Concorsi. Che fare?
Corcorsi. Un argomento di cui non si finisce di parlare. E per due buoni motivi: primo perché l'argomento dei concorsi pubblici costituisce la cartina di tornasole delle contraddizioni in cui ci troviamo, come grafici intendo, ad operare quotidianamente (partecipo o non partecipo? mi espongo con il committente esprimendo il mio dissenso sul bando? faccio ricorso nei casi più evidentemente fraudolenti?) e, numero due, perché la gara d'appalto esprime impietosamente la scarsa considerazione in cui la comunicazione visiva è generalmente tenuta. Il disagio di tutti è palpabile e l'Aiap ha appena predisposto una serie di iniziative tra le quali un servizio di notifica preventiva nei confronti degli enti che abbiano bandito, o stiano bandendo, gare non corrispondenti ad alcuni basilari principi di buon senso e di trasparenza.Intanto sull'argomento ospitiamo un intervento di Alberto Lecaldano, direttore di Progetto Grafico. Nonostante tutto
Alberto Lecaldano
Sul tema concorsi, su casi particolari o questioni generali sono intervenuto varie volte su Sdz (grazie per l'ospitalità), inoltre l'argomento è stato al centro di conversazioni o scambi di mail con colleghi o con il Consiglio direttivo Aiap (attuale e precedente).
Approfittando della ospitalità e della persistente attenzione di Sdz e dei suoi lettori al tema vorrei riepilogare alcune proposte da me fatte per essere discusse e realizzate in ambito Aiap. Sono sostanzialmente tre.
1) Monitoraggio e segnalazione di tutti i concorsi in materia di progettazione grafica e temi affini (design, fotografia, illustrazione...)
È un servizio semplice, ma dovuto, alla comunità; sicuramente oltre alle informazioni sui concorsi dovrebbe contenere i commenti dei lettori. E' cosa diversa dagli articoli con commenti e considerazioni che appaiono su Sdz. Da valutare se debba contenere anche considerazioni e giudizi "ufficiali" dell'Aiap ma non credo che Aiap possa o debba consigliare o sconsigliare la partecipazione.
Per la gestione di queste segnalazioni ho proposto ad Aiap la disponibilità della redazione di "Progetto grafico". Il lavoro di monitoraggio sarebbe stato svolto dalla redazione di Pg in collaborazione con altri. In qualche modo avevamo iniziato a ragionarci e organizzarci ma poi il neo presidente Aiap, Beppe Chia, non mi ha fatto sapere più nulla.
2) Posizione ufficiale di Aiap su tutti i concorsi attraverso un giudizio ufficiale espresso e attraverso il contatto e la collaborazione con i banditori per migliorare i regolamenti. È stato fatto se non sbaglio per il concorso per il logo del Gioiello valenzano. In effetti le richieste di Aiap non hanno avuto alcun esito ma alla lunga credo che la presenza di Aiap si farebbe sentire. È un lavoro un po' faticoso e con molte responsabilità che andrebbe svolto dal Consiglio.
Non mi è chiaro se le lettere di cui scrive Beppe Chia siano questa cosa qui o altro. Comunque le lettere penso vadano inviate da Aiap in modo ufficiale e non dai singoli grafici. Naturalmente chiunque può scrivere quello che vuole ma è cosa diversa se scrive Aiap o se scrive un grafico, così come nel caso del concorso per il Logo Italia cosa diversa sarebbe stata se le lettere agli organizzatori (sui vari dubbi suscitati dal bando) fossero partite dall'Associazione e non dai singoli, e questo anche tenendo conto delle successive enormi polemiche. Apprezzabile, a suo tempo, la proposta di Stefano Asili che, diciamo così, ci ha salvati in corner dall'assenza.
3) Verifica della nota normativa Icograda per i concorsi di design sulla base delle leggi e normative italiane in materia di appalti e concorsi e in particolare il Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163 "Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE" pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 100 del 2 maggio 2006 - Supplemento Ordinario n. 107.
Penso che alcune indicazioni contenute nella normativa Icograda non siano compatibili con le norme vigenti in Italia. Peraltro vedo che anche nei bandi definibili come "esemplari" non tutte le regole sono accolte; forse sarebbe il caso di cominciare a considerare la normativa Icograda solo un buon riferimento.
Comunque penso che una verifica vada fatta e in modo competente su tutta la normativa vigente. È possibile che dicendo che la normativa Icograda non è applicabile io prenda una cantonata e che mi sbagli ma esaminare la normativa che trovo in rete e un Decreto legislativo di 721.780 battute è superiore alle mia forze e capacità.
Comunque il continuo e ostinato sbandieramento e riferimento alla normativa Icograda lo considero una "lotta di retroguardia" e una forma di corporativismo. Per le gare, i concorsi, gli incarichi pubblici ci sono le leggi a tutelare e a regolare i rapporti tra cittadini o tra cittadini e istituzioni e i grafici, nonostante tutto, sono cittadini come gli altri.
Se questa verifica o problematica fosse affrontata in modo pubblico sarebbe un bel segnale o comunque, come dice Mario Piazza, uno degli elementi per "costruire un colloquio" con la Pubblica amministrazione. L'Assemblea Aiap e diverse fiere o congressi (Roma Forum Pa o Compa a Bologna) potrebbero essere occasione per la discussione, il lancio di premi o altro. Per la prossima edizione di Compa uno degli spunti di discussione è proprio il ruolo dei professionisti della comunicazione.
L'invito, ovvio, a operare secondo le leggi vale in ogni occasione e quindi, quando si ha il sospetto di comportamenti non corretti o addirittura non legali nella gestione di incarichi, gare e concorsi lo strumento più utile sono la denuncia pubblica e le azioni legali. Così ad esempio ha fatto Alberto Soi con il suo articolo pubblicato su "Progetto grafico" a proposito del logo turistico per la Sardegna. La denuncia ha provocato l'intervento della magistratura puntualmente documentata da SocialDesignZine. Non mi risulta e non capisco perché i tre vincitori a pari merito del concorso non abbiano fatto alcun ricorso. Non so se in altre occasioni che hanno avuto anche molta visibilità su Sdz, ad esempio il concorso per il marchio del Parco nazionale dell'Alta Murgia, le persone che si sono ritenute lese abbiano fatto qualche ricorso o denuncia legale.
Anche per l'evidente ricaduta sui concorsi ancora mi chiedo cosa stia facendo Aiap sul riconoscimento delle Associazioni previsto dalla riforma delle professioni intellettuali ma forse la cosa non interessa a nessuno.
Inserito da gianni sinni | 24.05.07 |
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commenti:
Che meraviglia i miracoli, le coincidenze. Questa mattina (24 maggio) proprio nel momento in cui Sdz pubblicava il mio articoletto (qui sopra) sul sito Aiap (http://www.aiap.it/news.php?ID=941) apparivano le misure per "la prevenzione e la cura dei mali dei concorsi". Ma proprio proprio nello stesso istante del mio articoletto inviato a Sdz il 22 maggio 2007 alle 11,54.
Bene, meglio così; a me è chiaro che Aiap, Sdz, io e tanti altri giochiamo la stessa partita dalla stessa parte.
Ad alcune, ma solo alcune questioni e proposte fatte da molto tempo "Concorsi: prevenire e curare" quindi ha dato una risposta. Di altro e del commento di Rauch, che ringrazio, ne parliamo tra qualche giorno dopo aver letto eventuali altri interventi, ammesso che le cose dei concorsi messe giu in questo modo, interessino a qualcun altro.
Domani alle 11 ci sarà ad Ancona una presentazione di "Progetto grafico" (http://sdz.aiap.it/...8211#commenti), dove, dopo gli interventi previsti, se a qualcuno interesserà potremo continuare a parlare di concorsi.
Bene, meglio così; a me è chiaro che Aiap, Sdz, io e tanti altri giochiamo la stessa partita dalla stessa parte.
Ad alcune, ma solo alcune questioni e proposte fatte da molto tempo "Concorsi: prevenire e curare" quindi ha dato una risposta. Di altro e del commento di Rauch, che ringrazio, ne parliamo tra qualche giorno dopo aver letto eventuali altri interventi, ammesso che le cose dei concorsi messe giu in questo modo, interessino a qualcun altro.
Domani alle 11 ci sarà ad Ancona una presentazione di "Progetto grafico" (http://sdz.aiap.it/...8211#commenti), dove, dopo gli interventi previsti, se a qualcuno interesserà potremo continuare a parlare di concorsi.
Alberto Lecaldano il 24 mag 07 alle 14:27
proprio ora ho ricevuto una e-mail da segnala@archimagazine.com con questa segnalazione:
GUIDA ALLA REDAZIONE DEI BANDI DI APPALTI PUBBLICI (LAVORI PUBBLICI, FORNITURE E SERVIZI). AGGIORNATO AL D.LGS. 12 APRILE 2006, N. 163 "CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI RELATIVI A LAVORI, SERVIZI E FORNITURE IN ATTUAZIONE DELLE DIRETIIVE 2004/17/CE E 2004/18/CE"
Autore: Stefano Gambula
Editore: Halley Editrice srl
Target: servizi tecnici, ingegneri
Formato: CD-Rom
Anno: novembre 2006
Codice ISBN: 88-7589-234-2
Prezzo (di copertina) Cd-Rom: 45,83 Euro + IVA 20% = 55,00 Euro
PER APPROFONDIMENTI O PER ACQUISTARLO: http://www.archimagazine.com/...htm
Stefano Gambula (Torino) è laureato in giurisprudenza ed è funzionario presso il servizio centrale contratti - appalti - economato della città di Torino - settore affari generali normative appalti.
Consulente presso enti pubblici e privati in materia di appalti di Lavori Pubblici, si occupa degli aspetti tecnico-giuridici delle procedure di evidenza pubblica e relative soluzioni interpretative con particolare riferimento alle zone d'ombra lasciate dalla normativa o inesplorate dalla prassi operativa.
Forse il signor Gambula ci capisce più di noi e la normativa se l'è letta sicuramente. Leggo: "con particolare riferimento alle zone d'ombra lasciate dalla normativa o inesplorate dalla prassi operativa" e questo mi ha permesso la segnalazione.
Forse è il caso di contattarlo e lavorare insieme.
Grazie, steve.
GUIDA ALLA REDAZIONE DEI BANDI DI APPALTI PUBBLICI (LAVORI PUBBLICI, FORNITURE E SERVIZI). AGGIORNATO AL D.LGS. 12 APRILE 2006, N. 163 "CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI RELATIVI A LAVORI, SERVIZI E FORNITURE IN ATTUAZIONE DELLE DIRETIIVE 2004/17/CE E 2004/18/CE"
Autore: Stefano Gambula
Editore: Halley Editrice srl
Target: servizi tecnici, ingegneri
Formato: CD-Rom
Anno: novembre 2006
Codice ISBN: 88-7589-234-2
Prezzo (di copertina) Cd-Rom: 45,83 Euro + IVA 20% = 55,00 Euro
PER APPROFONDIMENTI O PER ACQUISTARLO: http://www.archimagazine.com/...htm
Stefano Gambula (Torino) è laureato in giurisprudenza ed è funzionario presso il servizio centrale contratti - appalti - economato della città di Torino - settore affari generali normative appalti.
Consulente presso enti pubblici e privati in materia di appalti di Lavori Pubblici, si occupa degli aspetti tecnico-giuridici delle procedure di evidenza pubblica e relative soluzioni interpretative con particolare riferimento alle zone d'ombra lasciate dalla normativa o inesplorate dalla prassi operativa.
Forse il signor Gambula ci capisce più di noi e la normativa se l'è letta sicuramente. Leggo: "con particolare riferimento alle zone d'ombra lasciate dalla normativa o inesplorate dalla prassi operativa" e questo mi ha permesso la segnalazione.
Forse è il caso di contattarlo e lavorare insieme.
Grazie, steve.
Roberto steve Gobesso il 24 mag 07 alle 15:15
sinceramente ritengo un po' eccessivo dover utilizzare consulenze e/o prontuari giurisprudenziali (peraltro sicuramente validi) per partecipare a dei concorsi di grafica/comunicazione del valore massimo di 20.000 euro.
mi sebra che l'argomento del libro di Gambula sia più che altro da riferire al mare magnum dei bandi/appalti pubblici di tutt'altro livello, ancora più problematici dal punto di vista dei requisiti e delle pastoie burocratiche di turno.
io, che la mia laurea in giurisprudenza l'ho presa una decina di anni fa, il decreto sulle procedure per gli appalti l'ho letto, dato che come al solito i bandi, anche quelli impegnativi economicamente sono lacunosi e spesso contraddittori... e ne sconsiglio la lettura a chiunque non abbia parecchio tempo da perdere ad imparare il burocratese legislativo...
detto ciò la speranza è che un qualsiasi grafico di 20 anni alle sue prime esperienze di concorsi non abbia bisogno di un consulente legale per partecipare ad un concorso per il marchio di promozione turistica del ridente paese di Roccasecca per un importo di 300 euro lordi.
francesco colella
mi sebra che l'argomento del libro di Gambula sia più che altro da riferire al mare magnum dei bandi/appalti pubblici di tutt'altro livello, ancora più problematici dal punto di vista dei requisiti e delle pastoie burocratiche di turno.
io, che la mia laurea in giurisprudenza l'ho presa una decina di anni fa, il decreto sulle procedure per gli appalti l'ho letto, dato che come al solito i bandi, anche quelli impegnativi economicamente sono lacunosi e spesso contraddittori... e ne sconsiglio la lettura a chiunque non abbia parecchio tempo da perdere ad imparare il burocratese legislativo...
detto ciò la speranza è che un qualsiasi grafico di 20 anni alle sue prime esperienze di concorsi non abbia bisogno di un consulente legale per partecipare ad un concorso per il marchio di promozione turistica del ridente paese di Roccasecca per un importo di 300 euro lordi.
francesco colella
francesco colella il 24 mag 07 alle 16:39
in risposta a Francesco Colella:
però noi associazione non siamo solo grafici di 20 anni, e forse noi più vecchi, nei confronti di chi comincia, abbiamo anche la responsabilità di trasmettere informazione corretta e completa, proprio per evitare loro di dover affrontare, disarmati, papiri lunghi e complessi.
dobbiamo essere, come siamo, un'associazione di servizio, oltre che di scambio di idee: è il primo requisito per pensare di costituire un riferimento credibile.
e poi, le norme cambiano, è vero, ma non con questa travolgente velocità, e credo che in linea di massima possano coprire sia i concorsi più ricchi che quelli un po' più alla buona: avere per una volta, almeno una volta, una consulenza ad hoc sul tema dei concorsi di grafica potrebbe servire a dirimere controversie e scioglier dubbi per un po' di anni. poi, certo, bisognerà tornare a fare, per così dire, un tagliando.
credo che ce ne sia bisogno, perchè possiamo avere un quadro esaustivo e chiaro da subito, riducendo al minimo indispensabile le paludi dell'interpretazione. magari proprio tu, Francesco, che per formazione ne capisci sicuramente più di molti di noi, potresti essere l'interlocutore principe del consulente (che sia Gambula o meno). un caro saluto
ps per ricambiarti il favore potrei collaborare alla costruzione di un ordigno nucleare, quando l'Aiap dovesse decidere di dotarsene. al momento, però, mi sembra un progetto prematuro... ;-)
però noi associazione non siamo solo grafici di 20 anni, e forse noi più vecchi, nei confronti di chi comincia, abbiamo anche la responsabilità di trasmettere informazione corretta e completa, proprio per evitare loro di dover affrontare, disarmati, papiri lunghi e complessi.
dobbiamo essere, come siamo, un'associazione di servizio, oltre che di scambio di idee: è il primo requisito per pensare di costituire un riferimento credibile.
e poi, le norme cambiano, è vero, ma non con questa travolgente velocità, e credo che in linea di massima possano coprire sia i concorsi più ricchi che quelli un po' più alla buona: avere per una volta, almeno una volta, una consulenza ad hoc sul tema dei concorsi di grafica potrebbe servire a dirimere controversie e scioglier dubbi per un po' di anni. poi, certo, bisognerà tornare a fare, per così dire, un tagliando.
credo che ce ne sia bisogno, perchè possiamo avere un quadro esaustivo e chiaro da subito, riducendo al minimo indispensabile le paludi dell'interpretazione. magari proprio tu, Francesco, che per formazione ne capisci sicuramente più di molti di noi, potresti essere l'interlocutore principe del consulente (che sia Gambula o meno). un caro saluto
ps per ricambiarti il favore potrei collaborare alla costruzione di un ordigno nucleare, quando l'Aiap dovesse decidere di dotarsene. al momento, però, mi sembra un progetto prematuro... ;-)
stefano asili il 25 mag 07 alle 15:34
sono assolutamente in accordo sulla necessità di essere un riferimento credibile, non solo come associazione, ma anche da un punto di vista semplicemente professionale, altrimenti alla fine avrebbero ragione quelli che considerano i "grafici" a mo' di bozzettisti / esecutori.
non volevo escludere l'utilità di altre figure professionali e di consulenza...
insisto, la mia semplice speranza è che non ci sia SEMPRE bisogno di interpretazione delle farraginose regole sui concorsi e gli appalti (per non parlare dei brief, degli obiettivi di comunicazione, etc.), e questo secondo me deve valere a prescindere dall'età del grafico...
un minimo rispetto, anche se non sempre stringente, delle norme icograda, sarebbe apprezzato e gradito da parte degli enti banditori dei concorsi.
vedremo cosa succederà con siracusa...
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non volevo escludere l'utilità di altre figure professionali e di consulenza...
insisto, la mia semplice speranza è che non ci sia SEMPRE bisogno di interpretazione delle farraginose regole sui concorsi e gli appalti (per non parlare dei brief, degli obiettivi di comunicazione, etc.), e questo secondo me deve valere a prescindere dall'età del grafico...
un minimo rispetto, anche se non sempre stringente, delle norme icograda, sarebbe apprezzato e gradito da parte degli enti banditori dei concorsi.
vedremo cosa succederà con siracusa...
francesco colella il 25 mag 07 alle 16:02
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Credo abbia ragione, nel senso però che sono cittadini da tutelare come gli altri. La prassi vigente, quello che succede ogni giorno in tutte le gare che toccano la categoria dei grafici, mi sembra vada nella direzione opposta. I grafici non vanno chiedendo una normativa separata e speciale ma soltanto l’esercizio di una pratica vera di chiarezza, buon senso e trasparenza. Questo, lo ammetterà Alberto, che anzi è stato tra i primi a sottolineare il problema, non avviene e, anche se lui considera quella per le norme ICOGRADA una lotta di retroguardia, forse quelle poche regolette che continuamente invochiamo (e che non stiamo a ripetere per non tediare i lettori), sono un passaggio obbligato o perlomeno una base di riferimento praticabile.
Il decreto legislativo che Lecaldano cita (la cui lettura completa, lo ammetto, è superiore, ben superiore, anche alle mie, di forze!) sembra maggiormente diretto a ‘lavori pubblici’ di ben altra complessità e onere, dove i controlli devono essere diversamente impostati. Tra la costruzione di un tratto di autostrada o di una diga, e la progettazione di un marchio per un’amministrazione, ci sono parecchie differenze di ogni tipo e, anche se sempre di interventi pubblici si tratta, forse dovrebbero essere attivate regole congrue per ogni circostanza. In ogni caso, anche facendo valere per buono in ogni caso quel decreto non ci sembra che, nei casi che abbiamo frequentemente investigato, sia stato praticato né de jure né de facto.
L’occasione di riparlare di tutto questo poteva essere, o poteva essere stata?, l’audizione dell’AIAP alla Commissione Cultura della Camera, dove si era agitato il problema, credo, di una normativa più oggettivamente praticabile nella materia. E più rispettosa dei diritti dei ‘cittadini grafici’, o, se si vuole, dei ‘grafici cittadini’.
Di quell’audizione non siamo venuti a sapere più nulla. Speriamo sia solo per i tempi lunghi della burocrazia politica.
Andrea Rauch
andrea rauch il 24 mag 07 alle 07:37