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Dove sono i mostri selvaggi?

"Sin dalla più tenera infanzia i bambini convivono con emozioni dirompenti; paura ed ansia fanno intrinsecamente parte della loro vita quotidiana, devono confrontarsi meglio che possono con continue frustrazioni. Proprio attraverso la fantasia i bambini giungono alla catarsi. Essa è il migliore strumento per dominare i Mostri Selvaggi. È il mio lasciarmi coinvolgere da questa inevitabile condizione dell'Infanzia, è la terribile vulnerabilità dei bambini e la loro lotta per divenire i Signori di tutti i Mostri Selvaggi a conferire alla mia opera quella verità e quella passione che le si possono attribuire." Maurice Sendak



sendak-mostri.jpg

Nel 1963 Maurice Sendak dette alle stampe Where the Wild Things are, la storia del bimbo Max che esce dalla sua cameretta e naviga via per diventare il 'Re dei Mostri Selvaggi'. Il libro era destinato a diventare un evergreen, sempre da allora sul bancone del libraio, e a influenzare, nei temi e nei modi, l'Illustrazione per l'infanzia in ogni parte del mondo.
I temi che Sendak trattò in quel suo lavoro (libro di 'formazione' se mai ve ne fu uno) sono quelli del 'passaggio', della transizione tra veglia e sonno, del rapporto con il diverso, della crescita e della consapevolezza. Poi, con i libri successivi Maurice Sendak si avventurò anche nel mondo delle paure e delle angoscie dell'Infanzia. Tutti temi che, da allora, saranno costantemente presenti nella narrativa per bambini, disegnata e non.

Dal 'Paese dei mostri selvaggi' il musicista inglese Oliver Knussen trasse un'opera lirica che adesso (tra il 19 e il 26 gennaio) va in scena al Comunale di Firenze con la regia di Amy Luckenbach, costumi di Kathleen Knippel e il supporto organizzativo della Syracuse University in Florence. I pupazzi dello spettacolo si devono alla stessa Amy Luckenbach e alcune maschere dei 'mostri' sono state preparate nel laboratorio-ludoteca dell'ospedale Pediatrico Meyer che sarà uno dei beneficiari dell'Incasso degli spettacoli.

Nell'occasione sarà anche inaugurata (1 febbraio), nei locali dell'ospedale Pediatrico Meyer, una mostra dedicata alla 'lezione di Maurice Sendak' che espone disegni di illustratori italiani (Chiara Carrer, Simone Frasca, Cecco Mariniello, Francesco Fagnani, Carola Ghilardi, Valeria De Caterini) che si sono in qualche misura ispirati al grande artista americano. Illustratori che ripercorrono i temi che abbiamo accennato non per l'ansia di seguire una strada facile e già battuta ma perché quelle sono le parole chiave (passaggio, alterità, paura, curiosità?) di un mondo come quello infantile che riesce a vitalizzare continuamente gli archetipi e che nel rapporto tra storia e illustrazione, tra parola e disegno cerca elementi di approfondimento e comprensione.
Approfondimento e comprensione di un mondo che vola via dalla finestra, che vede in soffitta mostri e amici invisibili, che si nasconde nel buio, che cerca la 'transizione' tra la veglia e il sonno.
Maurice Sendak, a tutti loro, a tutti noi, aveva indicato la strada.

carrer-1.jpg

In alto: illustrazione di Maurice Sendak da Where the Wild Things are. Al centro: Amy Luckenbach e i pupazzi e costumi per lo spettacolo. In basso: illustrazioni di Chiara Carrer e Cecco Mariniello.



Inserito da ra.des | 19.01.05 | (3) | Maestri della grafica | stampa |




commenti:

  ma i cantanti chi sono è perche non vengono rammentati ?che anno dovuto studiare questa opera per ben 3 mesi !!!!!!

andrea il 24 gen 05 alle 22:02

  I cantanti non sono rammentati perché la notizia riguardava principalmente Maurice Sendak e non voleva essere una recensione della produzione teatrale dell'opera. Comunque, per completezza d'informazione, i cantanti erano Sara Chirici, Mariella Bozzaotre, Giorgia Bertagni, Alessandra Visentin, Anastasia Boldyreva, Samule Simoncini, Gianluca Pasolini, Joseph Song Chi, Calogero Andolina, Jin Hwan Hyun, tutti allievi dei Corsi per Cantanti Lirici MaggioFormazione.
Orchestra MaggioFormazione, maestro concertatore e direttore Roberto Polastri. Per la cronaca tutti molto bravi con una partitura non certo semplice.

a.

a. il 25 gen 05 alle 10:03

  ?? stata una produzione unica in italia, grazie anche all'impegno di germana, cristisna, barbara, federica, cinzia e "la Becerix", altrimenti non realizzabile. Di notevole spessore il cast vocale e le zinne delle max.
Mi auguro di rivedere sul palcoscenico del comunale un'opera cosè anche nella prossima stagione.

michele galli il 30 apr 05 alle 16:41

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