Quanto?
Quanto? è un concorso internazionale di grafica che si è appena concluso e che inaugurerà la mostra dei lavori ricevuti il prossimo 11 novembre al Centro Culturale San Leonardo a Venezia.Il progetto è dedicato al tema della prostituzione, nel senso più ampio del termine.
E se ciò non fosse chiaro ci pensa a sintetizzarlo, con la solita efficacia, Oliviero Toscani, uno dei componenti la giuria: “la prostituzione più grave non è quella fisica verso gli altri ma quella intellettuale, morale ed etica verso se stessi”.
Oltre 400 grafici hanno inviato le loro interpretazioni visive del tema del concorso dedicato dunque alla "prostituzione". Un argomento che si presta, ovviamente, ad essere sviluppato da diversi punti di vista non dimenticando la metafora della stessa professione del designer.
Il tema di Quanto? vuole riportare l'attenzione sul problema dello sfruttamento sessuale di donne e bambini che ha assunto proporzioni enormi e rappresenta una nuova forma di schiavitù con cui spesso non ci rendiamo conto di convivere, fianco a fianco, nelle nostre opulente città.
Ma la prostituzione, da sempre esistita, assume forme e significati nuovi alla luce di quel concetto di mercificazione che troviamo diffuso in ogni piega della nostra vita. Tutto – il corpo, la felicità, le idee, il divertimento – è ridotto e valutato solo in relazione alla sua capacità di produrre denaro.
Una preselezione di 200 opere, quasi tutte – bisogna dire – di notevole qualità grafica e molte creativamente dirompenti, sono visibili sul sito del progetto e tra queste verranno selezionate le 36 che andranno a costituire la mostra veneziana.
Il progetto è stato ideato da Michele Bornello (Fioi.tv) e Stefano Mereghetti (e-tree).
Quanto?, Centro Culturale San Leonardo, Cannaregio 1584, Campo S. Leonardo, Venezia. Dall'11 novembre al 1 dicembre.
Inserito da gianni sinni | 02.11.06 |
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Mostre |
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commenti:
fino ad oggi la prostituzione.
Quando è arrivato il contenuto delle opere, ho cominciato a visionarle con grande curiosità e grande aspettativa. Ma, man mano che le immagini mi scorrevano davanti, la mia delusione aumentava.
Ho provato a rileggermi la filosofia gli obiettivi, perché pensavo che forse avevo frainteso la filosofia del concorso, invece ho dovuto constatare che erano i partecipanti non li avevano colto a pieno: si chiedeva di rappresentare varie forme di prostituzione da quella sessuale a quella
intellettuale (a mio avviso molto più grave). Purtroppo hanno prodotto delle immagini ripetitive e spesso violente, a mio parere frutto di preconcetti e moralismi. Il messaggio che rimandano è pregno di un forte stigma morale,
trasmettendo una visione unilaterale della prostituzione rappresentata come piaga sociale che degrada la persona. Non si è tenuto conto che spesso i/le sex workers sono emarginati dalla società, privati dei loro diritti civili e
di esistenza, alle volte addirittura incarcerati o, nei paesi più
"tolleranti", sono comunque colpiti da una forte repressione.
Purtroppo, come spesso accade quando si parla di prostituzione, i partecipanti non hanno capito o non si sono documentati , hanno confuso la prostituzione consapevole e mai imposta con il problema grave della tratta
delle persone. Nessuno degli artisti ha colto il confine netto che divide la prostituzione e il fenomeno della tratta, che è un crimine, un delitto che coinvolge migliaia di persone, e non solo donne, che vengono impiegati in tutti i settori del lavoro sommerso, e non solo nel mercato del sesso. La prostituzione scelta liberamente diventa un'attività lavorativa, per molti discutibile, diversa e fuori degli schemi occupazionali tradizionali, ma pur sempre un mezzo di sussistenza scelto da milioni di persone nel pianeta.
Carla Corso
Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute
Carla Corso il 02 nov 06 alle 14:53
Finalmente qualcuno che tenta di guardare in faccia la realtà invece di fare lo gnorri o il moralista.
Sono anche andata a vedere il sito del concorso e l'ho trovato veramente ben fatto e interessante.
Daniela il 02 nov 06 alle 16:20
Primo: la prostituzione intellettuale morale ed etica verso se stessi è materia che O.T. conosce da gran maestro, visti i suoi trascorsi.
Secondo: parlate 5 minuti con una ragazza -magari minorenne- costretta a prostituirsi, vedrete che i problemucci radical-chic di O.T. diventeranno piccoli piccoli.
Terzo: Oliviero Toscani deve smetterla di farsi infrattare dappertutto. È diventato la De Filippi della comunicazione italiana. Hai rotto gli zebedei, vattene in pensione.
taiabati il 02 nov 06 alle 16:24
Magari hanno voluto alleviare lo stigma sulle prostitute "vere", puntando il dito su quelle/i occulte/i. Del resto se anche Toscani è una p. vuol dire che la prostituzione intellettuale esiste!
Cinzia il 02 nov 06 alle 16:43
Non vorrei che molte iniziative o concorsi diventino lobby (la chiusura è il più delle volte paura di ciò che potrebbe arrivare dall’esterno), d’altronde le idee no hanno marchi.
Certo capisco anche lo sforzo di giurie messe davanti ad enormità di lavori i più dei quali farebbero venire inorridire il grafico alle prime armi, ma trovo che un giusto equilibrio sia la strada da seguire.
Comunque questa è un’altra storia che tornerà su queste pagine…
Quindi in primo onore agli organizzatori del progetto che hanno saputo tra l'altro coinvolgere una SIGNORA GIURIA ( mi inchino personalmente al fatto che una mia idea sia stata vista da Yossi Lemel !!).
Detto questo leggo della "uscita di binario" ventilata in questo forum a riguardo della tematica degli elaborati: non trovo che ciò vi sia stato. Certo si parlava nel bando di prostituzione sotto vari aspetti (anche se a mio avviso la prostituzione riguardante il sesso era preminente dalla lettura); ora spero di non essere considerato "blasfemo" per ciò che dirò, ma un creativo davanti alla scelta di creare finalmente un'immagine (una volta tanto senza vincoli di committenza) sul mondo marcio della prostituzione e schiavitù sessuale o su quello della "prostituzione intellettuale, morale ed etica verso se stessi” penso che scelga la prima ipotesi come un bambino scelga di infilare le mani nella nutella. Ci sono bellissimi libri che però no potranno mai diventare bellissimi film, e così ci sono tematiche interessantissime che mal si coniugano in certi linguaggi.
Personalmente non trovo sia meno meritevole o meno interessante parlare della schiavitù sessuale, soprattutto proprio in un contesto come quello di questi giorni in cui il tema dell’uso del corpo come moneta sonante è sempre più enfatizzato nei media a causa di un aumento esponenziale della tratta delle schiave del sesso.
Molti dei lavori sono più che meritevoli, alcuni geniali, altri meno, altri copiati da altre rassegne (come quella sulle “Donne di Cidad Juarèz); personalmente mi auguro che certe iniziative siano sempre più presenti nel nostro panorama italiano.
Ancora complimenti.
Marco Dugo il 02 nov 06 alle 19:50
Le opere, dal mio punto vi vista sono alcune esageratamente ripetitive, altre orribili, sia a livello concettuale, che estetico.
Si è confusa la prostituzione con la pedofilia, e troppo spesso mi pare si fosse decisamente fuori tema.
L'iniziativa è stata molto lodevole, ma da gestire in maniera molto differente.
P.s. Cara Carla le sue parole mi sembrano decisamente giuste, sarebbe interessante però vedere anche le opere scartate.
Francesco il 02 nov 06 alle 22:28
Vero.
Non a caso chi accetta di fare il grafico co.co.co. o i vari stage a progetto, e poi ancora a progetto e ancora, e ancora, per miseri stipendi, è un markettaro. ;-)
Questa è prostituzione!
Ed i papponi? Sono al governo a papparsi il nostro stipendio :P
Davide il 03 nov 06 alle 09:41
Per cortesia smettetela di elogiare il più grande cialtrone della comunicazione italiana ed incominciate ad analizzare seriamente ed eticamente le sue grandiose opere.
corrado besa il 03 nov 06 alle 10:04
(non vuole essere un pensiero collettivo)
Organizzare un concorso di questa entità è stata un impresa gratificante ma assai faticosa.
In primis la difficoltà nel confrontarsi e proporre il progetto alle "classiche" istituzioni grafiche e di design nazionalmente e internazionalmente riconosciute.
Da qui la decisione di muoverci autonomamente contattando realtà più autonome e trasversali nel campo della grafica.
La seconda difficoltà è stata trovare i fondi.
Inizialmente nessuno, dato il tema e forse non solo per questo, era disposto a sponsorizzare il progetto. Tuttora non siamo sicuri che riusciremo a trovare un rimborso spese.
Un altro grosso problema è emerso quando lo spazio che inizialmente pensavamo di avere (il centro culturale cz 95 si era proposto di ospitarci fin dal novembre 2005) ci è stato negato per una più proficua esposizione legata alla mostra di architettura.
Abbiamo, dall'altra parte, avuto un ottimo sostegno sia da parte di una valida giuria sia da parte di organizzazioni come (Arci, Anlaids e lila).
Un altro aiuto fondamentale è arrivato dalla cartiera e dalla tipografia che ci hanno dato la possibilità di stampare i cataloghi e le locandine.
Un problema che ho personalmente avuto è stato gestire tecnicamente il grande flusso di opere pervenute (non mi soffermo, come menziona Francesco e Carla Corso, sulla qualità o su come è stato interpretato il tema).
Ne sono arrivate realmente tante e nei formati più variegati.
Sicuramente, se dovessimo proporre un nuovo tema, gestirei il tutto in modo più semplice.
Il comune di Venezia e Linea Grafica grazie a Davide Lorenzon, che ci ha fornito i primi contatti necessari, ci hanno aiutato ad organizzare e far conoscere il progetto.
La giuria è stata abbastanza unanime nel dare le loro preferenze anche se i lavori erano tutti di valore medio alto. Se avessimo potuto avremmo preferito esporre tutte le opere pervenute.
Non stiamo escludendo la possibilità in un prossimo futuro di ampliare il progetto contattando una casa editrice per una possibile pubblicazione che contenga tutte le opere pervenute e di rendere la mostra (magari ampliandola stampando più opere) itinerante.
Mi preme sottolineare che il progetto Quanto? non si delimita nella sola esposizione grafica ma anche in una serie di approfondimenti. Una raccolta di materiale che spazia nella letteratura, nel cinema e nell'informazione in generale. Informazioni a disposizione di tutti coloro che vogliano partecipare o anche solo approfondire il tema del concorso.
Stefano Meneghetti il 03 nov 06 alle 12:38
Grazie a Mirko Sernagiotto e Leila Zanellato che mi hanno sottoposto l'evento, e che giro alla mia mailing list Italia.
Bruno Gripari il 08 nov 06 alle 22:01
ripetitive (codice a barre), alcune oscene esteticamente, varie straviste.
Molta fuffa e poche idee.
COMPLIMENTI alla Signora Giuria.
romi il 09 nov 06 alle 13:23
Gloria il 10 nov 06 alle 09:35
Marco DiSas il 11 nov 06 alle 12:36
FABIO CORUZZI
fabio coruzzi il 15 nov 06 alle 14:59
Vado fuori tema:
Oliviero ne dice, ma soprattutto ne fa. E ne ha fatte. Ne ha fatte molte più, di tanta gente che fa commenti su di lui. Ne ha fatte più di me, ed è stato uno dei miei maestri, ed un maestro per tutti quelli che oggi (grazie a lui) fanno ancora comunicazione in questa piccola nazione europea.
Signor SDZ, perchè non apri un concorso interno al sito, dove chiunque commenti, debba (possa) allegare la sua proposta "creativa" "alternativa" "migliore" "nonbanale" ?
Una sezione tipo: QUESTO LO SAPEVO FARE ANCH'IO
gianluca il 17 nov 06 alle 10:23
Francesco E. Guida il 17 nov 06 alle 11:15
Francesco il 19 nov 06 alle 17:37
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Pasquale il 02 nov 06 alle 10:58