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Ricorderete come fino a pochi anni fa fosse abbastanza diffuso il lancio di volantini pubblicitari dagli aerei, qualche volta con campioncini omaggio legati ad un paracadute. Era una di quelle tecniche pubblicitarie, come gli altoparlanti sui furgoncini, che si sono estinte con l'evoluzione tecnologica dei mezzi di comunicazione e con l'avvento del marketing scientifico.
Persiste, tuttavia, un settore in cui il volantino aero-lanciato mantiene inalterato tutto il suo valore persuasivo. è quello delle operazioni di guerra psicologica. Anche nella tecnologicamente sofisticatissima guerra in Iraq, i volantini hanno infaticabilmente svolto il loro ruolo.

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Non è un caso che il termine "volantino" (la cui radice "aerea" si ritrova in quasi tutte le lingue: leaflet o flyer in inglese, Flugblatt in tedesco, fulls volants in catalano, tract in francese) nasca proprio con i primi lanci di materiale propagandistico sul nemico. Uno dei primi esempi (fra l'altro firmato Victor Hugo) si ricorda con l'utilizzo delle mongolfiere in partenza da Parigi durante l'assedio prussiano del 1870. Con l'invenzione dell'aeroplano l'attività di propaganda prende, è il caso di dire, veramente quota e durante la Prima guerra mondiale diviene una pratica diffusa tra tutti gli eserciti in campo.
La nostra storia patria ricorda orgogliosamente l'incursione aerea nei cieli di Vienna, cui partecip? Gabriele D'Annunzio, con il lancio di 200.000 volantini tricolori il 9 agosto 1918, ma sono soprattutto gli inglesi a farne un uso crescente. Si calcola che dal 1917 alla fine della guerra furono lanciati sulle città tedesche oltre 26 milioni di volantini. Nella maggioranza dei casi, come nella serie inglese "By Balloon", la comunicazione era affidata a illustrazioni di buona, se non ottima, fattura.

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Con la Seconda guerra mondiale, a seguito dell'esperienza maturata anche nella Guerra civile spagnola, l'intervento propagandistico si fa più mirato e nascono i primi manuali di psico-guerra e disinformazione. La produzione di volantini si basa molto in questo periodo sull'uso della fotografia e del fotomontaggio che vanno a sommarsi alla tradizionale illustrazione. Un tra gli esempi più notevoli per la qualità grafica e fotografica è il foglio quindicinale Front-illustrierte für den deutschen Soldaten stampato nel 1943 dai sovietici e rivolto alle truppe tedesche.
Nel dopoguerra, applicazioni massicce di campagne psicologiche saranno intraprese dalla Francia durante le guerre in Indocina e in Algeria, dagli Stati Uniti durante la guerra di Corea e durante tutto il periodo della guerra del Vietnam. In questi casi vediamo affermarsi come predominante l'uso di disegni "vernacolari" dal tratto incerto e malamente eseguiti e abbondante uso di retini.

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Un tipo di "stile" che sarà utilizzato anche dai russi durante la guerra afghana e di nuovo dagli americani per le operazioni in Somalia, in Bosnia e durante la prima guerra del Golfo del 1991. In quest'ultimo caso vi fu anche una modifica nelle modalità di rilascio: allorchè l'Onu interd? ogni volo sopra Iraq e Kuwait tre settimane prima della scadenza dell'ultimatum, il comando americano delle operazioni psicologiche decise di proseguire la campagna lanciando a mare 120.000 bottiglie contenenti i volantini.
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Ritroviamo le stesse caratteristiche formali nel materiale propagandistico lanciato negli ultimi due anni in Afghanistan (dagli Usa) e in Iraq (da Gran Bretagna e Usa). Qui la regressione stilistica dei volantini raggiunge ulteriori livelli, con disegni e poveri fotomontaggi fatti in Photoshop che sembrano tratti direttamente dai giornalini da caserma. Viene da domandarsi, vista la profondit? scientifica raggiunta dagli studi di guerra psicologica, quanto il visual sia frutto dell'improvvisazione grafica piuttosto che di una scelta ragionata e consapevolmente perseguita. Vedi ad esempio le dettagliate specifiche tipografiche, cromatiche e grafiche indicate dal "Psychological Operations Field Manual No.33-1" Il disegno naif-vernacolare sembra costituire lo stile più efficace per comunicare con immediatezza e brutalità didascalica, gli avvertimenti al nemico di turno. Si dovrebbe da ciò dedurre che il design, più precisamente la grafica, nei momenti importanti (la scelta tra la vita o la morte, per esempio) è assolutamente superfluo o addirittura controproducente?
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In rete troviamo disponibili diverse raccolte di materiali storici e contemporanei. Per cominciare il sito Falling Leaf., versione online del periodico fondato nel 1958 della Psywar Association, l'associazione internazionale dei collezionisti dei volantini, dove si può trovare una notevole documentazione dal punto di vista storico.Su Psywar.org. si trova un ottimo database di immagini e articoli sia storico sia relativo alle ultime campagne di guerra psicologiaca in Iraq e Afghanistan. A proposito di quest'ultima nazione una raccolta di volantini sovietici durante l'occupazione (1979-1989) si può vedere su The Soviets in Afghanistan. Per apprezzare poi in profondit? le attività delle operazioni di guerra psicologica niente di meglio delle informazioni che vi può dare il maggiore Ed Rouse dell'esercito americano specialista in PSYOP.
Infine da ricordare che i volantini di propaganda storici, cio? fino al 1991, sono stati oggetto di una mostra tenutasi a Barcellona nel 1998-99 e possono essere visti nell'ottimo catalogo, in catalano, con schede ragionate e una vastissima selezione di immagini, Rendeix-te! Fulls volants i guerra psicol?gica al segle xx, a cura di Jorge Luis Marzo, Centre de Cultura Contempor?nia de Barcelona / Institut d'Edicions de la Diputaciò de Barcelona, Barcelona 1998.

Inserito da | 01.09.03 | (2) | Propaganda | stampa |




commenti:

  Carissimo Giannis, ho cercato un sito dedicato ai leaflet dei The Soviets in Afghanistan ma senza successo. C'è un sito specifico?

Francesco il 10 set 03 alle 11:43

  clicca su "Psywar documents" o vai direttamente a http://www.calguard.ca.gov/...1.htm

ciao

giannis il 10 set 03 alle 12:56

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