home
design e cultura quotidiana

Quando gli ultimi saranno primi

È partita in questi giorni la campagna stampa ed affissione che la Regione Calabria ha affidato a Oliviero Toscani e al suo gruppo di lavoro de La Sterpaia.

Come era da attendersi, la campagna parte con una serie di messaggi provocatori – di cui lo stesso presidente Loiero si è dichiarato inizialmente scioccato – che intendono ribaltare i luoghi comuni sui calabresi. Le facce di un gruppo di liceali, vestiti in bianco, campeggiano sugli slogan 'Malavitosi? Inaffidabili? Sì, siamo calabresi'', in una serie di immagini riunite sotto l'headline generale di "Gli ultimi saranno i primi".
Naturalmente non sono mancate prese di posizione e reazioni critiche, di cui daremo conto nei prossimi giorni.

Inserito da gianni sinni | 25.02.07 | (15) | Notizie | stampa |




commenti:

  è troppo chiedere a un creativo e a un gruppo di creativi di cambiare stile, evolversi, crescere?

a vedere Toscani e la Sterpaia, si.

stesso format delle campagne benetton: grandi fotoposter, strisciata per lo slogan (verde per Beneton, rosso in questo caso) e la solita, bolsa, provocazione.

ho tanto ammirato Toscani all'epoca delle campagne Benetton. ha creato una vera immagine di brand, con i controfiocchi.

ma da allora è rimasto cristallizzato nell'autoreferenzialità, nella ripetizione del cliche, nel solito, vieto meccanismo: provoca-indigna la stampa - fai parlare di te.

vale la pena continuare ad abboccare? a me ormai le campagne toscani destano solo una penosa sensazione di deja-vu.

quando un attore finisce per fare lo stesso personaggio, cambiando solo nome, si declassa da artista al ruolo di machietta/caratterista.

lo stesso succede al proprio stile se non si comprende che qualcosa nella realtà cambia e occorre muoversi. pena la noia.

furio detti il 26 feb 07 alle 11:08

  Un'altra campagna di Toscani. Yawn...

taiabati il 26 feb 07 alle 11:15

  Non mi piace. Secondo me invece di smussare lo stereotipo, non si fa altro che enfatizzarlo!.
Caro Toscani, ma l'importante per te è che se ne parli no?!

d il 26 feb 07 alle 12:14

  "Prevedibili? Sì, siamo Toscani."

Stefano Tonti il 26 feb 07 alle 12:33

  Qualcuno dica a Toscani che "sì" si scrive con l'accento...

Elena La Regina il 27 feb 07 alle 09:14

  Mi sembra una comunicazione abbastanza auto-referenziale, troppo marcata Toscani, troppo Benetton-style. Mi piace però la volontà di scardinare i luoghi comuni sulla Calabria e di conseguenza sui calabresi. La riuscita formale è comunque abbastanza imbarazzante.

Altra riflessione: ci sono professionisti della comunicazione anche in Calbria, accidenti. Ma per l'ennesima volta abbiamo voluto essere milano-centrici. In questo caso Toscano-centrici. Scusate il bieco gioco di parole.

Sarebbe stato interessante invece provare a vedere cosa i calabresi (professionisti del settore, ovviamente) avrebbero prodotto.

Ma per l’ennesima volta questa occasione non è stata concessa.

C. Frangipane il 27 feb 07 alle 09:57

  Aveva iniziato con "Chi mi ama mi segua". Adesso ci propone "Beati gli ultimi che saranno i primi". Bravo Toscani: ha trovato un copy che scrive da dio.

dario berra il 27 feb 07 alle 10:47

  Una precisazione che sfugge a molti: la campagna Jesus jeans (1972) è dell'agenzia Italia, creativi Emanuele Pirella e Michele Göttsche,la foto di Oliviero Toscani era presente nei negozi dell'azienda già da un anno prima della campagna senza suscitare altro che un'occhiata vogliosa. Per me Toscani è solo un bravo fotografo, non un pubblicitario. Ritengo infatti che scopo della pubblicità non sia solo far parlare di sè, per essere conosciuti, ma far parlare BENE di sè, creare un'immagine positiva dell'azienda o del prodotto negli acquirenti. E non credo che Toscani anche con le campagne Benetton sia riuscito in tale scopo. Suo obiettivo è sempre scioccare.

Geppi De Liso il 01 mar 07 alle 14:13

  Professore De Liso, ho studiato sui suoi libri (1) libri e mi son divertito. Sembra invece che in Italia cosa sia la pubblicità lo sappiano in pochi (Pirella, Livraghi, Panzeri... e pochi altri).
In effetti Toscani è un bravo fotografo, ma questa campagnia oltre ad esser vecchia (come ama definire lui gli altri) è anche stantia, sporco, e non fa parlare di se neppure, ma solo del marchio Toscani.

La regione Calabria (sono calabrese) non ha comprato uno spot o una campagna, ma una firma, un marchio, quello di Toscani e Toscani anziché promuovere la Calabria che rimarrà ultima, promuove se stesso che però a me mi sa che potrebbe diventarci lui l'ultimo della classe.

I calabresi, caro Toscani, hanno la memoria lunga e non dimenticano le offese.

La domanda però è: quando si indicono le gare e quando si assegnano le associazioni che dovrebbero tutelare il nostro lavoro dove sono? dove finiscono? perché mettono la testa sotto la sabbia come gli struzzi?

Mistero della fede, rendiamo grazie alla fede nel futuro.

Luca Oliverio il 05 mar 07 alle 12:18

  I calabresi sono calabresi.
Gli ultimi saranno (semmai) gli amministratori della cosa pubblica calabrese, loro sì che sono inaffidabili, e in alcuni casi anche malavitosi. Perchè Toscani non ha proposto le stesse headline ma con la foto dei politici calabresi che si tengono a braccetto?

uno studente calabrese il 05 mar 07 alle 17:21

  E' interessante anche la controproposta dei ragazzi di Locri, del sito www.ammazzatecitutti.org...
tra le altre cose, visibile all'indirizzo http://www.ebeteinfiore.it/...rea=4

Ebeteinfiore il 07 mar 07 alle 17:14

  Ho appena letto sul giornale la notizia che la Regione ha commissionato una campagna pubblicitaria per la promozione dell’immagine della Calabria.
Ho letto gli slogan e le valutazioni dell’Ideatore Oliviero Toscani “UNA CAMPAGNA DI PROVOCAZIONE PER VENDERE IL PRODOTTO CALABRIA”.
Sono saltata dalla sedia.
La “provocazione” mi ha colpito molto, ma in senso negativo e grottesco.

Cari Loiero e Toscani,
la dignità dei Calabresi, il dolore dei Calabresi, la speranza dei Calabresi, la sensibilità dei Calabresi, NON SI VENDE A METRI, (2500 manifesti 6X3 m) non si dona a nessun altare sacrificale di nessun dio pagano, soprattutto se a questo dio si donano anche molti, ma molti, migliaia di euro.
È grottesco, è allucinante, per me calabrese, vedere e subire quest’ennesimo schiaffo.
Faccio parte di quella Calabria sana, che da sempre lavora con enormi e straordinari sacrifici, di quella gente che, per scelte o per necessità, o solo perché di Calabria, è rimasta qui, investendo e costruendo le nostre realtà di professionisti, di imprenditori, o di piccoli industriali, e molto spesso da sola, fatta eccezione per qualcuno.
Negli anni passati ci siamo inventati e improvvisati costruttori del nostro futuro; dopo trent’anni – però - mi rendo conto che il nostro coraggio e la nostra volontà non sono bastati. Il presente che stiamo vivendo è quel futuro, che a noi giovani di allora, era stato promesso e non mantenuto. Questo presente non è altro che il perpetuarsi di un deprecabile metodo-sistema politico e amministrativo che non crede – sostanzialmente – nei calabresi.

Gli anni passati hanno visto una politica che ha generato la cultura dell’assistenzialismo e della superficialità, cosicché, a gran voce, si poteva gridare che c’era bisogno di leggi speciali per il mezzogiorno per avere sempre più miliardi, e selezionare solo qualcuno da portare sul carro dei “vincitori”. Ancora adesso continuate a implorare per quella che voi definite “una Calabria arretrata”. Ho nausea di ciò perché ho visto che non c’è stata una classe politica capace di capire la prima regola elementare dello sviluppo di qualsiasi realtà: “COLTIVARE LE FORZE LOCALI SANE“.
Nel caso nostro, aiutarci a fare impresa, stabilire – ad esempio - nuove regole per il credito.
Da anni le associazioni di categoria chiedono collaborazione, chiedono di guardare in basso, dove ci sono le microimprese che hanno bisogno di essere curate.
Se non si guarda a quello che già esiste, e se non si ama e protegge quello che già abbiamo, per dargli come priorità assoluta, lavorare e produrre serenamente, che futuro potranno trovare quei ragazzi “usati” in quelle foto? Fra qualche anno quei sorrisi saranno smorfie di rabbia e delusione così come noi ragazzi e ragazze di trent’anni fa, che abbiamo visto il nostro coraggio ed entusiasmo sempre più vilipeso.
L’assurdo è che devo vedere questa tragedia oggetto e soggetto di speculazione per una campagna pubblicitaria, un prodotto che ha fatto incassare soldi al signor Toscani , che non sa ancora che possiamo essere anche poveri, ma siamo diventati tanto istruiti. Il termine TERRONE poteva essere usato cinquant’anni fa!

Si deve aggiornare il Signor Toscani!

Conosco le sue precedenti campagne, ricordo le sue foto. Quelle provocazioni allora avevano un senso, era un’altra epoca. Adesso mi dispiace ma non ha studiato il prodotto da reclamizzare. Ha fatto flop.
In quanto a Lei, Presidente Loiero, ha detto che vuole che vengano fuori i Calabresi! Si! Ha ragione! Cominci a farci lavorare e a lasciare i soldi della regione ai Calabresi, cominci a fare politica pratica. La smetta di costruire anche Lei Cattedrali nel deserto! La promozione della nostra immagine nel mondo deve essere fatta da calabresi per i calabresi, dandoci gli strumenti amministrativi per imparare e migliorare innovandoci e investendo su noi stessi .
Voi che siete quelli che dovrebbero far emergere il meglio della Calabria, vergognatevi.

Lucia Perri
Fotografa di Rende

luci il 08 mar 07 alle 13:41

  Dissento dai dissensi, sono calabrese non mi sento offeso dagli slogan e mi compiaccio della scelta di una comunicaziole quantomeno per una volta professionale e dignitosa a favore della nostra regione.Ho uno studio in calabria, e non amo lo stile di toscani, le cui campagne mi sembrano onestamente sempre le stesse e di cui non amo peraltro le foto,nonostante questo sono felice della campagna e non mi aggrego al coro dei NO. Spero solo che non sia un fuoco di paglia , ma che si continui su questa linea perche campagne del tipo "la migliore pubblicita alla calabria la fanno i calabresi"o simili non abbiano mai piu spazio. grazie

emiliano il 12 mar 07 alle 21:18

  "Spero ... che si continui su questa linea perche campagne del tipo "la migliore pubblicita alla calabria la fanno i calabresi" o simili non abbiano mai piu spazio".

Scusami Emiliano mi potresti spiegare a cosa dobbiamo la perentorietà di tale giudizio su una campagna vecchia di dieci anni, dal budget piccolo-piccolo, aggiudicata con una gara regolare e che - last but not least - non mi sembrava malaccio? Oltretutto si trattava di un'azione comunicativa di natura diversa: non turistica ma rivolta esclusivamente ai calabresi. Insomma un tentativo di sensibilizzare all'accoglienza e al senso civico i cittadini, gli albergatori, gli enti locali.
Massimo Celani

Massimo Celani il 21 mar 07 alle 21:44

  Insomma,io sn calabrese ma qst toscani ke ci prende x il culo? La frase gli ultimi saranno i primi mi piace xkè io sn sfegatato x il progresso della mia regione e lancio un appello a tutti i miei corregionali: tti insieme x il progresso noi ora siamo ultimi ma diventeremo i primi ora et per semprem con la calabria!!!!!!!!!!!

Federico Giacchetti il 07 set 07 alle 00:48

invia un commento
 
apri

 

SocialDesignZine
periodico online
autorizzazione del Trib. di Milano
n. 366 del 11/06/08
ISSN: 2036-2277
anno VII


Aiap

associazione italiana progettazione per la comunicazione visiva

Ultimi commenti


Cerca



Archivi


Notifica



 
Per Cancellarti clicca qui.

Ultime recensioni

Utilità manifesta a stampa Interiorae, capitolo terzo Alle basi del graphic design Bello e anche utile La vera principessa sul pisello Piccoli grafici crescono

Libri consigliati

Andrea Rauch, Gianni Sinni, SocialDesignZine vol. UNO Andrea Rauch, Gianni Sinni, SocialDesignZine vol. DUE Il mondo come design e rappresentazione Ellen Lupton, Graphic Design The New Basics Steven Heller, Mirko Ilic, Design Anatomy Albe Steiner, Il mestiere di grafico Italic 2.0 Michael Bierut, Seventy nine short essays on design Progetto grafico Alba. Nuovi manifesti italiani Spaghetti grafica. Contemporary Italian Graphic Design Disegnare le città