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Erberto Carboni per la Rai

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Speriamo di tutto cuore che, nell'ansia delle celebrazioni, entusiastiche e avvolgenti, magari ridondanti, per il cinquantesimo anniversario della Rai, non ci si dimentichi di chi, in quel lontano 1954, progett? e disegn? la prima immagine 'coordinata' della televisione italiana: Erberto Carboni.



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Speriamo che non ci se ne dimentichi perché, sopratutto, il nome di Carboni è tra i non moltissimi, nella grafica italiana, che davvero non devono essere dimenticati. La sua figura infatti attraversa tutto il ventesimo secolo e assomma in s?, rendendole quasi paradigmatiche, le figure dell'illustratore e dell'affichiste, dell'art director e del grafico, dell'esperto di exhibit design e del tecnico pubblicitario. Per giungere infine, lo spunto per questa nota, alla grafica televisiva.

Nato a Parma nel 1899 Erberto Carboni, dopo la laurea in architettura si dedic? alla progettazione di stand fieristici e, contemporaneamente, all'illustrazione per riviste e libri. Il contatto, negli anni '30, con Antonio Boggeri lo conquist? alla causa della grafica e dell'art direction. Collaborer? per tutta la vita, a questo riguardo, con alcune delle più importanti industrie italiane (Olivetti, Pirelli, Motta, Eridania, Agip, Barilla). Contemporanamente, proprio nel contatto con l'industria, svilupperò il suo straordinario talento di tecnico pubblicitario. In un'epoca in cui non esistevano ancora le agenzie come le intendiamo oggi, prepar? alcune campagne destinate a far epoca. Due soli esempi: "Con pasta Barilla è sempre domenica", "? sempre l'ora dei Pavesini".
Nella comunicazione pubblicitaria Erberto Carboni portava la sua esperienza di illustratore e la sua attenzione per l'architettura della pagina, quest'ultima derivata dai suoi studi ma ancora di più dalla collaborazione con Boggeri, dall'amicizia con Herbert Bayer, dalla contiguità ideale con le tematiche del Bauhaus.

La produzione grafica di Erberto Carboni per la Rai è sterminata. In un prezioso volume, oggi pressoch? introvabile, pubblicità per la Radiotelevisione, edito a metà degli anni '70 da Silvana, si contano quasi 250 immagini. Manifesti, marchi, annunci, locandine, depliants, ma anche allestimenti per fiere e libri per le edizioni Eri. Una collaborazione che si esaurir? solo con la morte dell'artista, nel 1984; pochi anni prima, 1979, Carboni aveva infatti ancora lavorato alle sigle di apertura per la neonata Terza Rete. Il tutto senza mai abdicare da una sua idea della grafica e della pubblicità colta, razionale, consapevole, rispettosa delle intelligenze e delle sensibilità.

Scrisse Gillo Dorfles che Erberto Carboni esercitè una sua singolare capacità "... di influenzare beneficamente il gusto del pubblico più vasto e eclettico". Complimento che, sicuramente, non può essere formulato per molti di quelli che, da allora in poi, si sono occupati d'immagine televisiva!

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Inserito da | 02.01.04 | (0) | Celebrazioni | stampa |




 
 

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