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Trasparenza e anonimato

Logo-Torino-2006.jpgNel momento in cui scriviamo questa nota ancora non sappiamo i risultati del concorso internazionale per la progettazione della mascotte delle Olimpiadi invernali di Torino. Il bando di concorso era comunque ben fatto, estremamente particolareggiato, la giuria qualificatissima. L'impressione generale era quella, cara a molti annunci economici: "astenersi incompetenti e perdigiorno". Uno dei requisiti per partecipare alla gara era, va da sé, un rigoroso anonimato. Le proposte andavano inviate in buste chiuse e assolutamente non trasparenti, siglate da codici alfanumerici (quattro lettere e otto numeri) che comparissero in ogni elaborato. Doveva essere impossibile in ogni caso risalire al progettista, se non a gara conclusa.
Come dovevano essere inviate le proposte al notaio torinese indicato dal Comitato olimpico per gestire la gara? Naturalmente per raccomandata con ricevuta di ritorno. Mezzo che, com'è noto, obbliga il mittente a specificare nome e indirizzo sulla busta! Meno male che, come avrebbe detto Shakespeare "...i notai sono uomini d'onore!"

Inserito da | 14.06.03 | (0) | Concorsi | stampa |




 

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