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design e cultura quotidiana

Lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri.
Petizione

Comunicato stampa: Italiano | English | Deutsche | Française | Portuguese | Español Chiusa la petizione.
Raggiunte 3.438 firme!
Al Presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi
Al Ministro per i Beni e le Attività culturali Francesco Rutelli
Non vi sarà sfuggito, pur nelle difficoltà politiche del momento, come la presentazione e la diffusione on line del marchio-logotipo e dell’immagine del sistema turistico Italia abbia suscitato, nell’intera comunità nazionale degli addetti ai lavori, una grande delusione prima e un profondo malcontento poi.


Sul nostro blog SocialDesignZine edito dall’AIAP, l’associazione della grafica italiana, si sono rincorsi in questi giorni numerosissimi commenti, sberleffi, battute. Lo stesso è successo sugli altri blog dedicati, in Italia, alla progettazione visiva.
Si potrebbe pensare che la critica sia semplicemente una sorta di sindrome della ‘volpe e l’uva’ e dettata quindi da invidia stizzosa e malcelata per il fortunato vincitore.
Non è sicuramente così: ovunque si è sottolineata l’inadeguatezza del progetto vincente sia sul piano dei valori formali costitutivi, sul piano della progettazione, sul piano della competizione internazionale. Della mancanza di questi valori si è discusso, sui blog, con dovizia di citazioni, approfondimenti, argomentazioni e non solo con battutacce.
Il progetto vincente, in definitiva, sembra non rispondere in nulla a quella qualità cui la ‘cultura del progetto’ italiana aveva abituato nei decenni precedenti. Il monogramma it, e la sua declinazione, mancano dei requisiti fondamentali (per storia, cultura, riferimenti tipografici, iconici, progettuali), per diventare memorabile e quindi usabile. È un segno senza storia e quindi è facile prevedere un suo pronto abbandono. Non varrà nemmeno la pena di ricordare che lo slogan scelto (L’Italia lascia il segno) è copiato pari pari da Spain marks e Portugal marks, campagne analoghe di sostegno al turismo dei paesi iberici.
It mortifica inoltre una categoria intera che aspettava ben altri esiti da un concorso di tale importanza, anche se era non troppo difficile prevedere che l’esito finale – per tempi di elaborazione ristretti, selezione economica dei partecipanti, inadeguatezza culturale specifica della giuria – non sarebbe stato esaltante.
Inoltre in Italia la pratica concorsuale, per quello che riguarda la grafica (che è design, e come tale dovrebbe rappresentare parte del sistema paese e della sua qualità, e che almeno lo rappresenta nelle parole dei politici), spesso mortifica gli stessi professionisti e i cittadini. È sempre raro avere teorici o professionisti della comunicazione visiva (questa la dicitura in uso presso l'accademia, le università) nelle commissioni. Anzi, più il concorso ha rilievo, meno attenzione alla qualità del progetto viene dimostrata, per lo meno mediante accorgimenti che a livello internazionale sono di garanzia. Si fa chiaramente riferimento alle indicazioni dell'Icograda, l'internazionale delle associazioni di design, organo di riferimento e riconosciuto, meno che in Italia. Evidentemente.
Noi riteniamo che il riconoscimento del design, in termini pratici, significhi interpellare e coinvolgere chi il design lo pratica, chi del design ne fa attività di ricerca, chi del design cerca quotidianamente di diffonderne valori culturali e imprenditoriali.
Per giustificare la bontà di un prodotto grafico non basta una brillante presentazione del progetto, a posteriori, né la relazione di un copywriter astuto e attento. A noi perlomeno non basta. Alla comunità dei grafici italiani non basta. Pensiamo che ai cittadini non basti.
Vogliamo sperare, egregi signori, che possiate ripensare all’iniziativa.
Aiap, Associazione Italiana Progettazione Comunicazione Visiva
SocialDesignZine
Progetto Grafico
Ministero della grafica


Inserito da gianni sinni | 27.02.07 | (0) | Notizie | stampa |




 
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SocialDesignZine
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autorizzazione del Trib. di Milano
n. 366 del 11/06/08
anno VI


Aiap

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