La geografia di Pinocchio
"Dove si muove Pinocchio, per quali strade, per quali campi, per quali paesiè certo è apparentemente facile la risposta... l'universo dei segnali che affollano il lettore non può che riferirsi ad un unico posto, dove è possibile ritrovare paesi bui e vecchietti stizziti con il berretto in testa, case porticate con dietro il bindolo e la cisterna per annaffiare gli ortaggi e colazioni a base di caffelatte: il gusto di cose viste in Toscana; e viste per di più nella beata toscanina di Leopoldo". ( Antonio Baldini, 1947)

Gli illustratori di Pinocchio sono numerosi come sabbia di mare. Dal 1881 ad oggi, solo per rimanere in Italia, se ne possono contare molte centinaia. Il catalogo completo (o almeno ragionato) è una storia tout-court dell'Illustrazione italiana. Nessuno tra gli artisti maggiori o tra gli artigiani più indaffarati si è sottratto ad un incontro con il burattino di Collodi. Qualche nome? Carlo Chiostri e Enrico Mazzanti, Luigi Cavalieri e Attilio Mussino, Sto e Giove Toppi, Piero Bernardini e Vittorio Accornero, Antonio Rubino e Aurelio Galleppini, Mario Pompei e Giovanni Manca, e poi Sgrilli, Mosca, Sinopico, Mattioli, fino alle ultime eccellenti produzioni di Lorenzo Mattotti, Emanuele Luzzati, Roberto Innocenti.
Proprio di Roberto Innocenti si è inaugurata in queste ore a Pistoia, nelle sale affrescate del Palazzo Comunale, una mostra delle tavole originali per l'edizione 1989 di Creative Editions, recentemente integrata con quindici nuovi disegni. La mostra, significativamente intitolata La Toscana di Pinocchio mette in primo piano quella che è la caratteristica ineludibile dei disegni di Innocenti: il paesaggio. Essenziale infatti, nell'opera dell'artista toscano (oggi tra i più famosi illustratori del mondo), quello di aver per cos dire trascurato l'Immagine del burattino e di aver disegnato un libro 'corale' dove il protagonista primo è il contesto, l'humus da cui il burattino stesso prende vita.l'altro grande illustratore toscano di Pinocchio, Carlo Chiostri, aveva, agli inizi del Novecento, definito il carattere del personaggio, la sua fisionomia inconfondibile, ma, con un veloce e nervoso tratto di penna, aveva soltanto accennato gli sfondi e il contesto. Altri illustratori importanti, da Attilio Mussino a Vittorio Accornero, si erano mossi in genere tra scenografia, bozzetto, fiaba.
Roberto Innocenti, con una sua meticolosità 'antica?' da artigiano-topografo ha dato corpo a quella Toscana granducale, povera, modesta, sobria, bellissima, di cui parlava Antonio Baldini. Ci sono le viottole che finiscono in niente, i muretti a secco, le salite e le scese di paesi arroccati sull'appennino, l'acciottolato, i mattoni rossi e le pietre grigie delle case, il freddo della pioggia di notte e del vento 'strapazzone'. Pinocchio burattino, in queste tavole, è il particolare di un affresco che riprende la sua natura di grande insieme, un punto nel paesaggio nevoso (una neve sporca che si va sciogliendo!) dove s'incontra con Gatto e Volpe, una virgola sospesa in volo nel paesaggio che si snoda sulla valle dell'arno fino a giungere agli scogli di Calafuria.
La geografia toscana del Pinocchio di Roberto Innocenti è cos avvertibile che possiamo sentirne i suoni e gli odori. Viottola dopo viottola, mattone dopo mattone, sasso dopo sasso.
Personaggio e ambiente, come nella scrittura di Collodi, si fondono qui in tavole che, sapienti, diventano un unicum inscindibile di umori, di riferimenti, di memorie. La Toscana di Pinocchio e di Roberto.


Roberto Innocenti, La Toscana di Pinocchio, Pistoia, Sale affrescate del Palazzo Comunale, 11 febbraio, 5 aprile. Ingresso libero.
Inserito da ra.des | 11.02.05 |
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commenti:
Peccato per il catalogo versione superDollfie, ma GRAZIE per gli originali, che emozione vederli!
Simona Pavesi il 26 mar 05 alle 14:50
Il tuo Pinocchio mi mette sempre una grande e dolce nostalgia, grazie:
Chiani Franco il 22 lug 05 alle 18:01
anna tonini il 18 ott 06 alle 09:41
firmato
Alberto di prima media
Alberto Marras il 04 feb 07 alle 12:45
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grazie Roberto di farci sognare con le tue opere
Elena Chiti il 21 feb 05 alle 14:07