Magic Italy riparato
Il Giornale, quotidiano ufficiale del Governo che nei giorni scorsi ci aveva pacatamente definito "iene", pubblica oggi la versione "ufficiale" del nuovo marchio turistico italiano. Secondo la consolidata abitudine di smentire se stessi — tutti hanno sentito le vive parole di Berlusconi dichiarare di aver pensato allo slogan "Magic Italy" e la ministra Michela Vittoria Brambilla duettare con Emilio Fede per offrire l'anteprima del logo — adesso il Governo ci fa sapere, attraverso le righe de Il Giornale, che quella era solo un "fermo immagine". Prendiamo per buona la dichiarazione. Tuttavia la questione della realizzazione di un marchio rappresentativo della nostra cultura, come abbiamo ripetuto in questi giorni, non è semplicemente estetica e va molto al di là dei flame in rete. È una questione che riguarda la professionalità, la trasparenza e, in definitiva, la correttezza delle scelte che un'amministrazione pubblica, foss'anche il Governo, deve seguire in questi casi (è necessario richiamare sempre esempi stranieri, come quello recente del Governo olandese?). Ricordiamo a Il Giornale, che si bea di mandare in pensione il baccello rutelliano, che proprio su queste pagine furono allora raccolte oltre 3.400 firme di protesta per il risultato di un concorso che giudicammo mal gestito. Ma almeno era un concorso! Ora ci troviamo invece di fronte all'imposizione di una scelta del tutto soggettiva, casuale ed estemporanea, frutto del parto del Presidente del Consiglio e del Ministro del Turismo i quali, fra le loro pur numerose doti, di certo non annoverano una conoscenza adeguata del graphic design. Riproponiamo quindi le dieci domande al Presidente del Consiglio sul metodo progettuale seguito per la realizzazione di questo logo Magic Italy - Italia, sperando magari che gli informati giornalisti de Il Giornale ci aiutino a trovare risposta:
1. Da chi è composto il team di grafici che l'hanno accompagnata nei voli di stato per lavorare al nuovo marchio per il Made in Italy?
2. A che titolo sono stati selezionati?
3. Ha già avuto modo in passato di avvalersi, a qualunque titolo, della collaborazione di questi grafici? Per quali lavori?
4. Qual è il compenso totale riconosciuto loro?
5. Oltre a Lei e al team grafico chi altri, e a che titolo, partecipa alla definizione di questo progetto?
6. Chi ha redatto il brief su cui il team ha lavorato/sta lavorando?
7. Chi valuterà la corrispondenza qualitativa del risultato alle finalità richieste?
8. Che budget è stato messo a disposizione per questo progetto?
9. A quanti e quali ministeri e/o dipartimenti fa capo il suddetto progetto?
10. È stato richiesto un parere al Consiglio Nazionale del Design?
Inserito da gianni sinni | 13.06.09 |
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Incubi |
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commenti:
oltre la retorica, le domande poste da SDZ non mi sembrano appropriate, e denotano un'ostilità non proprio chiarissima.
mi spiego:
ci sono troppe domande indirizzate a capire questioni che non sono propriamente di progetto, ma di gestione cliente, acquisizione lavoro/commessa etc.
detto questo, non approvo neanche la volontà di cancellare il commento contro sdz, e la scusa adoperata per farlo.
nel mio studio siamo 3, avremmo potuto usare il medesimo computer, in momenti diversi, per scrivere tre commenti, con tre nomi utenti, e questo cosa significa? niente.
non si può censurare il pensiero in rete, non si può fare anche perché si diventa come Silvio, dei despoti che fingono di essere democratici.
Forse quel commento dava fastidio?
L'informazione vera e indipendente non si fa così.
ff3300 il 14 giu 09 alle 14:59
Questa Italia qui è vecchia come il cucco.
castel il 14 giu 09 alle 16:25
i grafici non dovrebbero occuparsi anche di cose come la gestione del cliente, ecc.? Tutto sommato si tratta di una attività professionale, o un mestiere, e ‘teoricamente’ chi lo fa dovrebbe camparci. Non le trovo domande troppo inappropriate.
dc il 14 giu 09 alle 17:11
mostra il segno d'usura cui è soggetta:
già negli 'anta e non più perfetta...
la si vede prestarsi a questa magagna,
esercizio ministeriale da cui non guadagna,
forse perchè deve competere con le Carfregna
Allora sorvolando carattere e grazia
ecco Michela intenta come se fosse letizia
a capofitto nella prova orale come prestatio:
E' la chiamata del Signore: quando lo chiede,
sebbene possa sembrare pratica da marciapiede,
i de-voti non possono esimersi dalla prova da Fede.
Ma venendo al “j'accuse”:
il corredo di “slogan, flame, art director, copy & brief” al concetto
di “un marchio rappresentativo della nostra cultura” come brevetto,
con “graphic design” ad avviluppare la forma come con carta stagnola,
sembra appropriato al Bel Paese.., che così tampiato sembra di 'Zola.
winston il 14 giu 09 alle 18:29
Lancio un'idea: facciamo un concorso per il bad logo delle ronde nere ( anzi di tutte le ronde). Da tempo sono connvinto che la Lega sia il nuovo fascismo italiano: e i fatti lo confermano. I neonazisti alla Blues Brothers di Milano non sarebbero venuti allo scoperto senza l'avallo della legge del suonatore di sassofono. E' troppo chiedere un'impennata dell'opinione democratica per fermarli?
Purtroppo l'80 % degli italiani, ingannati e subornati, approvano questa riedizione delle squadracce. Il public design dica la sua!
Savorelli il 15 giu 09 alle 13:12
akari il 15 giu 09 alle 13:18
mudesign il 15 giu 09 alle 14:38
Zbruvi il 15 giu 09 alle 21:29
alex chiabra il 17 giu 09 alle 08:09
pinux il 24 giu 09 alle 20:39
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Il mondo del progetto italiano potrebbe esprimere di meglio, se appena fosse considerato e interpellato... ma non esisteva una consulta del Design, composta anche da autorevoli esponenti Aiap?
stefano tonti il 14 giu 09 alle 10:02