Il relativo distacco
Leonardo SonnoliAGI International executive commitee
La mia posizione personale riguardo questa faccenda è di relativo distacco. La discussione sta su due piani che in questi giorni si stanno mescolando sui blog con accenti di stupidità varia.
Un piano è il risultato grafico-estetico ed il progetto di identità. Sul primo non ho dubbi (ma credo ce ne siano pochi) che il risultato sia mediamente scadente. Sul secondo non posso giudicare perchè non ho visto nulla. E come sai ad un marchio-logotipo insulso può corrispondere una brillante identità.
Comunque sia, si sta giudicando il risultato di un collega (che non so chi sia) e perciò tutte le petizioni, proteste, insulti, etc, mi sembrano veramente poco delicate. Mi chiedo: ma se lo stesso marchio fosse stato presentato invece che da Landor da un eminente socio dell'Aiap, tutto questo sarebbe accaduto?
L'altro piano è quello dell'organizzazione del concorso, della composizione della giuria, della selezione dei partecipanti (il nostro studio era tra i selezionati a partecipare, ma non abbiamo ritenuto opportuno continuare la corsa per mancanza di regole chiare e serietà della committenza), cose tutte molto criticabili, ma non ora. Bisognava insorgere prima. Ora sembra lo sfogo degli esclusi.
Quindi non posso condividere questa petizione in questo momento e con i toni che ha assunto. Ma sono altresì pronto a partecipare e a sostenere qualsiasi protesta, petizione, discussione che possa promuovere il ruolo purtroppo invisibile dei progettisti grafici. Ho già, tempo fa, inviato all'aiap una nota sulla partecipazione ai concorsi, sollecitato da Marco Tortoioli. L'ho fatto anche attraverso sdz.
Inserito da gianni sinni | 01.03.07 |
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commenti:
A mio avviso questo non è lo sfogo degli esclusi (considerando anche i requisiti economici per la partecipazione al bando) ma come tu stesso suggerisci questo è lo sfogo degli invisibili, dei molti che come me amano questa professione e stentano quotidianamente a fare il proprio "mestiere". Da quando è sorta questa questione non ho fatto altro che pensare alle parole di Steiner e all'operato di tutti i nostri grandi maestri che tu stesso ci hai insegnato ad amare ed ascoltare.
Come dire, io credo che Steiner, Munari, Tovaglia… avrebbero risposto perchè una professione che non ha una dignità sociale, non ha un valore, non ha etica e potrebbe pure essere non necessaria. Francesco Gioia, Palermo.
Francesco Gioia il 01 mar 07 alle 15:04
lodovico il 01 mar 07 alle 15:07
le philosophe mondain il 01 mar 07 alle 15:12
ti ho conosciuto personalmente e non posso che chiamarti in questo modo per la stima e l'ammirazione che nutro nei tuoi confronti.
Devo però dirti che non condivido il tuo "distacco" e condivido le poche parole di Francesco Guida.
I riferimenti, storicizzati o contemporanei, sono necessari, oserei dire quasi vitali per poter svolgere questo mestiere. Tu sei uno di quelli, non a caso firmi con merito AGI. Ed è da quelli come te, quindi che ci aspettiamo un segnale forte e autorevole in situazioni come queste.
Se non ritieni questa petizione sostenibile (anche se credo che sostanzialmente rifletta il tuo pensiero, almeno da quello che dici), ma ritieni di condividere una posizione per promuovere il ruolo purtroppo invisibile dei grafici, un "relativo distacco" non credo possa aiutare.
Antonio Giancontieri
SudGrafico
Antonio il 01 mar 07 alle 15:24
.... nel fiume che è Vita
trascorrono quelli che vengon sbattuti qua e là
quelli che si aggrappano ad otri gonfi e vani,
quelli che nuotano disperati per sopravvivere soltanto
- a altri che resistono invece
altri che si affidano alle tavole delle "bonae artes",
altri che metton mano alla costruzione di naviculae.
Leon Battista Alberti
Massimo Cacciari
"quid tum"
Venezia, 23 febbraio 1994
antonio minervini il 01 mar 07 alle 15:31
Venerdì 9 Marzo 2007 ore 16.30 presso la Camera dei Deputati Palazzo del Seminario
RISERVARE QUALCHE PAROLA ALLA FACCENDA "NOT IT MY NAME" VISTA LA VICINANZA DI ENTITA' GOVERNATIVE, LE PERSONALITA' PESENTI E NATURALMENTE IL TEMA
P
pietro il 01 mar 07 alle 16:29
Dico NO, se fa una cazzata internazionale e dico anche No alla corporazione se deve significare copertura.
A una brillante identita' non puo' e non deve corrispondere l'insulso, soprattutto se riguarda un collettivo ( coinvolto anche economicamente).
I metodi della protesta possono essere sia 'induttivi' (con la critica della presentazione del bando) che 'deduttivi' (alla pubblicazione dei risultati).
Salutare e' lo sfogo degli esclusi, non solo in quanto professionisti ma, sopratutto, in quanto cittadini...
Attacchiamoci alla qualita' con ogni sforzo partecipativo!
Antonella il 01 mar 07 alle 16:41
...non sono affatto d'accordo con queste sue considerazioni.
Assumere posizioni determinate - perlomeno davanti a QUESTIONI PARADOSSALI come questa - non sarà chic,
ma spero serva a prendere coscienza dello sato delle cose
e a cambiarle un pochino.
Ma quale peggiore scenario stiamo apettando?
Se un'associazione come l'AIAP non si pronunciasse davanti a questioni gravi come questa negherebbe il suo ruolo,
e poi..meglio tardi che mai, mi vien da dire!
Fortunatamente, nel corso della storia, qualcuno si è reso disponibile a correre il rischio di dire cose indelicate, ineleganti e (oibò!)...addirittura inopportune!
Diversamente saremmo ancora al palo.
Ritengo assai riduttiva la considerazione in merito agli "esclusi", mi pare non sia proprio questo il punto, e tantomeno mi convince il discorso sui " toni assunti":
il dissenso si è dimostrato di proporzioni larghissime,
un evento inedito. Questo vorrà pure significare qualcosa!?? La polemica si è espressa con toni "coloriti" ma anche, anzi soprattutto con considerazioni puntuali e approfondite.
Rispetto chi si pone con garbo verso il prossimo,
tuttavia il "bon ton" (a volte) lasciamolo perdere...!!
cari saluti
Barbara
barbara il 01 mar 07 alle 17:31
...non sono affatto d'accordo con queste sue considerazioni.
Assumere posizioni determinate - perlomeno davanti a QUESTIONI PARADOSSALI come questa - non sarà chic,
ma spero serva a prendere coscienza dello sato delle cose
e a cambiarle un pochino.
Ma quale peggiore scenario stiamo apettando?
Se un'associazione come l'AIAP non si pronunciasse davanti a questioni gravi come questa negherebbe il suo ruolo,
e poi..meglio tardi che mai, mi vien da dire!
Fortunatamente, nel corso della storia, qualcuno si è reso disponibile a correre il rischio di dire cose indelicate, ineleganti e (oibò!)...addirittura inopportune!
Diversamente saremmo ancora al palo.
Ritengo assai riduttiva la considerazione in merito agli "esclusi", mi pare non sia proprio questo il punto, e tantomeno mi convince il discorso sui " toni assunti":
il dissenso si è dimostrato di proporzioni larghissime,
un evento inedito. Questo vorrà pure significare qualcosa!?? La polemica si è espressa con toni "coloriti" ma anche, anzi soprattutto con considerazioni puntuali e approfondite.
Rispetto chi si pone con garbo verso il prossimo,
tuttavia il "bon ton" (a volte) lasciamolo perdere...!!
cari saluti
Barbara
barbara il 01 mar 07 alle 17:31
Stefano Tonti il 02 mar 07 alle 08:28
d il 02 mar 07 alle 08:35
Tornando alle sue parole, se un collega fa una cagata ho tutto il diritto di farglielo notare. Anzi, andrei oltre: NOI progettisti abbiamo il dovere di non soffermarci sul bello/brutto mi-piace/non-mi-piace, questo è sicuro. Ma abbiamo anche il dovere di non essere corporativi, di non difendere l'indifendibile. E quella ciofeca di logo che rappresenterà l'Italia all'estero è indifendibile. Chiunque l'avesse disegnato, socio o non socio dell'AIAP (infatti io non sono socio AIAP).
Ma prendiamoci per buone le parole di SONNOLI, che almeno uno lo abbiamo trovato che "sta" da un'altra parte. Cioè ci voleva.
domenico il 02 mar 07 alle 17:19
"Dategli le brioches"
...
con relativo distacco
cordiali saluti e
buon lavoro
d
darioserio il 02 mar 07 alle 17:40
quindi questo movimento fracassone, registrato su sdz da settimane a questa parte, altro non è che la rivolta delgi affamati? Un pò triste, non crede?
È stato dato dell'incompetente e del dilettante al progettista di questo logotipo italiano, tutt i commenti indirizzati a Sonnoli invece partono in retro con un "con tutto il rispetto" che provo della di lei persona
ma questa è ingiustizia, o il galateo si addice solo per i presenti?
db il 06 mar 07 alle 16:44
Pur esprimendo la mia istintiva insoddisfazione per il marchio-logotipo che viene proposto, non essendo a conoscenza del brief di partenza o di eventuali richieste successive della committenza non mi azzardo a dare giudizi definitivi su una situazione di cui non sono a completa conoscenza.
Interpretando la progettazione di una identità visiva come risposta a un problema di comunicazione che viene posto dal cliente, non possiamo giudicare la cura senza conoscere i bisogni del paziente.
Magari, ciò che non ci sta soddisfacendo sul piano della funzione estetica è in realtà consono alla richiesta della committenza. Da qui potrebbe nascere la vera critica. I veri punti caldi sono i criteri di selezione dei partecipanti e della composizione della giuria (dove anche un grafico professionista, da solo, non avrebbe potuto rappresentare una critica esaustiva).
Ma l'insulto fine a sè stesso, a colpi di cetrioli, mortifica la capacità di elaborazione dei dati che un progettista dovrebbe avere.
marco colognola il 14 mar 07 alle 11:59
Ringrazio Sonnoli, e Perondi (nell'altro contributo) per le loro coraggiose posizioni. Altro che distacco! Quale modo migliore per testimoniare la bellezza e il valore della grafica, se non quello di buttarsi in fondo in questo lavoro? Protestare, sbuffare, accusare e lamentarsi sono verbi che vanno di moda, sono comodi, ma non generano mai niente di veramente interessante.
typello il 22 mar 07 alle 23:23
franz il 25 mar 07 alle 11:52
ho letto con interesse il tuo intervento e nè comprendo
a pieno il significato.
ma, come sai in un paese in cui le "corporazioni" possono tutto! non farne parte, significa non avere diritto di parola se no si (offendono) tutti.
un abbraccio e a presto rincontrarti,
daniela rossi
daniela rossi il 31 mar 07 alle 18:05
Strano pensare che Sonnoli non faccia parte della corporazione.
sergio il 01 apr 07 alle 10:15
nessuno ha protestato in quei casi.
posso capire che la identità visiva dell'italia sia un tema importante.
ma il problema non è quello del logo, il problema è che la gente non è educata visivamente e non possiede una cultura, e sto parlando tanto delle amministrazioni quanto dei normali cittadini.
Il progettista grafico spesso viene confuso con altre figure professionali limitrofe, e quindi il suo lavoro non è chiaro alle persone comuni.
Secondo me è sbagliato protestare adesso, andavano messe in chiaro fin dall'inizio le condizioni.
Se non eravate d'accordo non partecipavate.
alessandro tartaglia il 11 apr 07 alle 16:44
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il suo distacco, non ci aiuta, non aiuta i professionisti, molti dei quali stimano e assumono a modello il suo lavoro. anzi, sembra quasi offensivo. la inviterei, proprio per il suo ruolo a livello internazionale, ad essere presente, a contribuire alla crescita della professione. credo sia un'atto di responsabilita'.
cordialmente,
francesco e. guida
consigliere nazionale aiap
Francesco E. Guida il 01 mar 07 alle 14:10