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Lo stellone della Repubblica

Fatta la Repubblica occorreva il simbolo, cosicch? nel 1947 dalla Costituente fu indetto il concorso aperto a tutti. Ai primi cinque classificati sarebbe andato un premio di 10.000 lire (250 euro di oggi). Vincitore fu Paolo Paschetto (1895-1963), acquerellista, incisore, illustratore e disegnatore di ex libris, noto come 'il pittore delle Valli Valdesi'.


stellone4.jpg

L'emblema della Repubblica Italiana per alcuni ha l'aplomb dei simboli dei grandi stati, per altri, invece, è il massimo esempio della demagogia nazionale; molti grafici lo considerano semplicemente un segno di difficile applicazione. Nel recente passato si evitava di pubblicarlo per il patrocinio adducendo qualche scusa ma questo non è più possibile con l'attuale governo che ne ha fatto, insieme al tricolore, un uso pressante, una presenza fissa in ogni occasione di comunicazione pubblica allo scopo di dare autorevolezza ad ogni suo atto. L'emblema non ha il dono della sintesi, ha problemi di leggibilità nella riduzione alle più piccole dimensioni, nessun coordinamento, ha bisogno di un radicale ridisegno e la conferma viene dai tentativi fin qui falliti di sostituirlo o modificarlo.
supercraxi1.jpggià Craxi, che nel '76 aveva sostituito il garofano al simbolo del Partito Socialista e inaugurato la stagione delle campagne elettorali basate sull'uso programmato e costante dell'immagine del leader del Partito, nell'87 tent?? di innovare il simbolo dello stato e lanciò? in grande stile il concorso per l'innovazione dell'Emblema della Repubblica Italiana, premio dieci milioni. Dei 239 progetti pervenuti 114 misero in grande imbarazzo la qualificata giuria di cui facevano parte anche Portoghesi, Testa, Eco.
Stivali, vele, omini tricolori, valli svizzere e valli valdesi, un repertorio stereotipato e prevedibile scaten?? la facile ironia dei giornalisti, cos?? racconta Giovanni Baule che dello stellone ricostru? la storia sul primo numero del 1988 di Lineagrafica.
Nessuno fu scelto ma 'chi sub?? la sconfitta fu la grafica italiana e quelli che vi lavorano quotidianamente: una disciplina ormai riconosciuta e una professione che mantiene un alto credito, almeno fuori dai concorsi.' Rimase il vecchio emblema di Paolo Paschetto il 'pittore delle Valli Valdesi'.

Con l'attuale governo lo stellone ha subito un leggero restyling, dettato soprattutto dalla necessit? di personalizzare la sala stampa di Palazzo Chigi sul modello della Casa Bianca, qualche rozzo ritocco per eliminare alcuni particolari e abbellirlo, racchiudendolo in un bollo ovale con il logo: Presidenza del Consiglio dei Ministri - Palazzo Chigi e le stelle dell'Unione Europea. L'obiettivo, almeno nella versione negativa, sembra sia stato raggiunto ma il risultato complessivo è scadente.
Come sappiamo ci sono marchi che muoiono, altri che vengono sostituiti e altri ancora che cambiano, ottimizzati nel disegno e coordinati nell'uso. Crediamo che di questo abbia bisogno l'emblema nazionale se non altro perché, dopo 60 anni di Repubblica, allo stellone ci siamo pure affezionati.

craxi3.jpg
Dall'alto: il simbolo originale, la versione per carta da lettera dei Ministeri, la versione 01 Trebbi e quella di Palazzo Ghigi pubblicata sul calendario 2004 della Presidenza del Consiglio.
La vignetta di Forattini apparsa su 'La Repubblica' all'epoca della proclamazione. Alcuni marchi selezionati.


Inserito da bubbico | 09.06.04 | (4) | Simboli | stampa |




commenti:

  Geoffrey Briggs nel suo National Heraldry of the world. (Dent and Sons, London 1973) cos? conclude la descrizione dell'emblema italiano:
"La nuova costituzione fu approvata il 22 dicembre 1947 e il primo articolo dichiara che l'Italia è 'una repubblica democratica fondata sul lavoro'. Questo si riflette nell'emblema statale che unisce la stella socialista con un ingranaggio. L'insieme ha un sapore decisamente comunista."

giannis il 09 giu 04 alle 21:12

  come al solito,
articolo interessante, ma i commenti politici sono assolutamente inutili...

vi manca solo un gradino per diventare un punto di riferimento importante per la grafica italiana ma non vi v? proprio già di farlo

peccato

andrea il 10 giu 04 alle 16:48

  articolo interessante. a prescindere
esiste un sito dove "sfogliare" i marchi del concorso del 1987??

g il 11 giu 04 alle 11:11

  No, non esiste. Unica traccia fin'ora rinvenuta è appunto Lineagrafica n. 1.1988 pag. 49, le immagini sono le stesse dell'articolo. Il Concorso fu pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 13/3/'87 e sempre su Lineagrafica n. 5.1987 fu pubblicato un primo articolo.
La vignetta di Forattini uscè il 2 marzo '87 su La Repubblica.
Se può interessare sul tema del redesign dei marchi e l'identità grafica dei comuni esiste una bella pubblicazione: 'Cavallo e Cavalieré 19 progetti grafici per l'immagine del Comune di Ancona realizzati dagli allievi dell'Isia di Urbino (1997). Docente M. Dolcini, committente l'assessorato alla Cultura di Ancona. L'attuale stemma del Comune di Ancona Non è nessuno dei 19 pubblicati (mistero!) ma il lavoro fatto dai ragazzi è superiore di gran lunga a molti interventi di questo tipo realizzati in questi anni in Italia.
mb

m il 11 giu 04 alle 18:36

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