Design per. Socialdesignzine talks 2. Il disegno della democrazia, della società, della città
Nel quadro di Design per. Settimana internazionale della grafica, in programma a Napoli tra il 6 e l’11 ottobre, Socialdesignzine coordina una mattinata di riflessione sul tema “Il disegno della democrazia, della società e della città” che fa seguito, idealmente, al convegno che, sullo stesso tema, il nostro blog aveva organizzato nella primavera scorsa a Firenze. Interverranno Armando Milani, Mario Trimarchi e Priska Wollein.
Napoli, Pan Palazzo delle Arti
Giovedi 8 ottobre, ore 10,00
Più Design può
Socialdesignzine talks 2
Il design della democrazia, della società e della città.
Relatori
Armando Milani
Tra marchio e manifesto, tra cultura industriale e sensibilità sociale.
Il design della democrazia
Mario Trimarchi (Fragile)
Il progetto territoriale di immagine coordinata delle Poste italiane.
Il design della società
Priska Wollein (Fuenfwerken)
Brand image per la città di Berlino: Be Berlin.
Il design della città
Coordina e introduce Andrea Rauch
La comunicazione visiva rappresenta un formidabile strumento per la
determinazione dei processi partecipativi della società. Promuovere una
coerente applicazione del progetto della comunicazione in tutto ciò che
attiene al rapporto istituzioni/cittadini rappresenta uno degli
elementi fondanti della stessa etica del design visivo. È
un’aspirazione che trae la sua ragion d’essere da una sorta di Dna
della grafica e della grafica italiana in modo particolare che, non a
caso, iscrive nella propria storia un periodo particolarmente fecondo
come quello della grafica di “pubblica utilità” che caratterizzò gli
anni Settanta e Ottanta dello scorso secolo. I campi di applicazione
del progetto della comunicazione sono d’altra parte innumerevoli. Con
l’aumento della complessità degli aspetti relazionali è di pari passo
aumentata la necessità di un design della comunicazione sviluppati
secondo i principi di leggibilità, accessibilità e sostenibilità.
Socialdesignzine ha approfondito nei suoi sette anni di attività molte
delle problematiche e delle criticità riscontrabili nei modi attraverso
cui si manifesta sia la comunicazione istituzionale che quella dal
“basso”. L’incontro Più Design Può, alle seconda edizione dopo gli
incontri fiorentini del maggio scorso, vuole dare conto delle
esperienze più significative che, a livello sia internazionale che
italiano, hanno riguardato progetti di comunicazione visiva — di volta
in volta messi in atto da enti, associazioni, università,
organizzazioni — volti a promuovere un sostanziale avanzamento nella
qualità dell’informazione e della partecipazione. Una ricognizione che
per l’ampio spettro indagato si presenta come uno degli appuntamenti
più stimolanti non solo per i designer, ma anche per tutti coloro che
si occupano di comunicazione pubblica e, non secondariamente in un
mondo dove l’accesso alle informazioni è divenuto un diritto
inalienabile, per tutti i cittadini. (Andrea Rauch, Gianni Sinni)
Armando Milani
Nelle opere di Armando Milani, che lavora tra Milano e New York, e che
può considerarsi, non da oggi, uno dei più significativi visual
designers del mondo,si rileva costantemente una doppia anima,
un’espressione che oscilla tra arte e professionismo. Il ruolo del
visual designer è per lui “interpretare parole ed idee con immagini
sintetiche, inconfondibili, codificando la realtà, ma interpretandola
al tempo stesso con i propri valori. Ogni progetto è appropriato,
unico, ma anche ambiguo, misterioso, non definito, per suscitare nel
lettore quella curiosità e quella possibilità di interpretazione che lo
coinvolge emotivamente e ne stimola al memoria”.
E di doppia anima si potrà parlare anche per la mostra From the eye to
the heart (a Napoli sarà allestita nel quadro della settimana della
grafica e completerà, idealmente, la conferenza),
che propone, accostandoli direttamente, un poster di carattere
“sociale” e un marchio, un “brand” creato per la comunicazione
d’impresa, due modi di interpretare visivamente il reale.
Mario Trimarchi (Fragile)
Il progetto del sistema di identità per Poste Italiane, realizzato a partire dal 1999, ha cercato di costruire per l’azienda un nuovo alfabeto di immediata riconoscibilità, facilmente declinabile nei diversi luoghi, linguaggi e supporti utilizzati per parlare al pubblico.
A causa della veloce mutazione di profilo dell’azienda, che aggiunge alla sua funzione storica di gestione e recapito della corrispondenza anche le funzioni di banca, Fragile ha spostato l’attenzione dal tema “postale” al tema “Italia”; introducendo per la prima volta un’immagine fotografica all’interno di un marchio e creando di fatto un sistema dinamico, declinato in sei differenti fotografie di paesaggi internazionalmente riconoscibili come italiani.
Il nuovo sistema di marchi è dunque molteplice (è declinato in nove versioni tutte interscambiabili), e dinamico (possono, nel tempo, cambiare le immagini con cui l’azienda racconta la sua personalità).
Vengono disegnati sistemi di comunicazione e segnaletica integrati applicati all’interno delle filiali, negli uffici, sugli automezzi, sulle divise dei portalettere, sulle scatole per le spedizioni; vengono ridisegnati i marchi delle aziende del gruppo, i marchi dei prodotti, i marchi dei nuovi prodotti elettronici, il format della comunicazione interna..
Fragile, fondata nel 1999 da Mario Trimarchi e Michele De Lucchi, lavora sui temi della Corporate Identity Care. Tra i suoi progetti l’immagine coordinata di Poste Italiane, di Banca Intesa, di Cariparma, Gruppo Crédit Agricole e della catena di elettronica Trony; il rinnovamento di immagine del marchio Poltrona Frau e la comunicazione di prodotto per il marchio Olivetti.
Lo studio è attualmente guidato da Mario Trimarchi con Frida Doveil.
Priska Wollein (Fuenfwerken)
Nel maggio 2007 il Senato di Berlino si è posto l’obiettivo di posizionare la città a livello di marketing come «Berlin. City of Change.» bandendo un concorso per lo slogan, l'ideazione e il design della campagna che è stato vinto dallo studio Fuenfwerken con la headline «be Berlin».
Il tipo di immagine proposta, con headlines che accompagnano i motivi fotografici o che campeggiano da soli su sfondo bianco, ha trasformato il carattere tipografico nel protagonista principale della campagna pubblicitaria da pochi giorni lanciata.
Durante la fase di sviluppo del progetto, il Senato di Berlino ha espresso la volontà di applicare alcuni elementi grafici della campagna anche alla propria immagine istituzionale, rendendo quindi necessario l’ampliamento della famiglia di caratteri, progettati nell’occasione da Alessio Leonardi, per soddisfare gli scopi più diversi della comunicazione generale della città.
Priska Wollein, che ha coordinato per Fuenfwerken la campagna, si era già occupata dell’immagine grafica di Berlino all’inizio degli anni novanta del secolo scorso quando aveva collaborato con Metadesign alla progettazione grafica dell’immagine della capitale tedesca allora, dopo la caduta del muro, appena riunificata. Fuenfwerken è oggi tra le più note e accreditate agenzie di brand image della Germania. Priska Wollein ne è direttrice e fa parte del consiglio di amministrazione.
Inserito da ra.des | 22.09.09 |
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