Scherzi di carnevale
Chi ci segue con una qualche attenzione ricorderà certo quante volte ci siamo soffermati a chiosare, analizzare, polemizzare con le modalità di convocazione dei concorsi di grafica. In sostanza si verifica, se non sempre spesso, una antipatica mancanza di trasparenza. Non si conosce, in genere, la composizione della giuria, e, nel caso di concorsi a inviti, non si conosce l’elenco degli invitati e non viene previsto un rimborso spese significativo.
Il concorso di cui parliamo adesso, anche in un quadro di carenze quale quello sommariamente indicato, appare quasi un unicum perché riassume e amplifica tutti i difetti possibili presenti nei bandi. Trattandosi del concorso per il manifesto del carnevale di Viareggio 2010 verrebbe quasi da pensare a uno scherzo. Di carnevale, appunto.
Non ci dilungheremo sul dettato del bando, che può essere letto
qui. Il concorso è aperto a tutti, non si prevede anonimato e, in
sostanza, non si prevede alcun premio, se non l’assegnazione di una
medaglietta. Vale a dire che già il produrre il manifesto viene
considerato premio significativo per il vincitore. Il lavoro è premio a
se stesso. La giuria non è esplicitata e il suo verdetto è, va da sé,
inapppellabile. Chi vorrà rientrare in possesso del bozzetto presentato
dovrà andarselo a prendere. Il bozzetto vincitore potrà essere usato ad
libitum e i perdenti potranno fare al vincitore, per mostre, cataloghi,
presentazioni ecc., da ‘damigelle d’onore'.
Questo nella sostanza. Che dire?
Di
fronte a questo straordinario mix di ignoranza arrogante, si tende a
rimanere senza fiato. Si chiede un lavoro ma non si intende pagarlo (ma che
lavoro è?, si saranno chiesti gli organizzatori, si deve fare solo un
disegnino!), quasi si trattasse di una causa sociale dove addensare
solidarietà e non di una manifestazione cultural-turistica che richiama
a Viareggio centinaia di migliaia di visitatori (paganti) e che muove
vorticosi, e immaginiamo. pingui giri d’affari. Si è comunque certi che
qualche povero gonzo abboccherà all’amo con il miraggio di un ‘incarico
prestigioso’.
Chi ci ha segnalato il bando avanzava anche il sospetto che si tratti di una manovra per non assegnare il vincitore e riservarsi la facoltà di incaricare poi chi si vorrà. Se così fosse si aggiungerebbe al danno la beffa e il dolo. Negli ultimi anni si era tentato di battere la strada dell’incarico ‘prestigioso’ ma, se si eccettua il caso del manifesto disegnato da Lorenzo Mattotti, le altre esperienze sono state assai modeste. Uberto Bonetti e il suo Burlamacco sono lontani nel tempo e nella qualità. Crediamo di essere facili profeti prevedendo che l’edizione 2010 sarà memorabile solo per la stolida presupponenza degli organizzatori.
Inserito da ra.des | 08.05.09 |
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commenti:
groucho il 16 mag 09 alle 18:57
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Alessandro il 08 mag 09 alle 10:50