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design e cultura quotidiana

Il ritorno di Leo

La fortuna dei libri per bambini di Leo Lionni, contrariamente a quanto accadeva nel resto del mondo, in Italia non era mai stata straordinaria. Ne furono pubblicati molti, dalla Emme Edizioni di Rosellina Archinto, tra la fine degli anni sessanta e l’inizio degli anni ottanta, ma non riuscirono mai a raggiungere, nemmeno in parte, la popolarità che gli stessi volumi raggiunsero in ogni altra parte del mondo. Erano, quei titoli, da tempo lontani dal mercato e si deve quindi salutare con gioia l’iniziativa di Babalibri (sempre Rosellina Archinto!) di ripubblicarli, speriamo tutti, per offrirli ai bambini degli anni duemila. Sono libri importanti, tra i prodotti più maturi e affascinanti della letteratura per l’infanzia; Leo Lionni ne scrisse una trentina, tra il 1959, anno in cui uscì il suo primo capolavoro Piccolo Blu e Piccolo Giallo, e il 1999, anno della sua morte.


Sono storie perfettamente costruite, ritmate sapientemente, con parole facilmente comprensibili e storie apparentemente facili. Raccontano però, vere e proprie ‘operette’, delle storie ‘morali’. Ci parlano di identità, di solidarietà, di ricerca di sé, di confronto e incontro con gli altri. Gli ultimi titoli usciti da Babalibri (Pezzettino, Guizzino, Federico, Un pesce è un pesce...) sono una lettura indispensabile per l’infanzia, per ogni infanzia.
E, naturalmente un grande classico del design.

Fino all’ultimo Leo Lionni continuò a pensare e progettare, inventare e scrivere storie. Di seguito pubblichiamo una conversazione col grande designer olandese pochi mesi prima della sua morte. Ancora una storia morale, ancora parole per definire concetti importanti, per crescere in consapevolezza.


La storia morale del topo e della rana
ovvero il libro che Leo Lionni non ha scritto

Leo Lionni. Ho trovato da qualche parte un libretto con delle informazioni veramente molto stimolanti. Sembra che la struttura rigida, di osso, del becco degli uccelli non permetta una differenziazione avvertibile del suono...
Andrea Rauch. Il che vuol dire che tutti gli uccelli emettono lo stesso verso?
L.L. Più o meno. Questo potrebbe significare, di conseguenza, che tutti gli uccelli dello stesso genere (tutti i pettirossi, tutti i passeri, tutti i merli) sono uguali tra loro. È una bella ipotesi di partenza per una storia, ma per svolgerla sarà necessaria qualche variazione...
A.R. Per esempio?
L.L. Per esempio può succedere che un uccellino riesca a costruirsi un becco, come dire, modulabile, che può emettere suoni, note e accordi diversi...
A.R. Quindi sarà un uccello ‘diverso’ dagli altri...
L.L. ...oppure potrà brevettare questa ‘protesi’ e quindi iniziare un processo protoindustriale di fabbricazione ‘in esclusiva’. Sembra quasi una parabola sulla nascita del capitalismo.
A.R. Ed è una storia che ricorda il tuo racconto su Guizzino, il pesciolino nero che guida il branco di pesciolini rossi e, con la loro unione, li fa diventare così forti da spaventare i grossi pesci che prima se li mangiavano.
L.L. Ma la storia di Guizzino è certamente quella di un leader che si mette al servizio della collettività. Guizzino infatti, quando riesce a raccogliere tutti i pesciolini rossi per farli diventare una sagoma gigantesca, assume per sé il ruolo di occhio, non solo perché è nero, e quindi diverso dagli altri, ma anche perché lui è il cervello e il progettista dell’illusione.
Questo canovaccio che stiamo improvvisando sul suono degli uccelli, su questa ‘quasi invenzione’ del capitalismo, appare diverso e non sono tanto sicuro che questo uccellino inventore possa diventare un personaggio positivo come lo era Guizzino, tanto per fare un esempio.
A.R. Comunque può essere senz’altro una storia ‘morale’...
L.L. Certo, ma sono morali tutte le mie storie, o almeno penso sempre di costruire storie morali. Un libro, e sopratutto un libro per bambini, non può ridursi soltanto ad una serie di belle illustrazioni. Deve insegnare qualcosa; si deve porre degli obiettivi, appunto, morali...
A.R. Come Cornelius, il coccodrillo curioso che impara a camminare sulle gambe posteriori e riesce quindi a guardare più lontano degli altri, oppure come Federico, il topino che accumula suoni, parole e colori e li ‘consuma’ durante l’inverno rendendo più piacevole la vita di tutti i suoi compagni durante la stagione fredda.
L.L. O come Un pesce è un pesce che narra la storia di un pesce e di una rana che nascono uguali, come girini, e diventano, crescendo, diversi. Quando la rana torna nello stagno racconta al pesce il mondo esterno, che lui non ha mai visto, e il pesce immagina tutto a sua immagine e somiglianza. Uomini, uccelli, cose che sembrano pesci.
È un racconto filosofico: Senofane diceva che se una mucca dovesse descrivere Dio lo immaginerebbe certo simile ad una mucca...
Ma adesso penso sopratutto ad una altra storia, una specie di teatrino, una storia ancora certo ‘morale’, un teatrino ‘socialista’ quasi.
A.R. Mi incuriosisce il teatro ‘socialista’. Puoi dirmi qualcosa di più?
L.L. No. Non voglio dire nient’altro perchè la storia non è ancora ben definita.. Ti dico solo che ci sono due personaggi, forse una rana e un topo, che agiscono su una specie di palco dove c’è già un grosso elemento, che potrebbe essere una gigantesca sedia o un grande tavolo, un po’ come i tavoli neri che dipingevo negli anni passati. Sullo sfondo possono passare cortei di rane e di topi. Le masse che agiscono sul fondale della storia.
A.R. Una storia quasi brechtiana, così descritta...
L.L. Non una storia, solo un canovaccio. Anzi nemmeno un canovaccio; solo dei personaggi su un palco con una scenografia.
Anzi forse nemmeno questo. Perché i personaggi non è detto che siano un topo e una rana, né è detto che il grande elemento scenico sia una sedia.
Forse la storia sarà tutta diversa e i personaggi altri.
A.R. Tanto vale dire francamente che mi stai prendendo in giro.
L.L. O forse ci stiamo solo divertendo con le parole.
(ottobre 1998)

Inserito da ra.des | 20.12.06 | (1) | Maestri della grafica | stampa |




commenti:

  Buongiorno, la stima per leo lionni da sempre, mi aiuta nel mio percorso privato di madre, e di attrice. Racconto da tempo B come Bambino, B come Babar, bilingue. E con voi mi piacerebbe pubblicare l'operina musicaleteatrale, con il libretto scritto dai bambini...paure, fughe, amicizie...Il CD musicale e nei possibili programmi,in incisione alla casa della musica -suoneria ,di settimo torinese programma

mariella fabbris il 08 ott 07 alle 10:38

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