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Alice da sfogliare

dialisi-pt-75.jpgSi è fatto un gran parlare in questi giorni dell'iniziativa della British Library di Londra che ha messo in rete, nel quadro del programma "Turning the Pages" (Girare le Pagine), il manoscritto di Alice's Adventures under Ground, la prima stesura di Lewis Carroll del suo capolavoro, Alice nel paese delle meraviglie.
Il manoscritto, riprodotto con la tecnologia Flash, può essere letto, sfogliato, ascoltato. Dato che la copia conservata dalla British Library è un'ottima 'bella copia' corredata dai disegni dell'autore, il godimento della lettura è assicurato.




L'episodio, importante per la diffusione di un capolavoro sicuramente più famoso che conosciuto, ci offre comunque il pretesto per parlare di Lewis Carroll e dei suoi illustratori. I libri hanno infatti una propria vita iconica segnata, quasi predestinata. Alcuni volumi nascono quasi già illustrati, altri non lo saranno mai. Alcuni vedranno sfilare legioni di illustratori (Pinocchio ad esempio) oppure si limiteranno agli schizzi dell'autore (Il piccolo Principe). Alice in wonderland si colloca a metà del guado; è un libro che nasce con i disegni dell'autore (alcuni sicuramente di bella fattura), conta una quantità di illustratori insigni, ma allo stesso tempo resta indissolubilmente legata ad uno solo di loro, che seppe dare alla bambina di Lewis Carroll un volto e una personalità che non fu più possibile variare in maniera significativa: Sir John Tenniel.

Alice, come detto, fu visitata da altri mostri sacri dell'illustrazione anglosassone, da Arthur Rackham a Ralph Steadman, con risultati personalissimi, legati sempre alla personalità forte dell'artista. Eppure nessuno riuscì a uguagliare in fama, vendite e influenza le xilografie di Tenniel che pure non avevano mai convinto del tutto l'autore:
"Il signor Tenniel è il solo artista che abbia lavorato per me" scrisse anni più tardi Lewis Carroll "ad essersi risolutamente rifiutato di servirsi di un modello, e ad aver dichiarato di non aver più bisogno di un modello di quanto io abbia bisogno di una tavola pitagorica per risolvere un problema matematico. Io mi arrischio a pensare che abbia commesso un errore e che, per la mancanza di un modello, molti dei suoi ritratti di Alice siano assolutamente sproporzionati: la testa decisamente troppo grande e i piedi decisamente troppo piccoli."

Forse Carroll ha ragione perché lui un modello in testa ce l'aveva, eccome!
Alice Liddell, la figlia del decano anglicano della Christ Church, che Carroll aveva frequentato, fotografato, ammirato (a modo suo certamente amato), per molti anni.
John Tenniel forse disegnò un capoccione sproporzionato per Alice ma fu certamente magnifico nel raccontare le altre figure del libro; dal Cappellaio matto allo Stregatto, dal Bianconiglio alla Regina di Cuori. Con una strepitosa incursione nel mondo delle Nursery rhimes: Humpty Dumpty, Tweedledum e Tweedledee, il Tricheco e il Carpentiere, hanno caratteristiche così 'assolute' che nemmeno Walt Disney si sentì, nel suo cartone animato degli anni ?50, di metterle in discussione, limitandosi ad un sobrio 'arrotondamento' delle linee.

In Italia la fortuna di Alice si può definire 'secondaria'. Tra le versioni ancora in commercio crediamo meriti una citazione quella del 1998 disegnata da Emanuele Luzzati per Nuages, versione molto aderente alla personalità dell'artista ma probabilmente lontana dalla raffinata, enigmatica, misteriosa, contorta piccola creatura di Lewis Carroll. Che, non a caso, era un enigmista appassionato e amava parlare per enigmi, nonsense e doppi sensi.

Inserito da ra.des | 02.10.05 | (0) | A stampa | stampa |




 










La copertina e una doppia pagina interna 'di Alice's Adventures under Ground'. Illustrazioni, nell'ordine, di John Tenniel, Arthur Rackham e Emanuele Luzzati.

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