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Afghanistan: i racconti viaggianti

In principio erano i cammellieri che addobbavano con stoffe colorate, nastri, sonagli, frange, i loro animali prima di spingerli ad attraversare i deserti. Lo scopo era, se non ortodossamente rituale, certo in larga misura apotropaico. I cammelli cos? 'allestiti' erano posti sotto la protezione di Allah e protetti da ogni maligna influenza.
Nell'ultima metà del ventesimo secolo l'uso di addobbare il proprio 'mezzo di trasporto' Si è spostato sui trucks. Afghan Trucks; giganteschi, scoppiettanti e ansimanti fumettoni multicolorati, epopee popolari di fiori, uccelli, animali, parole, fregi. Carovane da luna-park, case delle streghe viaggianti, carrettini siciliani senza l'unificante immaginario dell'Opera dei Pupi.
I camion afgani non avevano una singola storia, o un grumo di storie omogenee, da raccontare. In parte erano stati trasformati in sorta di oasi viaggianti, decorati con palme e cascatelle di acqua fresca, ma potevano anche essere allestiti, all'occorrenza, come luoghi fantastici di un universo da fumetto: battaglie aeree, razzi e missili, visioni interstellari.
Di villaggio in villaggio, di deserto in deserto i trucks portavano racconti di terre lontane, di cose vagheggiate e immaginate. Trasportavano merci essenziali e sogni; animali misteriosi, mai visti, e beni di piccolo consumo. Ha scritto Jean-Charles Blanc nel libro fotografico che aveva dedicato negli anni settanta agli Afghan trucks: "These images help to bridge the gap between nature and progress." (Stonehill Publishing Company, 1976).
Immagini che gettavano un ponte tra natura e progresso. Tra la natura ancestrale e il progresso che si intravedeva aldilà delle montagne. Anche con un ingenuo scopo pratico. più l'involucro è affascinante, si sa, e maggiori probabilità ci saranno di vendere le merci.
Negli anni di maggiore espansione i camionisti, nuovi cammellieri dei deserti afgani, riempirono le loro 'navi del deserto' di ogni genere di decorazione. Anche di raffigurazioni rispettosamente religiose e di figure muliebri castamente erotiche.
L'invasione sovietica dei primi anni ottanta, e poi il regime dei talibani e tutto quello che ne è conseguito, hanno ridotto sensibilmente le possibilità e lo spazio dell'immaginario. Gli afghan trucks viaggiano ancora ma ormai pochi, scassati, quasi vestigia di un passato in cui la fantasia e il racconto potevano essere elementi importanti della vita quotidiana. Trasportano oggi magari i tappeti di cui abbiamo parlato in altro momento, e le fantasie che vengono dipinte sulle fiancate non sono più fiori e palmizi ma torri che cadono ed elicotteri in volo minaccioso. Anche i racconti dei 'moderni cammellieri afgani' sono ormai più cupi e sconsolati.
Inserito da SDZ | 21.06.04 |
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