Gli ambienti sensibili di Studio Azzurro
Sono molte le parole che ci vengono in mente scorrendo il doppio dvd che Studio Azzurro ha appena pubblicato per Feltrinelli (e che contiene l’intera storia artistica del gruppo). Identità, ad esempio, e poi disagio, movimento, contatto. Ma anche ambiente, penetrazione, evasione. Dentro e fuori, sempre, il reale e il virtuale.Un’esperienza artistica, quella di Studio Azzurro, alla ricerca, dal 1982, di un ‘luogo possibile’ per un ‘uomo possibile’. Che si avvolge, si rotola, si annulla nella luce e nell’ombra, che cerca di uscire dalla sua gabbia senza riuscirci mai, e senza essere capace di far entrare il ‘visitatore’ nel suo mondo virtuale, alienante, magico. Un mondo che è sogno e incubo; e alla fine, per Studio Azzurro come per lo Shakespeare di Romeo and Juliet, ci si dovrebbe chiedere quale sia mai la ‘sostanza dei sogni’.
Tavoli. La donna è distesa sul tavolo e dorme. Silenziosa. Vien fatto di toccarla e lei si muove irritata, cambia posizione, si nega al contatto indiscreto. La mano che la segue riesce a farla fuggire, scompare dal tavolo e si trascina via anche il lenzuolo su cui era posata.
Tamburi. Nei tamburi sono ritratte delle grandi mani chiuse. Battendo il ritmo le mani si aprono, mostrano i doni che contengono, piccole cose scaramantiche e magiche, simboli certi di speranze incerte. Si suonano ancora i tamburi e le mani si caricano di ragnatele di segni, solchi che si agitano e si muovono fino ad andarsene.
Il Giardino delle anime. Nel giardino le anime nuotano sottotraccia, ombre nere, fantasmatiche. Ruotano nell’acqua e seguono i nostri passi. Quando un bambino si getta in quel mare luminoso le ombre nuotano con lui e cercano di uscire dai loro abissi per muoversi in superfice oppure per trascinare il visitatore nell’acqua azzurra, in profondità.
Le ‘macchine meravigliose’ che Fabio Cirifino, Paolo Rosa, Stefano Roveda e Leonardo Sangiorgi preparano per il teatro, per il cinema, per i musei, per le mostre hanno sempre come punto di partenza l’uomo. Che vuol trovare un suo ambiente, una sua collocazione, una sua pace. Chiama, quell’uomo virtuale al di là dello schermo, il visitatore: vorrebbe uscirgli incontro, toccarlo, o farlo entrare. Non ci riesce perché la porta tra i mondi è ancora chiusa. Potrebbe aprirsi da un momento all’altro e i fantasmi digitali di Studio Azzurro non smettono mai di provare a forzare aperture che non si schiudono, né di provare ad arrampicarsi su specchi su cui, proverbialmente, non ci si può arrampicare. Continuano a nuotare in acque che lasciano solo intravedere un mondo ancora distante e separato.
Quella di Studio Azzurro è la guerra totale, senza fine, del mondo reale contro il virtuale. Sono le due metà della mela che non riescono a riunirsi. Ci provano continuamente, ancora non ce la fanno, ma siamo certi che è solo questione di tempo.
Studio Azzurro, Videoambienti, ambienti sensibili, 2 dvd più libro, a cura di Bruno Di Martino, Feltrinelli, Euro 21,90.
Inserito da ra.des | 05.04.07 |
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