Woody Pirtle per il Green Movement
Dal mese di agosto andiamo pubblicando i manifesti in appoggio al Green Movement iraniano. I grafici che hanno aderito all'iniziativa, ormai quasi 200, sono rappresentativi di ogni paese del mondo e tra i più affermati e prestigiosi artisti in campo internazionale. Da ora il Green Movement ha anche un proprio marchio, disegnato espressamente dal famoso grafico americano Woody Pirtle.
(6 novembre 2009) Dal 28 settembre gli amici iraniani che hanno dato vita e seguono con grande partecipazione la pubblicazione dei manifesti che i grafici di tutto il mondo stanno dedicando al movimento del dissenso contro il regime di Ahmadinejad e dei suoi ‘guardiani della rivoluzione’, non possono più consultare e frequentare il nostro blog che è stato oscurato. La schermata in lingua che pubblichiamo accanto è quanto il popolo dell’Iran può oggi vedere collegandosi con noi, a riprova della brutalità, anche comunicativa e ideale, di quel regime claustrofobico e oscurantista.
Naturalmente continueremmo a pubblicare gli interventi grafici che continuano a giungere al nostro blog (in queste ore Bruno Oldani e R.O. Blechman) e ci auguriamo che continueranno ad essere linkati da tutti i blog e web-sites che, in questi due mesi, hanno dato appoggio al dissenso della gente dell’Iran.
Sono infatti ormai centocinquantacinque i manifesti che presentiamo nella galleria destinata al contributo della grafica internazionale al dissenso in Iran. Tra i grafici che hanno risposto all'invito e che stanno ancora inviando materiale, ricordiamo Milton Glaser e Michael Vanderbyl, Ruedi Baur e Wim Crouwel, Pierre Bernard e Dan Reisinger, Merwyn Kurlansky e Alan Peckolick, Brad Holland e Lanny Sommese, David Tartakover e Oded Ezer, Armando Milani e Massimo Vignelli, Uwe Loesch e Holger Matthies. In una seconda galleria pubblichiamo le foto delle manifestazioni di dissenso a Tehran. Foto e manifesti a cura di Green Bird.
Inserito da ra.des | 21.12.09 |
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paesi arabi integralisti è sottrarre loro la
ricchezza della vendita di petrolio all'occidente. Le energie alternative, la rinuncia all'uso indiscriminato delle auto che si muovono con i prodotti del petrolio, li può
ricondurre alla ragione.
Il tutto accompagnato con la ripresa di un dialogo con i Palestinesi che sono gli unici
a distinguere il potere politico attraverso un governo e un parlamento laico, da quello religioso. Per questo motivo , vi fu un terribile "settembre nero" nel campo profugo
nella Giordania di Hussein, complici i cattolici libanesi e gli ebrei di Israele.
Abbandonare l'idea del controllo militare dell'area a Sud del Mar Caspio, dove insiste un grandissimo giacimento petrolifero, e la-
vorare con il "volontariato" laico di Emergency, per migliorare le condizioni di vita delle popolazioni mussulmane di quella area.
Antonio Tateo, comunicatore visivo e antropologo.
Antonio Tateo il 28 set 09 alle 21:02