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design e cultura quotidiana

Armando Milani: la creatività del sistema

Tra le tante doti che si devono riconoscere a Armando Milani quella che, senza dubbio, colpisce di più è la grande, forse unica, capacità di sintetizzare sempre i concetti, di andare al cuore della comunicazione con il minor numero di segni e con la più completa adesione al progetto. Senza che ci sia mai, nei suoi manifesti o nei suoi marchi, in tutto il complesso della sua comunicazione, un eccesso, una ridondanza qualsiasi che fuorvii l’esposizione e la chiarezza del messaggio.

Nella bella mostra che il Museo Luzzati di Genova dedica alla sua opera, tutto questo si squaderna davanti al visitatore in maniera assoluta. I colori sono netti, i segni mai eccessivi, il messaggio limpidamente sezionato e asciugato con precisione. Non solo però, perché quella completa sistematicità di progettazione (da non dimenticare che Armando Milani ha lavorato a lungo con Massimo Vignelli!) non resta una semplice notazione stilistica, ma spesso, quasi sempre diremmo, si sposa con una spettacolare fantasia creativa che mescola i toni facendo diventare la tipografia immagine e la sistematicità icona.

Basti guardare alcuni dei manifesti in mostra: una colomba che sposta la lettera a dalla parola war alla parola peace e cambia in narrazione una speranza e un auspicio. Non servono pasticci di colore o caratteri alla moda: un fondo azzurro netto e preciso è il campo di volo, un helvetica bold, perfettamente leggibile, è sufficiente alla completezza di comunicazione. La colomba vola e sposta il significato esemplare delle parole facendolo diventare fortemente, esplicitamente, 'politico'.

I grandi manifesti di Milani sono, infatti, delle dichiarazioni assolute di intenti: completamente ambigui per il continuo slittamento semantico della simbologia, completamente comprensibili da chiunque per la lettura significante.
Una grande lezione di stile, di forza professionale e di passione civile.


Inserito da ra.des | 01.03.09 | (0) | Mostre | stampa |




 
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