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design e cultura quotidiana

Marchio Italia

LOGOitalia.jpg> Firma la petizione contro il nuovo marchio "It"

Qualche mese fa ci siamo occupati della nuova immagine della Repubblica Ceca, particolarmente innovativa e che andava a sommarsi alla già lunga serie di marchi turistici nazionali.
Bene, grafici italiani è giunta adesso la vostra occasione.
La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha infatti bandito una gara per l'"Ideazione e realizzazione di un logo per la promozione, in modo coordinato, dell'immagine dell'Italia, al fine di rafforzare le potenzialità turistiche sia nel Paese che all'estero".

Il bando è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 settembre e prevede un compenso massimo di 100.000 euro.
Per poter partecipare alla gara è necessario inviare alla Presidenza del Consiglio, entro il 16 ottobre, la documentazione comprovante i requisiti richiesti, di cui i principali sono:
- essere soggetti operanti nei settori della comunicazione, della pubblicità e della grafica;

- avere un fatturato complessivo degli ultimi tre anni non inferiore al milione di euro;

- documentata esperienza nel disegno di loghi per committenti sia pubblici che privati;

- due dichiarazioni di affidabilità bancaria.

La descrizione dei termini della gara e degli obiettivi di comunicazione saranno precisati nella lettera di invito per gli studi selezionati. Si ignorano al momento i componenti delle commissione giudicatrice.

Lo scopo della gara è quello di dotare anche l'Italia di un marchio commerciale da utilizzare per la promozione turistica di tutte le iniziative del Belpaese. Una strada già intrapresa da tempo da vari paesi concorrenti, turisticamente parlando, del nostro e di cui il precedente forse più illustre è quello della Spagna che firma, dal 1983, tutta la propria promozione con il disegno "España" di Juan Mirò.
La Francia ha realizzato nel 1997, con un restyling nel 2000, il logo "Maison de la France", mentre la Germania utilizza per l'immagine turistica lo stesso elegante coordinato istituzionale realizzato nel 1997 da MetaDesign. Due anni fa anche la Grecia ha varato il proprio marchio turistico "Wonderful Greece" risultato di un concorso internazionale.

In Italia in realtà esiste già un marchio realizzato nel 1990 (nel periodo della famigerata Italia '90) dall'Enit, l'ente italiano per la promozione turistica, ma da quella data non è mai stato utilizzato.
Dubitiamo che il nuovo logo possa invertire la pessima situazione in cui versa il turismo di questo paese (prezzi esosi, servizi scadenti, operatori arroganti) e il giudizio che ne danno i visitatori, ma potrà, forse, ridare all'Italia un'immagine coerente con la propria storia.


Segnalazione di Marcello Piccinini e Sergio Polano

Inserito da gianni sinni | 04.10.06 | (30) | Concorsi | stampa |




commenti:

  E voi questa la definireste un'occasione?
Il bando si risolve in una paginetta e mezza, ben poca cosa per un "marchietto" che dovrebbe rappresentare una nazione. Il bando mi sembra una bufala pilotata, non tanto per quello che viene richiesto, ma soprattutto per quello che non c'è.
Bufala perché un lavoro di tale importanza non puo' essere richiesto in un tempo cosi' ristretto (il bando reca la data del 22 settembre e il lavoro deve essere presentato entro il 16 ottobre! Ridicolo...). Pilotata perche' il tempo ristretto fa sospettare un incarico mirato pur rimanendo nella legalita' (leggi: il marchio è già stato fatto da "qualcuno" al quale verrà affidato l'incarico perchè sarà l'unico a rispondere alle cartteristiche del bando).
Al di là delle considerazioni polemiche quello che non viene detto nel bando è fondamentale, sia per il corretto svolgimento del lavoro che per la valutazione. Anche qui siamo alle solite: la giuria sarà all'altezza? e su che base valuterà le proposte? Non c'è un briefing, non ci sono linee guida, non viene espressamente richiesto un manuale di identità visuale, anche se va da sè che ci vuole. Per un marchio che deve rappresentare l'Italia ci vorrà pure un minimo di strategia: dove andiamo? chi siamo? cosa facciamo? anche questo non viene richiesto dal bando, ma è il lavoro di ricerca e messa a fuoco più importante, quello più costoso, che dovrebbe giustificare una cifra attorno ai 100.000.
Il bando per il marchio di Milano, anche se è stato un boomerang (perchè è giunto a definizione un anno dopo e senza clamori - non so ancora adesso che faccia abbia la soluzione vincitrice), aveva un bando molto articolato, linee guida aiap, etc.
Il problema è stato discusso anche nella trasmissione radiofonica Condor di Rai 2. Naturalmente la cosa che scandalizzava Sofri, il conduttore del programma, era proprio la cifra indicata come tetto, ovvero i 100.000 euro. Bandi come questo mettono in cattiva luce designer, art ed esperti di comunicazione e non fanno che accrescere la fama di ladri. Già si viene poco considerati, figuriamoci andare a spiegare com'è possibile che per un "marchietto" si pretenda di essere pagati 100.000 euro...
Durante il programma è stato intervistato l'autore del marchio dell'Enit, Franco De Vecchis, il quale proponeva giustamente che il bando poteva essere spezzato in due: una prima parte con una gara allargata a tutti, (abbassando la soglia di partecipazione e coinvolgendo studenti e piccoli studi); una seconda parte, una volta individuato il "bozzetto" vincitore, con una nuova gara ristretta alle agenzie specializzata per ottimizzare il marchio, creare l'identità visuale vera e propria, i format, la manualistica, etc.
L'Italia non ha bisogno di un marchio ma di un brand vero e proprio, che questo tipo di concorsi non crea. Oppure vogliamo fare il solito marchio pizza-mafia-mandolino? Già ci è bastata la mascotte di Italia 90 e le recentissime amebe di Torino 2006 (Neve e Gliz). Vogliamo continuare così?
Scusate lo sfogo ma capitemi: scrivo dai bordi dell'impero, da un piccolo studio che sta fuori dalla mischia delle grandi occasioni, epperò la frustrazione, quella, è altamente professionale. (Questa era una reazione a caldo di quasi due settimane fa)

bruno il 17 ott 06 alle 09:39

  Totalmente d'accordo sulla bufala del concorso... è palese che il marchio sia già stato realizzato da qualcun'altro e che il bando serva solo come facciata di legalità. Possibile però che non si possa far nulla contro azioni di questo tipo? E magari contro operazioni tipo quella del bando di concorso per il sito della Provincia di Firenze (di 4-5 anni fa) che poi si è risolto in un nulla di fatto perché a fine concorso la Provincia si è accorta di non avere più soldi, salvo poi utilizzare molte delle idee proposte nel concorso per il suo nuovo restyling... Abbiamo davvero le mani legate contro queste nefandezze?

koan il 17 ott 06 alle 10:23

  Per la precisione: Il 16 di ottobre (ieri) doveva solo essere presentata la documentazione richiesta (vedi inizio del post) per essere invitati a gara.

La gara vera e propria sarà effettuata con modalità e tempi diversi che saranno comunicati alle aziende invitate.

Se nefandezze ci sono state o ci saranno non saranno da imputarsi al poco tempo dedicato alla progettazione.

sdz

sdz il 17 ott 06 alle 18:02

  (10 ottobre 2006)
L’affermazione che il logo Italia “non è mai stato utilizzato” non corrisponde al vero.
Il logo Italia - da me realizzato nel 1987, sulla base del concorso pubblico riservato a “...tutti i pubblicitari ed i grafici iscritti alle maggiori associazioni nazionali di categoria: Assap, Aiap, Otep, Tp, Adi”, (ero iscritto all'Aiap) e presentato alla Bit di Milano nel 1990 - è stato utilizzato nei padiglioni Enit in tutte le fiere e borse turistiche del mondo, nelle pubblicazioni periodiche e promozionali, nelle sedi Enit all’estero e ovviamente nella modulistica interna.

Credo che la scarsa visibilità del logo Italia sia da attribuire soprattutto a due fattori:
- non sono mai state fatte campagne di “peso” all’estero.
- in Italia e all’estero le regioni hanno sempre scelto di promuoversi soltanto con il loro marchio.

C'è da dire inoltre che spesso è stato applicato con trascuratezza e senza attenzione, potrei azzardare "senza rispetto", infatti circolano sul web, sui siti Enit e su alcune pubblicazioni dell'ente stesso, decine di versioni “creative” del logo.
Spero comunque che il prossimo logo (tanti auguri a chi può permettersi il lusso di partecipare al concorso) abbia maggior sostegno politico e organizzativo.

un saluto
franco de vecchis

P.s. di oggi 17/10.
Alcuni "cattivi pensieri" di Bruno sono condivisibili - un paio di nomi li darei 100 a 1, anche per la loro esperienza - però penso che il vero premio, molto più dei 100.000, l'impresa vincitrice lo avrà dall'incarico che gli verrà affidato per progettare o seguire l'immagine nei vari media per i prossimi anni, cosa che ovviamente non avvenne nella precedente occasione, un po' perchè erano vent'anni fa, un po' per problemi di "politica" interna ed esterna e anche un po' perchè ero io.
Se questo sarà l'esito - posizione del tutto rispettabile ma spero sinceramente di essere smentito dai fatti - è anche ovvio che si sia richiesta una solidità economica e organizzativa che non tutti hanno.
Peccato veramente, perchè, per la fretta, per il decisionismo (problemi d'immagine e di visibilità del ministero?) e in questo caso per la scarsa sensibilità, il ministro Rutelli e i suoi consiglieri, hanno perso un'occasione epocale, il concorso per il nuovo logo Italia, poteva diventare veramente un grande evento, coinvolgendo centinaia di esperienze di piccole, grandi o future realtà che operano nella grafica, una grande mostra di tutti i progetti - come avvenne anche alla Bit di Milano nel '90 -, premi per i primi dieci meritevoli, un catalogo ecc... ma purtroppo da ministro dei Beni e attività culturali con delega al Turismo ha pensato bene di adottare altri criteri molto più "terreni" e più vicini al ministero delle infrastrutture che al suo.

franco de vecchis il 17 ott 06 alle 18:10

  Standing ovation per Franco De Vecchis, il cui intervento è sicuramente chiarificatore e diplomaticamente ottimista. Lo ringrazio personalmente per essere intervenuto e per aver smussato con la sua esperienza le mie esternazioni.
Ancora una cosa in risposta alla precisazione di sdz (rauch/sinni?).
E' vero che la scadenza prevede solo la presentazione di atti in gran parte documentali, ma al punto 13 viene precisato:
"Criteri per l’aggiudicazione dell’appalto: offerta economicamente piu? vantaggiosa ai sensi dell’art. 83 del D. lgs 12 aprile 2006 n. 163, sulla base dei seguenti parametri valutati in ordine decrescente di importanza: a) rispondenza agli obiettivi di comunicazione che saranno precisati nella lettera di invito, b) qualita? del progetto creativo, c) prezzo" (se intendo bene il parametro "qualita' del progetto creativo" sottintende che venga gia' presentata un'idea da valutare...

bruno il 18 ott 06 alle 11:08

  Condivido tutto quello che ha scritto Stefano Asili - che saluto cordialmente - ed ho inoltrato quindi la sua lettera di protesta a trasparenzanormativa@governo.it

Aggiungo solo che, visto le nuove manovre e manovrine fiscali attuali, noi "poveretti" artigiani del mestiere del comunicare che difficilmente possiamo eludere il fisco - non converrebbe per primo ai comittenti non avere la fattura! - non abbiamo mai rispetto da nessun governo in carica che promette da sempre di mettere riordino nelle categorie professionali, compresa la nostra, e nell'assegnazioni di criteri per la definizione delle medesime. Siamo alle solite: il criterio di selezione non sarà la professionalità nel campo progettuale, ma la consolidata esperienza nel campo economico! Come dire che se dovessero scegliere i calciatori per la nazionale, li sceglierebbero non per la capacità di dribbling ma se nuotano bene...

rinaldo il 18 ott 06 alle 19:09

  "vere un fatturato complessivo degli ultimi tre anni non inferiore al milione di euro"

che bella norma... che taglia fuori tutti i giovani professionisti (incluso il sottoscritto che non riesce ovviamente neppure a procacciarsi di che vivere con regolarità).

e firmata dal governo delle sinistre.

come al solito peggio della peggiore destra.

una regola discriminatoria e classista. a parole il centrosinistra si riempie la bocca di alti propositi: "inclusione", "solidarietà", "partecipazione".

nei fatti COME SEMPRE ci si pulisce il (....)!!!

l'ennesima riprova della qualità di chi è al governo, e della sua sincerità.

Furio DETTI il 19 ott 06 alle 02:46

  Ci risiamo con i concorsi dell'ENIT et similia.
Per chi non lo sa ricordo che nel 1987 fu fatto il concorso riservato agli iscritti ad Aiap,Assap,Otep,TP e Adi, che ha prodotto l'attuale marchio.
Ancora più indietro nel tempo nel lontano '63 c'era stato anche un concorso "aperto a tutti gli artisti italiani" e con presenza dell'Aiap nella giuria per un manifesto di cui non si ricorda
traccia.
Visto l'approfondimento con cui spesso trattate i temi della comunicazione, aldilà degli aspetti formali/estetici/culturali pur importanti, segnalo per chi vuol conoscere anche i retroscena di queste iniziative, l'interessante e documentato articolo sui problemi di comunicazione dell'Enit sul "Sole24ore" del 5 sett.06.
Problemi che non sono solo di marchio ma legati al suo effettivo uso e a tutto il coordinamento d'immagine necessario, nonché alla penetrazione ed efficacia dei messaggi legata alla scelta dei media e agli investimenti relativi. Tutte cose che l'Enit pare non realizzare per conflitti con Regioni ed altri enti pubblici.
Per quanto riguarda le esclusioni previste da questo nuovo concorso che riguardano l'importo del giro d'affari dello studio, siamo di nuovo (come nel caso del concorso di Pompei) a una discriminazione di tipo economico senza senso verso gli studi di Graphic design per favorire forse le grosse organizzazioni pubblicitarie.

Però nell'appello di protesta ultimamente proposto nel sito Aiap eviterei di citare come caso esemplare quello del marchio FieraMilano poiché non fu un bell'esempio, in quel caso di contenuto e originalità, visto che poi non si distingueva molto da quello presistente di un'altra fiera (se non ricordo male il Cibus di Parma) provocando anche delle vertenze.

Giuseppe Colombo

G.Colombo il 20 ott 06 alle 00:00

  Un piccolo appunto.
In questa pagina è riportato un marchio francese. Non so se sia il marchio usato dagli enti turistici. Ad ogni modo per la Francia esiste un altro logo (usato diffusamente) che mi sembra formidabile.
E' un rettangolo con al centro la sagoma della Marianne bianca, a sinistra lo sfondo è blu, a destra rosso.
Si vede qui (in alto a sx): http://www.equipement.gouv.fr/

Altro che stellone inscritto in una riota dentata...

L il 07 nov 06 alle 00:25

  E' una vergogna. Anzitutto non è stata data adeguata pubblicità all'iniziativa (concordo: c'era un predesignato vincitore). Ancor prima di leggere i commenti del creatore del marchio Enit, che condivido ero orripilato. Perchè, col fatturato, aprir la strada solo grossi studi, che già sguazzan nell'oro sfruttando proprio i piccoli creativi che avrebbero bisogno di crescere? E non sarebbe dovuto esser lo stato italiano a dover semmai dimostrare la solvibilità bancaria ai partecipanti, per dimostrar che non perdevan tempo e li avrebbe pagati se vincevano? Chiedo quali strumenti si posson attivare per ricorrere contro un simile bando.

Ugo Bresciani il 01 dic 06 alle 18:30

  perchè non proporsi con le proprie idee nel cassetto, alle aziende titolate a partecipare? il credit del progetto rimane comunque al designer...

ugo il 08 dic 06 alle 23:13

  Il bando è stato pubblicato sul COrriere della Sera, sulla GU e si trova sui motori di ricerca.

Io sono passato al primo step e sto lavorando sulle proposte.
1.000.000€ di fatturato, in 3 anni, non è molto, anzi, considerando la partecipazione cumulativa è il minimo che si potesse chiedere, a coloro che non evadono le tasse.
Diventa un problema per il piccolo grafico di quartiere che fatturerebbe 200.000 ma ne dichiara 10.000
In questo avete ragione, voi evasori siete discriminati, per una volta tagliati fuori.
Io guadagno meno di tutti voi, ma fatturo più di 300.000 l'anno e regalo il 62% dei miei ricavi a voi, agli evasori.


Io credo cmq che questa sia una preselezione, perchè l'accettazione alla gara è arrivata giovedì e in pratica c'è una settimana di tempo (con un ponte venerdì e a Milano anche giovedì festivi in mezzo) per le proposte e direttive zero. Quante? Non c'è limite? Come? Come vuoi tu.
Mi sembra tutto un po' strano.

E poi chissà perchè, ma quando ci sono di mezzo i romani, i ministeri, gli statali tutto puzza di bruciato e di truffa? Perchè si lavora da 4 notti con la convinzione di non avere 1 sola possibilità su 1000 e solo per provarsi?
Perchè viviamo in questa condizione di m...?

Lagos il 13 dic 06 alle 15:28

  è tutto relativo!
Parli di vivere in una condizione di m... fatturando più di 300.000 euro all'anno! In più vomiti livore verso chi fattura meno di te accusandoli di essere evasori; per non parlare del qualunquismo con cui parli dei romani e degli statali...
Forse lavori troppo e faresti bene ad andare in vacanza... quindi non mi lamento, "i soldi non fanno la felicità" e mi risparmio di lavorare per un concorso che sicuramente sarà già aggiudicato. Facciamo perdere tempo a chi se lo può permettere!

anna il 14 dic 06 alle 18:35

  maremma...
scusate, ma non mi riesco veramente a tenere dopo avere letto il post di Lagos. io penso tu abbia scritto appositamente per fare incavolare chi ti legge, non posso pensarla diversamente.
scusa, facciamoti dueconti in tasca, i dati ce li hai dati tu, non penso di violare la tua privacy: tu parli come se lavorassi da solo, onde per cui se fatturi più di 1 milione di euro in 3 anni vuole dire che fatturi - arrotondo, consentimelo - 333.333 euro all'anno. sottraiamo il 62% di tasse che dicsegnali tu ed otteniamo un bel 206.666 (tralascio i centesimi, spero tu non ti offenda). dividiamo per 12 ed otteniamo che al mese il tuo guadagno pulito pulito è di 17.222 eurini. innanzitutto ti faccio i complimenti perché non è da tutti guadagnare più di 17.000 euro puliti al mese. sono contento per te, ci sarà un motivo se guadagni così tanto e di sicuro uno dei motivi è che sei un professionista serio (sono serio anche io mentre lo scrivo, nessuna presa in giro) ma c'è un sacco di gente, professionisti seri al pari tuo intendo e non operatori dell'ultima ora o evasori (come li chiami tu) che pur fatturando tutto come fai tu e come si deve assolutmente fare (quindi niente nero) non guadagnao così tanto.
e io non mi permetterei di denigrarli, anzi. sono la maggioranza. e sono stati esclusi da questo concorso. possiamo discutere sulla bontà o meno dei criteri per questo concorso, ma resta il dato oggetivo che tu hai trattato chi non guadagna 17.000 euro netti la mese come un pezzente o un bandito. e non mi sembra sinceramente un bel comportamento...

maurizio il 15 dic 06 alle 00:07

  caro Lagos, quello che hai postato di qualifica in pieno.

vieni a vedere quanto guadagno, a casa mia. l'indirizzo è visibile sul mio Blog.

ti pago un mese spesato di permamenza così potrai vedere per bene quanto lavoro, come lavoro e quanto guadagno.

quando e SE riesco a riscuotere.

temo però che dopo dovrai risciacquarti la bocca col sapone, perché hai detto delle autentiche bestialità e dovresti vergognarti. non ti piacerebbe.

io comunque ti invito. perché a dare aria ai denti son buoni tutti, tu per primo. ma vivere nella realtà è ben altra cosa.

vergognati.

Furio DETTI il 15 dic 06 alle 18:48

  Sono un web designer di piccolo calibro (economico, come molti altri che lavorano in proprio. Ma sono anche un professionista del Turismo. Ci sono, a mio parere, i termini per ricorrere all'Antitrust (Catricalà) poichè un bando che imponga dei paletti di reddito per l'ammissione ad un concorso su un marchio appare ingiustificato nella sua essenza: il reperimento dell'idea innovativa del marchio che si voleva raggiungere. Infatti essa è tanto più probabile che venga trovata tra una moltitudine di teste, quanto più ampia è la base del concorso. Certamente, poi, c'è bisogno di strutturare un'immagine coordinata del "Brand". Ma questo poteva essere fatto dopo, dando il marchio ideato dal vincitore del concorso ad una società pubblicitaria qualificata anche pr reddito. In tal senso mi sento di dare ragione sia al Sig. Bruno che a de Vecchis.

Stefano il 31 gen 07 alle 11:06

  Dicevo dell'Antitrust: ricorrere al Garante della Concorrenza e del Mercato potrebbe fare annullare il concorso per falsamento del gioco della libera concorrenza e per favoreggiamento di abuso di posizione dominante delle aziende ammesse. Il ricorso non costa caro (credo sui 1.000 EUR). Potrei contribuire solo se qualcuno (dotato di P. IVA) ha intenzione di farlo: io mi associerei. Io personalmente,comunque, non ne ho un interesse specifico, in quanto non mi sono neanche messo ad ipotizzare un marchio Italia. In ogni caso rimango disponibile per un confronto sul discorso.

Stefano il 31 gen 07 alle 11:12

  hanno deciso... ne hanno scelto uno... l'hanno pure presentato su repubblica.it... assasini... il negativo e fatto premendo il tasto mela+I del computer... unica cosiderazione positiva... rapresenta in modo egregio il clientelismo tipico di questa nazione... maledetti... la dovete smettere di far lavorare i vostri nipoti che per altro sono degli incapaci...

stefano il 21 feb 07 alle 16:58

  italia capitale mondiale dei cetrioli.. non male come logo...

frizio il 21 feb 07 alle 17:23

  ...a me più che un cetriolo ricorda un fallo in "fase di riposo"...direi che ci rappesenta benissimo!
W L'ITALIA, paese di santi, navigatori e impotenti!

o il 21 feb 07 alle 18:21

  Il 'coso' verde mi ricordava tanto qualcosa...
Ho trovato la risposta, è un femore!

Google img: femore destro. E' il primo risultato.

Mirella il 22 feb 07 alle 00:36

  che sia stato pilotato... ok
ma che almeno l'avesse fatto un grafico!
a me sembra un lavoro fatto tanto per fare qualcosa!
... alla riscossa stupidi, i fiumi sono in piena... potete stare a galla

amedeo il 22 feb 07 alle 12:07

  Ho visto il logo presentato ad un telegiornale. Semplicemente nn sono stato capace di leggerlo. Non capivo. Alla faccia della comunicazione! Veramente, veramente nullo!

nicola il 23 feb 07 alle 08:16

  fatevi sentire!!

ht...candaloitaliano.wordpress.com/


se avete dei contatti utili a chiarire lo scandalo scrivetemi!!

riccardo.giraldi@gmail.com

Riccardo Giraldi il 23 feb 07 alle 16:35

  Se volete inserire queste icone nei vostri siti, contribuirete a dar voce a questo dissenso:
http://www.scattodesign.com/...-it/

Daniele il 23 feb 07 alle 16:36

  vi prego facciamo una petizione.

Cominciamo a raccogliere le firme per rifare il concorso!

Nicolò il 23 feb 07 alle 20:43

  Come dice il mio prof. ognuno deve fare il proprio lavoro...
sono convinto che un GRAFICO italiano sarebbe stato più adatto a compiere questo lavoro, meglio se ragazzo. Una figura giovane ma con conoscenze nel campo, avrebbe dato al logotipo un' impronta diversa e più funzionale.

mattia il 28 feb 07 alle 11:53

  A proposito del sito… qualcuno si è mosso. Un po' defilato e informale (studenti universitari?) ma determinato nel voler dare uno schiaffo.

http://wiki.bzaar.net/RItaliaCamp

Pier Antonio Zanini il 28 feb 07 alle 13:25

  - un milione di fatturato l'anno per gli ultimi tre anni significa tagliare fuori ad arte un sacco di "rompiscatole"

- idem per il termine strettissimo di appena 15 giorni! Stiamo parlando di un logo che deve presentare l'Italia!

- Mi è del tutto oscura infine la richiesta di "due dichiarazioni di affidabilità bancaria"

Io posso capire che se uno deve costruirmi un ponte, deve essere pratico ed avere le possiblita economiche. Ma un logo???

Bisognava fare un appalto aperto a tutti. E il vincitore l'avrebbe fatto volentieressimo anche gratis.

aghost il 09 mar 07 alle 08:10

  il fatto è che il sito italia.it, con relativo logo, finirà nel dimenticatoio. cicciobello rutelli ha deciso di chiuderlo. quindi 50+ milioni di nosti euro semplicemente volatilizzati. fate come me: scaricate winhttp track, fate scendere con pazienza l'intero sito sul vostro computer, smontatelo e rimontatelo a vostro piacimento. magari esce qualcosa di buono. chi abbia intenzione di aiutarmi è ben accetto. 17k

marco infussi il 27 ott 07 alle 15:14

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L'unico marchio attualmente esistente di promozione turistica italiano realizzato dall'Enit nel 1990



Il marchio turistico della Spagna da un disegno di Mirò, 1983



Il marchio turistico della Francia, 1997



Il marchio turistico della Grecia, 2004



Il marchio turistico della Repubblica Ceca, 2006

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