sdrucciolevole.
Semplicemente l’osservazione iniziale credo nascesse da una considerazione del tipo: se si promuove un progetto che ha una qualche pretesa di documentazione, esistono allora delle regolette che riguardano la documentazione stessa, la ricerca, la scelta critica eccetera.
Se invece si sceglie una qualunque forma di parzializzazione dello sguardo sulla realtà, allora lo si enuncia - anche nel titolo - e poi, ci mancherebbe altro, si è totalmente liberi di disegnare le proprie cartine geografiche.

aldo presta il 21 nov 08 alle 10:02

  ... tante osservazioni fatte, anche ironiche e piacevolmente leggere, sono condivisibili, e concordo con la maggior parte di esse... ma il punto è un altro, per me... dopo diverso tempo di latitanza, parrebbe tornato il dibattito, ma tale non mi sembra... appare più, non voletemene, come una 'bega condominiale'... ma che fine hanno fatto i 'bei' dibattiti che leggevo appassionatamente su SDZ??? detti, non detti soprattutto, frecciatine, che sembrano (mal)celare dissapori, malumori... si scrive appunto che si sta virando sullo 'sdrucciolevole'...
il problema, (caro a Presta, cfr incontro Aiap all'IDW), è sempre lo 'psicodramma', che scaturisce da gestioni clientelari e 'carbonare' dei progetti, che quindi generano naturalmente diatribe di quartiere, di territorio: noi 'in'/voi 'out', sud/nord, bianchi/neri... è sempre la stessa storia...
per esempio, chiedo lumi:ma se il tutto partiva da un bando, in che senso Fois dice che i 'romani' erano stati contattati dal Ministero per partecipare al progetto? interpreto male? cosa vuol dire 'non esclusione, ma difficoltà a incontrarsi per reperire materiale'?
... nel frattempo, vista la natura del dibattito, io butto la pasta...

SPAGHETTI ALLA 'CARBONARA'
Ingredienti (per 6 persone)
600 g di spaghetti
180 g di guanciale tagliato a dadini / va bene anche la pancetta
un cucchiaio di olio di oliva extra-vergine
150 g di pecorino grattugiato
sale, pepe

PROCEDIMENTO
In una scodella sbattete le uova con il formaggio (potete anche usare metà dose di pecorino e metà di parmigiano) e con il pepe nero. 
Mentre la pasta cuoce, rosolate in una padella antiaderente e in poco olio il guanciale a pezzetti e fatelo cuocere a fuoco basso fino a quando divente bello croccante. Scolate gli spaghetti cotti molto al dente e, una volta scolati versateli nella padella con il guanciale aggiungendo un po' della loro acqua di cottura (1 o 2 cucchiai) e fateli insaporire a fuoco basso fino a quando l' acqua è quasi del tutto evaporata. Aggiungete subito, fuori dal fuoco le uova precedentemente preparate. Mescolate velocemente in modo che le uova non coagulino, ciò avviene se superano i 70-72° , ma rimangano belle cremose. Servite subito.


massimo_p il 21 nov 08 alle 12:39

  Invece è carino, questo cauto, tenero, dibattito. Assomiglia allo scambio di parole tra due ex-fidanzati dopo un lungo silenzio. Un silenzio lungo quasi un anno (frecciatina?). Ma sono due ex che non vedono l'ora di tornare insieme.

Prime parole con qualche rancore ma, dai, si vede benissimo che hanno voglia di darsi la mano.

Il solito illuso direte voi?

Ora arriva il weekend ma forse vale la pena continuare a parlare della cosa e usarla per... riallacciare e ripristinare il dibattito, anche ironico o scherzoso, su Sdz (...bella retorica questa frase).

Però sia chiaro che (almeno per me) Il Ministero della grafica non merita nessun sospetto ma tutto il rispetto e la considerazione per aver lanciato un programma, averlo realizzato e portato a compimento fino alla fine in tempi sufficentemente veloci e con discreta visibilità (Sole 24 ore ne ha parlato in modo superelogiativo domenica scorsa). Il Ministero ha evidentemente intercettato l’esigenza di tanti colleghi di avere visibilità, di mostrare, spiegare il proprio lavoro. E’ interessante vedere cosa scrive Pigane magazzine nel n. 2 a pag. 40 (http://www.picamemag.com/...nr2.pdf). Mi sembra che le cose siano semplici.

Comunque il guanciale (rigorosamente guanciale, altro che pancetta) va tagliato a striscioline da una fetta spessa quasi 5 mm. (mai cubetti).

La pasta va scolata e versata in una zuppiera e lì condita con il guanciale rosolato, l’uovo precedentemente sbattuto e secondo me il parmigiano (il pecorino è per la matriciana).

Questa storia di versare la pasta in padella e lì condire e continuare la cottura è per me un po’ troppo alla moda, va bene al nord (frecciatina).

Il fornello così come la zuppiera, i piatti e le posate devono essere su piani orizzontali mai obliqui o inclinati o scivolosi. Altrimenti va tutto a rotoli (frecciatina).

A proposito qualche giorno fa Enrico Bay sosteneva in una trasmissione radiofonica che la carbonara l’hanno inventata gli americani risalendo la penisola per liberarla. Avrebbero aggiunto gli spaghetti a uova e bacon. A me sembra strano, qualcuno ne sa qualcosa? E comunque, se è così, hanno inventato qualcosa di buono (da mangiare) quando sono arrivati al nord (frecciatina)?

Alberto Lecaldano il 21 nov 08 alle 15:42

  Qualcuno raccolga tutte le frecce sparse in questa discussione, magari ne esce fuori lo specimen di arrows definitivo.

macilento il 21 nov 08 alle 16:48

  con il dovuto rispetto.
ma non sto capendo più molto.
frecce? allusioni? condomini? sughi?

semplicemente un commento, anche piuttosto banalotto (il mio), sul metodo "critico" proposto da un progetto che - buon per il Ministero e i partecipanti - ha suscitato una giusta eco.
ma magari ripensiamoci - dopo le giuste scelte alimentari, magari leggere e vegetariane - dopo il fine settimana.

aldo presta il 21 nov 08 alle 17:09

  cena macrobiotica per tutti, allora...
brodo di miso e stufato di ceci e seitan, con broccoli e bietole!
;-D)

massimo_p il 21 nov 08 alle 17:52

  Non pensate, comunque, che il libro sia ben fatto, per la sua tipologia editoriale? che è quella del 'volume di immagini', non del saggio.
Sinceramente manco me ne ero accorto della dislocazione geografica, che comunque sappiamo oggettivamente, nel paese reale, essere ancora Milanocentrica, anche se sicuramente meno che in passato. Non mi sembra una questione di nord e sud, però: in fondo, dovessi guardare all'orticello mio, di emiliano romagnoli quanti ce ne è, 1 o 2?
Forse quella della cartina è stata un po' una ingenuità, allora, perchè in fondo non è compito di un volume come questo fare un regesto geografico equilibrato. Non è lì il cuore della questione, forse?

carlo branzaglia il 22 nov 08 alle 10:44

  Hai ragione Carlo. Dovremmo fare una discussione più nel merito. Il commento iniziale di leo era però leggero, divertito e, credo, pertinente.
Poi abbiamo provato a allargare la riflessione alla tipologia critica dell'operazione stessa. Sempre restando nella sfera critico-culinaria. Dopodiché, ci mancherebbe altro, ben vengano molte pubblicazioni sul design, sulla grafica eccetera, che in italia ne abbiamo davvero bisogno. Sarebbe una buona cosa allargare ulteriormente la discussione proprio per tentare di mettere fuoco sempre meglio ciò che serve a aumentare l’incidenza del buon design nella nostra scadente società italiana. e - per intenderci - credo che questo volume vada in questa direzione. pensiamoci. e parliamone.

aldo presta il 22 nov 08 alle 18:03

  A questo punto ritengo doverose le mie scuse
per le parole poco carine
spese con voi ai danni della DeAgostini
(non scrivo "devo le mie scuse alla DeAgostini
per le parole... eccetera...",
io mi scuso con voi),
era uno sfogo troppo 'appassionato'
per fatti accaduti
non pertinenti al tema trattato.

Vorrei solo sapere
(anche se qualche ideaccia ce l'ho
ma... ok... la devo smettere di scivolare
su questo pericoloso piano inclinato)
come mai a marzo escono in Giappone
ed a settembre da noi.
Lo devo chiedere al Ministero?

Un saluto al 'Cupido' Alberto e a tutti voi.

Roberto steve Gobesso il 22 nov 08 alle 18:19

  Finalmente un pò di pepe è tornato su Sdz! evviva!
Riguardo a Spaghetti Grafica penso sia uscito prima in Giappone e poi in Italia per semplici motivi commerciali riguardanti la distribuzione. Ma non essendo direttamente coinvolta è solo una supposizione.

Io penso che Spaghetti Grafica, come altre pubblicazioni italiane, parli soprattutto dell'esigenza collettiva di visibilità, molto semplicemente, come anche è già stato detto. E per quanto mi riguarda penso che una pubblicazione del genere risponda perfettamente a questa esigenza.
Inoltre, essendo la prima pubblicazione ufficiale di Ministero della Grafica, penso che se anche vengono contestate alcune leggerezze nella selezione, potranno fare meglio in futuro!

L'importante, per il bene di tutti quanti, è che nell'Italia del design si muova qualcosa! No?

deb-kmzero il 25 nov 08 alle 18:00

  Noto con grande stupore che le mie ORECCHIETTE (evidente provocazione) abbiano mosso questa bella e grossa discussione. Premetto che il Ministero della Grafica ha fatto un lavoro cmq utile alla ns comunità. Forse, e prendo spunto dalle osservazioni di Carlo B., non era necessario inserire l'Italia (ma non è mica una cosa grave!). Essendo un libro scaturito da una mostra, sarebbe bastata una lista di nomi e cognomi con la provenienza..... Come si fa sempre. Poi mi riallaccio al commento di gianni s. per dirgli che non è un problema di “grafica meridionale”. Non credo che esista e non vorrei esistesse. La grafica è “italiana”. Ma se si usa un titolo come “Spaghetti grafica”.... la cosa è ancor più impegnativa. Chi acquista il libro (in giappone!?!) penserà di vedere veramente la grafica “italiana”. Poi scopre che nn è così. Scopre che da roma in giù ci sono poche galline (e sai bene che nn è così). Quindi concludo dicendo che la mia provocazione non voleva dire: “e io non ci sono?”. Io sono stato invitato dal Ministero ma purtroppo per ragioni personali (piuttosto serie) non mi fu possibile. Ma all'epoca non si sapeva che poi il tutto sarebbe passato in un libro che avrebbe rappresentato la grafica “italiana”. Cmq nn avrei partecipato ugualmente, ma chissà.... se gli altri invitati avrebbero avuto una ragione in più per farlo. Boh! Ma puo' anche darsi che l'idea di un libro è venuto dopo....(buona fede del MdG).
La mia provocazione voleva umilmente dire che questo libro NON è grafica italiana. E' una parte della grafica “italiana”. Basta. Tutto qui.
E tutto quello che dico in questo post (e lo dico per evitare inutili polemiche) è scritto con simpatia.

Poi un segreto. La vera ricetta di RISO, PATATE E COZZE. Prendete nota: http://it.youtube.com/...kROY0TxTj8

leo il 26 nov 08 alle 09:16

  "Spaghetti Grafica"

Perchè!? Perchè! Perchè! Perchè! Perchè! Perchè! Perchè! Perchè! Perchè!
Perchè!:
Perchè per dire Italia bisogna cadere in questi stereotipi abberranti? Non è simpatico, non è ironico, è vuoto. Io me li immagino i curatori lì a spremersi, a riempire taccuini di ipotetiche parole, a lacerarsi le membra con oscuri metodi di brainstorming, per poi dire con un sospiro di sollievio tale oscenità. E' violenta la banalità di questo titolo.

Le parole sono importanti!

Valerio-D il 21 dic 08 alle 16:01

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