La legge Stanca
L'anno europeo dedicato ai "diversamente abili" sta volgendo al termine ed ieri il Parlamento ha approvato in via definitiva la Legge Stanca, che prende il nome dal ministro per l'innovazione e le tecnologie, e che ha come scopo quello di favorire l'accesso dei disabili, in Italia circa 3 milioni, alle nuove tecnologie di informazione e in particolare Internet.L'approvazione è passata piuttosto in sordina sulla stampa, sopraffatta dalla bufera politica che infuria a proposito di un'altra e più famosa legge sulla comunicazione, la Gasparri, ma si tratta in effetti di un'importante decisione civile che pone l'Italia all'avanguardia in Europa nell'abbattimento delle "barriere virtuali" in Internet.
L'accessibilità dei siti web, cio? la possibilità che possiede un sito di poter essere visitato e fruito da chiunque, anche da portatori di handicap, dipende dal rispetto di una serie di norme codificate già da tempo dal progetto WAI (Web Accessibility Initiatives) del W3Consortium (l'ente che sovrintende allo standard HTML). Rispettando tali norme, che incidono sulla tecnologia ma anche sulla strutturazione dei contenuti e sulla loro impaginazione (dimensione del testo, colori, interazione, ecc.), si garantisce la possibilità che ciechi, ipovedenti, daltonici, sordi e portatori di handicap fisici possano comunque accedere alle informazioni e ai servizi telematici offerti sul sito. è evidente che ciò è un dovere per qualunque amministrazione pubblica.
In Italia già da qualche anno esistono due circolari (Circolare 13 marzo 2001, n.3/2001 e 6 settembre 2001, n. AIPA/CR/32), emesse dal pro-tempore ministro Bassanini, del Centro nazionale per l'informatica nella Pubblica Amministrazione che forniscono le linee guida cui si devono attenere le pubbliche amministrazioni per garantire i criteri minimi di accessibilità e che riprendono gli standard della direttiva 508 emanata dal governo federale americano nel dicembre 2000.
La nuova legge Stanca fa effettivamente un ulteriore passo avanti ponendosi come strumento di incentivo anche verso i privati, mentre per le amministrazioni pubbliche l'adeguamento agli standard di accessibilità diviene obbligatorio a pena l'annullamento di tutti i contratti stipulati che non rispettino tali requisiti.
La legge, che dovrà essere completata da un regolamento di attuazione tecnico, prevede una verifica dei siti Internet delle amministrazioni e un costante aggiornamento che tenga il passo con le future innovazioni tecnologiche.
Inserito da | 18.12.03 |
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