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La Calabria di Toscani

Come avevamo promesso al momento di darne notizia, torniamo sulla recentissima campagna di promozione della Regione Calabria affidata a Oliviero Toscani e al laboratorio de La Sterpaia, pubblicando un intervento di Mauro Minervino e l'intera serie delle sei immagini che compongono la campagna "Gli ultimi saranno i primi".
Mauro F. Minervino

La notizia c’è già. È di quelle pensate apposta per far scattare i media, per alzare le polemiche. Oliviero Toscani, invitato dal Presidente Loiero e dall’Assessorato al Turismo e al Marketing Territoriale della Regione, ha “fotografato” assieme a una troupe di suoi collaboratori la Calabria, una certa idea di Calabria, per una campagna “di comunicazione che ha l’obiettivo di riposizionare la reputazione e l’immagine dei calabresi”.

Credo sia la prima volta che, non per un marchio di abbigliamento o maglieria, ma per conto dei governanti di una regione dell’Occidente civilizzato, alla professionalità di un fotografo di pubblicità e di moda, si chieda tanto, affidandogli un compito degno di un’azione umanitaria delle Nazioni Unite.

Comunque un impegno “non facile” come ha riconosciuto lo stesso Toscani, a cui la committenza politica calabrese ha chiesto un riscatto e un rilancio dell’appannata e non proprio virtuosa esposizione mediatica che affligge da tempo la nostra regione, che resta avvolta (ma per colpa di chi?) da una reputazione che non va oltre i soliti clichè da basso impero.

La campagna di comunicazione per il riscatto pubblicitario delle nostre contrade, con le facce dei calabresi presentabili, magari giovani e carini come quelli dei maglioni Benetton, che vedremo presto in giro nei giganteschi formati 6x3 è attesa ed è già avvolta da un alone salvifico. Sarà un gran colpo di spettacolo. Finora non è trapelato nulla di questo lavoro d’immagine annunciato come la madre di tutte le operazioni di riverginatura mediatica.

Le dichiarazioni rese alla vigilia dallo stesso Toscani sembrano tutt’al più ispirate da comune buon senso: “Nascere in Calabria non è un vanto, né una colpa”. Proprio mentre scrivo, a Roma, nella “Sala del Cenacolo” della Camera dei Deputati, Toscani davanti ai committenti politici della Regione e a uno sceltissimo pubblico formato da “autorevoli esponenti del ‘made in Calabria’, della cultura e delle professioni” sta svelando in anteprima il prodotto di comunicazione e marketing che ci rappresenterà in giro per il mondo. “Una campagna mirata alla creazione di un percorso di simpatia e di superamento di molti pregiudizi e luoghi comuni”. Speriamo bene. Attorno alle sue solite “provocazioni” si aprirà un interessante dibattito culturale, ed è anche per questo che la presentazione alla stampa della campagna di comunicazione da lui dedicata alla Calabria e intitolata con speranza evangelica dallo stesso Toscani “Gli ultimi saranno i primi”, si annuncia già di per sé un evento.

Sono sicuro che Toscani, che non è un genio della comunicazione civile (lo dimostrano lo scarso successo di alcune delle sue più provocatorie campagne, al limite del politicamente corretto), ma piuttosto un grande fotografo di moda e di prodotti di consumo, farà comunque delle bellissime foto, forse persino utili. In Calabria non mancano certo le facce fotogeniche, e l’artista del reportage patinato e dello scatto glamour riuscirà magari persino a scovare qualche angolo di paesaggio ancora decente da immortalare in funzione promozionale per il marketing turistico. Ma detto questo, il problema è un altro. La Calabria non è un prodotto da piazzare nel mercato della comunicazione o alla borsa del turismo.

È una regione, un insieme di comunità e di culture stratificate da millenni, una società e una storia. Se lo scopo è ridare fiducia e speranza nel futuro di questa regione, ai giovani e ai cittadini, agli abitanti di questa regione che ne hanno diritto prima ancora di coloro che la Calabria la conosco solo attraverso i media o ci vengono solo in vacanza, mi chiedo perché un compito così serio e complesso, che resta nella responsabilità dell’azione politica e civile dei governati calabresi, improvvisamente folgorati da ansie di riscatto e di palingenesi mediatica, dovrebbe essere risolto da una rassicurante quanto superficiale operazione di “marketing tribale”, pur sostenuta dalle tecniche sofisticate dalla comunicazione pubblicitaria e modaiola, dagli artifici mediatici di un grande fotografo? Il rischio è che per uscire dai più vetusti clichè sulla Calabria infelice e irredenta si ricorra ad altri clichè, solo più nuovi, più patinati e alla moda.

Altre falsificazioni, immagini “derealizzate” prestate alla facile propaganda di una regione priva di identità, annessa a una normalizzazione senza virtù e senza finalità civili, già alla deriva nella monocultura globalista dei consumi di massa, arresa all’incerto mercato delle vacanze sole-mare e all’asservimento di quel che resta di integro del suo territorio alla speculazione e alla turistizzazione forzata.
“Evento”, “comunicazione”, “immagine”, “marketing territoriale”, sono diventate le parole chiave della peggiore prosopopea modernista. Sono gli idoli di un progressismo di maniera intriso di una retorica dello sviluppo che ha stufato. Spot commerciali degni di un’enfasi senza passione che rende ormai ogni discorso sull’autenticità e i valori di questa terra pomposamente vuoto e buono per tutti gli usi e per tutte le occasioni. Non credo a tutte le statistiche che ci fanno sempre ultimi. Per essere normali bisogna sentirsi normali, pensarsi normali, vivere con dignità anche nell’imperfezione. E agire con responsabilità. C’è un vuoto da colmare, ma ci sono anche tanti pieni da far fruttare. Non è questione di comunicazione, dell’autenticità di un’altra Calabria che pure esiste e resiste a dispetto di tutto. Ci vuole conoscenza autentica e onestà, amore e passione per le persone e per i luoghi, ci vuole dignità. Rinascita dello spirito civico, impegno e senso di responsabilità.

È un compito che tocca a tutti i calabresi. I problemi veri della Calabria e della sua cattiva reputazione non si possono risolvere con un colpo d’immagine. Ce li risolviamo noi o non ce li risolve nessuno. Se ci affidiamo alla comunicazione e al marketing restiamo fuori dalla realtà, e se ci consegniamo all’immagine ci rassegniamo a un’autenticità al ribasso. Con l’immagine, scrive Baudrillard, “quando si parla di autenticità, è il falso che virtualmente ha già avuto la meglio”. Usciamo subito da questi che sono ormai i veri clichè post-moderni di una condizione di minorità culturale che da noi altrimenti ha già vinto. Per riabilitare la Calabria ci vogliono cose più serie di un bel gadget di immagini seriali e di manifesti 6x3 pieni di ragazzi sorridenti e biancovestiti buoni per fare da testimonial alla prossima Bit. Toscani ha detto che “Essere calabrese è una condizione ereditata, non è una scelta”. È vero. Ma vale per tutti, e a noi comunque piacerebbe ugualmente poter “scegliere” di essere calabresi senza che questo impegni la difesa della nostra dignità e l’onore. Senza doverci sentire più in colpa per esserlo.

Inserito da gianni sinni | 07.03.07 | (26) | Campagne | stampa |




commenti:

  Sì, ci vogliono cose molto più serie. Soprattutto dopo aver visto l'inimmaginabile servizio di "Viva l'Italia" domenica scorsa alle 21,15. Non perdete la seconda puntata. Tutti coloro con cui ne ho parlato hanno definito il servizio (sugli usi politico-clientelari della regione) da "sconvolgente" in giù. Quasi tutti hanno pensato di assistere a un film di fantascienza, con un "mondo parallelo". Tutto si poteva immaginare, ma non quello che si è visto e udito. La trasmissione è di quella che fanno vacillare di colpo tutte le cose in cui si crede da sempre. Agazio Lojero in testa ha dato una bella immagine di sé in un comizio in cui ha ringraziato il capomazziere fascista locale per l'apporto generoso dato alle sorti del centrosinistra. La situazione è così spaventosa, senza apparente possibilità di redenzione, che Toscani farà bene a essere prudente: il disastro della democrazia in Calabria (e probabilmente in aree limitrofe) sembra un punto di non ritorno. Altro che le fotografie ci vogliono!

Savorelli il 07 mar 07 alle 09:35

  quello che mi ha fatto paura davvero di quel servizio di raitre era la scena peronista della 'fila' per arrivare primi allo sportello e godere del privilegio di avere quello che sarebbe, in realtà, un diritto.

dc il 07 mar 07 alle 10:02

  Scusate ma la campagna di Toscani mi sembra una brutta copia di quella realizzata per la campagna elettorale di Nichi Vendola in Puglia, non trovate?

nicla il 07 mar 07 alle 11:27

  Io purtroppo sono dell'opinione che quanto visto nell'ottimo reportage di Riccardo Iacona non sia il "disastro della democrazia in Calabria (e probabilmente in aree limitrofe)", ma un fedele ritratto della democrazia e del ruolo attribuito alla politica di tutta l'ITalia.
Magari lì nel profondo sud, tra realtà di provincia e capoluoghi da 70.000 abitanti, si è un po' più 'grezzi', più pane e peperoni e anche più disincantati. Ma le telefonate di personaggi di primo piano della politica ITaliana, il non sentire il bisogno né di parlare di programmi né di distinguersi nelle idee dagli 'avversari', il ridurre il momento elettorale (e tutti i mesi precedenti) a mera conta dei pacchetti di voti disponibili e relativi favori da elargire mi sembra ahimè lo specchio fedele della realtà politica nazionale.

lupign il 07 mar 07 alle 11:37

  L’ho pensato subito anch’io! Eccoli qua, gli slogan per Vendola:

“Sovversivo” perché ha sempre messo gli ultimi al primo posto.
“Pericoloso” come tutte le persone oneste.
“Estremista” nell’amore per la Puglia.
“Diverso” da quelli che oggi governano la Puglia.

Elio il 07 mar 07 alle 11:40

  Lupign (ma perché non vi firmate' avete paura di un qualche "padrone delle tessere"?) ha in parte ragione. Ma solo in parte. Il documento era terribile non solo per la disinvoltura dei politicanti e per l'uso delle "anime morte" di buona memoria cui sono equiparati gli elettori, ma come documento antropologico. Le candide dichiarazioni dei cittadini (?) e dei galoppini, l'assoluta mancanza, appena larvata, di un dissenso (uno solo, un pensionato che giocava a carte ha detto: non voto più), il tribalismo sfacciato, il modo scandaloso in cui la popolazione è tenuta in conto di clienti, da parassiti a metà tra voto di scambio, mafia e feudalesimo, non credo abbia un riscontro a tal livello in altre regioni. Almeno per l'esperienza di chi vive al centro nord, l'1% di una trasmissione simile avrebbe portato in piazza migliaia di persone il giorno dopo. E' vero che la personalizzazione della politica, la fine dei partiti di massa, il trasformismo dilagante vanno, ahimè, in quella direzione: ma il ricatto spaventevole dello sfruttamento della miseria e dei disservizi (il galoppino che "gestisce" i "suoi" 200 elettori telefona in diretta per aggiustare esami universitari e visite specialistice, in totale disonvoltura) che fa funzionare il sistema, non può essere generalizzato. Il disastro naturalmente è della calabria, ma di tutto il paese: è l'ennesima conferma che 150 anni di Unità nazionale non solo non hanno risolto i problemi del sud, ma li hanno aggravati. Un conto, comunque, è il "normale" voto di scambio e il "normale" clientelismo, un conto è un sistema che funziona così, penetrando apparentemente in tutti i momenti della vita quotidiana. Ciò che rende spaventevole il servizio, ripeto, è la sfacciata (se volete meritoria perché non ipocrita!), candida ammissione di pratiche irriferibili, come se si trattasse di prassi quotidiana; e al contempo la totale sudditanza dei disgraziati che ne sono le vittime, e che cominciano a pensare in quel modo, come se fosse una seconda natura. E c'è però un'altra cosa che mi ha scandalizzato. Se Naomi Campbell fa un ruttino, se ne parla per una settimana: nessuno, giornali, Tv, parlamento, nessuno il giorno dopo il servizio TV ha rilanciato minimamente la cosa. Silenzio e omertà totali. Dei 24.000 voti che mantengono il governo, un po sono arrivati anche così: e la prossima volta passeranno tranquillamente dall'altra parte. Il tutto controllato da galoppini, che poi vanno a verificare chi "in gabina" ha fatto il suo dovere, Nemmeno sotto Giolitti o il fascismo si deve essere arrivati a tanto. Lo sgomento che prende il cittadino convinto di votare in un paese "libero" è indicibile. Quanto alla classe politica espressa dal sistema l'ineffabile Lojero - che dovrebbe dar pubblico conto di ciò che fa - con i suoi spot e manifestoni, se avesse un minimo di pudore, visto anche che mettà regione è inquisita, dovrebbe dimettersi. Ma questo in un paese normale, da noi no. Modesta proposta: Toscani dia un'occhiatina alla cassetta del servizio, se la faccia mandare, e poi valuti se è il caso di continuare nella campagna. Io penso francamente di no. E sarebbe divertente diffondere il servizio in Europa, per sapere che ne pensano i nostri concittadini comunitari: credo che la maggior parte sarebbe perfino incapace di comprendere. Alieni, appunto.

Savorelli il 07 mar 07 alle 12:13

  sono nato a recanati vivo a venezia ma considero le mie origini a cavallo tra il grande nord ricco ed individualista ed il piccolo sud povero e compagnone, credo che ciascun commento alla campagna di toscani debba coinvolgere il proprio essere cittadini italiani e dunque provinciali per definizione.
non mi è piaciuta la campagna perchè non mi ci sono riconosciuto; ogni tentativo di affermare l'orgoglio di una cittadinanaza secondo me è subalterno al nostro provincialismo: come dire? se fossimo sicuri di noi (in quanto calabresi, o marchigiani, o veneti..) non avremmo bisogno di rispolverare l'orgoglio della cittadinanza ma ci basterebbe parlare di quanto di buono facciamo.
forse quel sorriso nasconde quanto poco sia possibile fare nella splendida calabria, ancora oggi. per pensare positivo bisognerebbe parlare di chi ci è riuscito a fare impresa/cultura in calabria, di come l'ha fatto e di cosa sta facendo.
ci sono esempli splendidi e dovremmo ripartire da loro! toscani divenne famoso con le pecore colorate di benetton, forse dovrebbe ripartire dalla pecora del Lanificio Leo

francesco calzolaio il 07 mar 07 alle 12:42

  Ecco un altro caso di committenza politica.
Come puo' pensare il Presidente Loiero (senza azioni politiche adeguate ai contenuti) di affidare a Oliviero Toscani il dell'immagine della sua Regione?
Ha forse pensato di strumentalizzare Toscani con la certezza di un risultato sui media? Nel bene o nel male non importa: basta che se ne parli...
E che altro avrebbe potuto fare Toscani se non (provocatoriamente come nessuno sa fare meglio) ribadire i luoghi comuni negativi, metterci un punto di domanda finale e concludere con la possibilita' del (affidandosi all'ecumenico miracoloso), il tutto rappresentato da normalissime (un po' troppo deboli nella dentatura, per la verita') e speranzose giovani leve?
Altrimenti, avrebbe solo potuto rinunciare all'incarico.

Se possiamo risolvere (a malincuore) la comunicazione di Regioni e interi Paesi intesi come prodotti commerciali, rimediare all'immagine identitaria negativa di una comunita' senza il supporto di forti contenuti progettuali, e' davvero arduo!

Antonella il 07 mar 07 alle 12:53

  oliviero toscani in fin dei conti non ha osato tantissimo. io credo abbia puntato più su di un senso di appartenenza prima ancora che di accoglienza. voglio dire che con quella campagna si va a solleticare sopratutto un modo di essere di molti calabresi ("noi calabresi non siamo tutti uguali...", "noialtri calabresi siamo diversi da quanto emerge nelle cronache" e così via) piuttosto che un invito al turismo. secondo me è azzeccata come campagna, perché un popolo prima di essere capace di accogliere gli altri deve accogliere sé stesso, deve capire sé stesso, deve tirare fuori il suo meglio prima nei suoi stessi confronti...
i committenti probabilmente si aspettavano altro, ma sono contenti - senza saperlo più di tanto - di aver affidato la propria regione ad un maestro della comunicazione. che ha fatto un gran lavoro anche questa volta.

domenico il 07 mar 07 alle 13:17

  Nel mio intervento sono saltate delle parole virgolettate, lo rimando per la sostituzione.

Ecco un altro caso di ridicola committenza politica.
(vedi Sdz notizie.7310)
Come puo' pensare il Presidente Loiero (senza azioni politiche adeguate ai contenuti) di affidare a Oliviero Toscani il riscatto dell'immagine della sua Regione?
Ha forse pensato di strumentalizzare Toscani con la certezza di un risultato sui media? Nel bene o nel male non importa: basta che se ne parli...
E che altro avrebbe potuto fare Toscani se non (provocatoriamente come nessuno sa fare meglio) ribadire i luoghi comuni negativi, metterci un punto di domanda finale e concludere con la possibilita' del riscatto (affidandosi all'ecumenico miracoloso), il tutto rappresentato da normalissime (un po' troppo deboli nella dentatura, per la verita') e speranzose giovani leve?
Altrimenti, avrebbe solo potuto rinunciare all'incarico.

Se possiamo risolvere (a malincuore) la comunicazione di Regioni e interi Paesi intesi come prodotti commerciali, rimediare all'immagine identitaria negativa di una comunita' senza il supporto di forti contenuti progettuali, e' davvero arduo!

Antonella il 07 mar 07 alle 14:20

  http://www.ammazzatecitutti.org/... IO Guraderei qui.

Luca T. il 07 mar 07 alle 20:29

  a mio avviso la campagna di Toscani è efficace e coglie pienamente nel segno. Credo che alla base ci fosse la volontà di scardinare molti luoghi comuni (che è poi un leit motiv degli artwork di Toscani) e mi pare sia riuscito a comunicare in maniera efficace come, appunto, i luoghi comuni si basino su quei meccanismi che Sacks definiva "inferenziali altamente rappresentativi" che fanno sì che da un elemento si inferisca tutto il resto. Se uno è terrone allora sarà anche così e così...
Nella faccia di quei ragazzi non si legge tanto la "diversità", non si legge il "Calabrian Pride" (noi Calabresi siamo diversi) ma si legge esattamente l'opposto: non siamo diversi siamo esattamente come tutti gli altri...

antonio il 08 mar 07 alle 13:55

  Sono calabrese. Non mi sento ultimo. Non credo che riuscirò mai ad essere primo. Non sentivo il bisogno impellente di questa campagna (pure tutto sommato carina) perchè in Calabria i bisogni sono ben altri...
Raffaele Cardamone

Raffaele Cardamone il 09 mar 07 alle 16:28

  Di solito la pubblicità viene fatta per "vendere" prodotti di successo.
Qui si tratta invece del misero tentativo di "coprire" un fallimento: soprattutto quello delle tante speranze che avevamo riproposto (ahimé quanto ingenuamente!) nella vittoria del centrosinistra alla regione.
Nessun Toscani può far dimenticare, con le sue foto patinate e le sue provocazioni, che nel Consiglio Regionale siedono 22 o più indagati (alcuini anche per reati di mafia) e che più di un indagato siede anche nella Giunta.
Se si fosse invertita la tendenza dei primati negativi che questa Giunta aveva ereditato, forse sarebbe bastato qualche manifesto con un lapidario resoconto dei risultati ottenuti: ma di risultati concreti chi ne ha ancora visti?

Nicolino Panedigrano il 11 mar 07 alle 16:25

  Salve, Le scrivo da Crotone,sono una ragazza del “sud” che è mafiosa, inaffidabile,incivile ma che da ultima diverrà prima,e la domanda è… primi ed ultimi in cosa? Come siete bravi! Colti e saggi!
Questo è sempre stato l'atteggiamento degli uomini del nord verso quelli del sud.
Come potete pretendere di essere creduti quando difendete l'extracomunitario ed offendete l'italiano del sud?
Non è così l’Italia. Non voglio credere che lei sig. Toscani abbia potuto anche solo per fame di soldi,vendersi a chi lo sta manovrando rendendolo una marionetta.Voi pensate veramente che i meridionali in genere siano tutti indolenti, scansafatiche, mafiosi, ecc… Le aziende del nord, anche a livello dirigenziale sono piene di meridionali, onesti che sanno lavorare e sono benvoluti proprio per questo. Ecco cosa scaturisce una pubblicità che dovrebbe essere comunicativa e costruttiva non distruttiva e che produce effetti devastanti, riscontrabili su chi, potendo contare su pochi mezzi, subisce ancora una volta le conseguenze di episodi di razzismo ed intolleranza, dove il divario culturale, diventa l’alibi per nascondere il disagio sociale. Non ha senso , né valore, anzi, è proprio di quella dignità onesta e lavoratrice che l’Italia si è potuta affidare.Ed ancora una volta che il “terrone” è destinato a soccombere, oggetto di sdegno, bersagliato da violenze gratuite che creano illusioni e pregiudizi, dove distinguere la vittima dal carnefice, è sempre più difficile. Pertanto vorrei che si riflettesse meglio su ciò che si propone perché la provocazione è certo il migliore mezzo per scuotere le coscienze sporche, ma non a unificare, perché distrugge quella parte d’Italia ancora ricca di valori, passionale ed onesta. Sono indignata e furibonda non solo verso chi ha accettato di creare questa campagna pubblicitaria a scopo di lucro ma soprattutto verso chi ha promosso tale obiettivo rinnegando le proprie origini. A mio giudizio, ammetto che Lei abbia rappresentato noi calabresi ciò che siamo, ha voluto come sempre far emergere violentemente delle verità nella realtà, è anche pur vero che tante altre persone non fanno parte di queste realtà pur vivendole quotidianamente. Va bene l’immagine,comunicativa, bella ed impeccabile ma i testi sono un chiaro messaggio di offesa a chi come me ama le proprie origini e anche se ingenua ,è ancora pulita, onesta, civile e che mai rinnegherebbe le proprie origini solo per colpa di qualcuno. Non si fa di tutta l’erba un fascio!
Io invece le propongo di venire a conoscere altre verità da rappresentare nella sua rivista Colors, la mia di realtà, cioè quella di una donna che per vivere deve sopravvivere, dove il lavoro è precario e la tua cultura personale sottovalutata perché non riconosciuta da nessuno, perché non sono figlia di un mafioso,dove tutto qui quel che sembra lecito è illecito, anche esprimersi in tal senso può dare fastidio.Essere ignoranti non vuol dire per forza essere ignorati, tutt’altro, io sono qui a scriverle proprio perché vorrei che fosse lei a farmi conoscere le differenze, l’indifferenza e quell’apatia che per fortuna o per sfortuna non so riconoscere e malgrado sia “calabrese” amo la mia terra e la mia gente. Concludo chiedendo scusa per il mio risentimento e dissociandomi da quello che gran parte di noi pensa in maniera negativa sul suo elaborato, Lei per me rimane un colosso d’arte “VERA”.

Stella (cell. 328 8684154)

stella il 15 mar 07 alle 16:53

  Secondo il mio modestissimo parere il Signor Oliviero Toscani non ha fatto "emergere violentemente" un bel nulla.
Non sono in grado di formulare alcun commento sull'opera in sè, ma mi sembra che questa campagna di rilancio sia come il "cacio buono" (buono, poi...) sui maccheroni passi di due mesi e mezzo.

Come ha già scritto qualcuno, la dignità non si riacquista a colpi di manifesto.
Non bisogna farsi forti dei pregiudizi per riscattarsi facendo vedere quanto invece si è giovani e belli. Non bisogna nemmeno tacerli, è ovvio, ma per crescere culturalmente bisona disfarsene alla radice. E questo è compito ben più gravoso di un paio di scatti fotografici.
Non c'è coscienza sociale, c'è invece una fortissima logica dell'approssimare continuo e del "prendi dove puoi perchè nessuno ti darà", nella mia terra.
Lo so perchè lo tocco con mano ovunque.
Non c'è la percezione dei normalissimi diritti civili. Riuscire ad avere un certificato al comune dovrebbe essere una delle cose tra le più comuni nella vita di un cittadino. Invece diventa un impressionante giro di attese e favori.
A parte il fatto che se le cose vanno così, signor Loiero, me lo faccia dire, è pure colpa sua. Assoldare un fotografo di grande nomea non le mette di certo in mano una bacchetta magica.
E di certo non mitiga gli animi in fiamme di tanti calabresi che ogni santissimo giorno della loro vita si ritrovano a lottare contro una classe dirigente che pensa in buona parte solo agli affaracci suoi e dei suoi compari, contro il servilismo del vicino e il tacito assenso davanti a tanti soprusi.
Prima di fotografare i ragazzi di un liceo, perchè non fa fotografare i licei della provincia? Eh no, mi sa che poi ci chiudono le scuole...
Allora perchè non fa fare un servizietto sui pestaggi a sangue nelle caserme? Ne avrà l'occasione, le assicuro che sono frequentissimi. Oppure le strade! Ah, le strade...potrei continuare all'infinito.

Signori, dopo aver espresso con tanta leggiadria il mio parere su questa splendida trovata concludo con una nota fiduciosa rivolta a tutti gli uomini e le donne di Calabria che ogni giorno, dalla fecondità e dalla bellezza della loro terra ritrovano il coraggio, e non prendono un treno per scappare via.

Vittoria il 20 mar 07 alle 17:25

  sono un calabrese che vive al nord
a me la pubblicità è piaciuta.
forse non la frase gli ultimi saranno i primi.. troppo stupida
per il resto le foto sono belle e il messaggio è chiaro.

gianuz il 04 apr 07 alle 19:27

  Questa pubblicità è veramente vergognosa..credo sia un'offesa nei confronti di tutti i calabresi, soprattutto di quelli che non si rispecchiano in tali stereotipi - incivili, malavitosi, ignoranti, ecc.Non vedo in essa nessuna forma di provocazione, ma solo una mancanza di rispetto. Anche nel caso in cui fossimo gli ultimi questa non è certo un'esortazione a farci diventare i primi..

pulce il 27 giu 07 alle 23:36

  Devo dire che il nuovo spot della calabria non mi è proprio andato giù, è degradante per chi ha studiato e fatto sacrifici vedersi descritto come un ultimo come un perdente,come un terrone....già sento i sorrisini dei ragazzini del nord....non trovo assolutamente motivante per noi giovani calabresi una descrizione del genere.......dedicatela al turismo ed ai luoghi e lasciate perdere i ragazzi....

raffaella il 29 giu 07 alle 09:42

  Da promotore del territorio Calabrese, mi sono sentito in dovere di aprire una discussione sul mio forum in merito alla pubblicità commissionata a Toscani. Ovviamente per ora mi astengo dal commentare personalmente ma vorrei quanti interessati di partecipare. Il link è http://www.vacanzecalabria.biz/...l

Ciao

Calabria il 29 giu 07 alle 23:59

  A pensare che per questo skifo la regione calabria ha finanziato 200 mila euro. Me ne avessero dato a me 10 mila avrei girato un qualcosa di significante e promozionale per il territorio. Anche perchè questo spot non ha nullo di significante in quanto noi calabresi veniamo disprezzati del tutto. Ma nn vi mangiate i soldi cosi!!!!!!
Azionare il cervello prima di fare un qualcosa di importante

Fabio il 04 lug 07 alle 14:41

  Sono una ragazza calabrese che studia a Varese, quando ho visto la pubblicità non ne ho capito il significato, e sinceramente non lo capisco ancora adesso. Io credo che la risposta finale dovrebbe essere "Noi calabresi non siamo questo" (o perlomeno non solo). Non credo che questa provocazione sia compresa da chi ha pregiudizi nei nostri confronti, anzi ho avuto le prove da parte di alcuni amici lombardi che mi hanno detto di aver provato vergogna per me nel vedere quella pubblicità..e sinceramente anche io, perchè sono civile, perchè sono onesta, perchè sono la prima della classe, e come me tanti altri ragazzi calabresi.
Non sono assolutamente d'accordo con questo spot. La Calabria non è cosi!

Ilaria il 04 lug 07 alle 17:22

  Guardate questo sito. Prendete spunto su cosa possa essere promozione del territorio.
Questa campagna è qualcosa di disdicevole, orribile, non rispettosa della cultura e della passione Calabrese. Io mi domando....ma come si fa????? Volete sapere come si cambia la reputazione della Calabria? Cambiando tutti i politici e sostituendoli con giovani con voglia di crescere

pietro il 12 lug 07 alle 17:27

  www.unitaly.net
il sito sopra citato

Pietro il 12 lug 07 alle 17:29

  Concordo pienamente con Pietro

Villaggio il 08 dic 07 alle 11:31

  Salve..io amo la Calabria come me stessa, anche se calabrese lo sono in parte.Non dobbiamo guardare la nostra terra solo con gli aspetti negativi, ma anche con quelli positivi, perchè la Calabria è una regione Viva dal punto di vista culturale, di tradizioni ricca di storia e di passato.Il problema sta in come sfruttarla.
Non dobbiamo dimenticare che la Calabria colpita da disagi non si è mai arresa, potrei definirla testarda e premurosa.
Io amo la mia Terra e credo che Toscani abbia creato un lavoro magnifico, ironizzando sui nostri "difetti".
IO LO DICO E LO RIBADISCO...
SONO FIERA DI ESSERE UNA TERRONA...

Chiara il 18 mag 08 alle 15:09

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Sopra foto di Mauro Bubbico.

Sotto le immagini della campagna della Regione Calabria gentilmente concesse da Oliviero Toscani / La Sterpaia  

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