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Le Meraviglie di Tim Burton

I fans di Tim Burton possono dormire sonni tranquilli, certi che anche Alice in Wonderland, le cui prime immagini sono state presentate in questi giorni dal regista americano al Comic Con di San Diego, sarà, almeno per quanto riguarda la visualità, all’altezza delle aspettative. Per il resto bisognerà comunque sospendere il giudizio fino agli inizi di marzo, quando il film uscirà delle sale.

Tim Burton ha dichiarato di aver voluto fare un “vero film” visto che i tentativi precedenti su Alice lo avevano lasciato, lui spettatore e appassionato, insoddisfatto. E mentre dalle prime foto diffuse e dal trailer nulla possiamo dire dell’intreccio filmico possiamo di sicuro gettare un primo sguardo nell’immaginario del Wonderland di Burton, all’interno della logica e tradizione ultracentenaria dell’illustrazione di Alice.

Tim Burton sembra muoversi borderline, tra il lavoro con gli attori e l’animazione 3d ma sembra anche segnare un momento di superamento (anche di ribaltamento se vogliamo) della tradizione iconografica del libro, da sempre indissolubilmente legato ai primi disegni di John Tenniel, che illustrò la prima edizione a stampa del capolavoro di Lewis Carroll e che determinò la fortuna iconografica di quei personaggi.

Solo in parte però perché alcune delle figure che Burton ha creato appaiono ancora in sintonia con il consolidato di Tenniel (si vedono occhieggiare nel trailer un Bianconiglio e un gatto del Cheshire assai rassicuranti a questo proposito). Parti della scenografia sembrano rimandare poi ad un universo fantasy alla ‘Burton’ e il lavoro con gli attori (segnatamente Johnny Depp che interpreta il Cappellaio Matto e Helena Bonham Carter, la Regina di Cuori) caricherà probabilmente di altri significati, oltre a quelli letterari che già conosciamo, la definizione dei personaggi. Il Cappellaio Matto appare dalle prime immagini una sorta di folletto variopinto, un Puck delle Meraviglie, folle e new age, e la Regina di cuori non sarà certo l’orrenda megera dal collo taurino di John Tenniel, e poi di Walt Disney, ma una figuretta dal capo grosso e il corpo esile, una specie di mostriciattolo ambiguamente idrocefalo. Per non dire di Tweeedledum e Tweedledee che sembrano di così diretta derivazione dai tanti pupazzotti animati di Nightmare before Christmas da non lasciare dubbi sul tentativo di Burton di non lasciarsi sopraffare dalla tradizione consolidata, ma di andare disinvolto verso un proprio, personale e fascinoso, paese delle Meraviglie.


Inserito da ra.des | 31.07.09 | (0) | AltriMedia | stampa |




 
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