Londra 2012
Questo articolo contiene un aggiornamento (06.06.07)In attesa delle prossime Olimpiadi di Pechino, scende già sulla pista del marketing mondiale la città che ospiterà quelle successive. È stato presentato ieri, dunque, il nuovo simbolo per le Olimpiadi di Londra 2012. Il nuovo simbolo sostituisce quello che era stato presentato per la candidatura nel 2003 della capitale inglese e di cui avevamo già avuto modo di parlare (male).
Il nuovo logo rappresenta, nella sua declinazione nei quattro colori celeste, arancio, verde e fucsia, i quattro elementi accesso, partecipazione, stimolo e ispirazione che racchiudono – dice il comitato organizzatore – lo slogan che caratterizzerà questa edizione londinese "I giochi di tutti".
Per questo le Olimpiadi di Londra vogliono essere connotate per lo spirito multietnico, che caratterizza la composizione stessa degli abitanti della città, e allargare la partecipazione attiva al pubblico più giovane.
Il simbolo è stato realizzato dalla Wolff Olins, agenzia di brand managing tra le più note al mondo, e sembra essere stato ispirato proprio da quest'ultima considerazione. Il disegno del marchio occhieggia, infatti, alle tag urbane dei writers rendendo la data del 2012, però, in una versione moderatamente corretta e aggraziata rispetto ad una scritta sul muro – un po' più da famiglie, si potrebbe dire.
Lo stesso simbolo sarà utilizzato, per la prima volta, sia per i giochi Olimpici che per quelli Paraolimpici.
Segnalazione di Antonio Minervini e Claudio Iezzi.
Aggiornamenti (06.06.07):
Molte le polemiche suscitate in Inghilterra alla presentazione del nuovo logo olimpico.
Questo articolo della BBC riporta diverse osservazioni sulla costruzione grafica del marchio.
L'attenzione sull'evento mediatico del nuovo logo ha portato l'associazione degli epilettici a denunciare uno spezzone del video promozionale come possibile causa (per gli effetti di rapido susseguirsi di colori) di attacchi di epilessia per gli spettatori. Lo spezzone è stato prontamente eliminato.
Fra i punti che hanno maggiormente attratto critiche, il costo del nuovo design che assomma a 400.000 sterline (un po' meno di 600.000 euro), anche se non sappiamo cosa comprenda tale cifra.
Le reazioni popolari negative al logo olimpico si sono concretizzate in una petizione online per chiederne il ritiro che ha già raccolto, al momento in cui scriviamo, 35.000 firme.
Inserito da gianni sinni | 05.06.07 |
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Simboli |
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commenti:
Ilaria il 05 giu 07 alle 09:00
Si è così sparato sull famoso cetriolo che questo, a mio avviso, non è da meno.
Credo che vada riconosciuto, comunque, il coraggio di progettare un "logo olimpico" diverso, a prescindere dal proprio gusto personale.
michele il 05 giu 07 alle 09:07
alberto lecaldano il 05 giu 07 alle 09:11
Boh il 05 giu 07 alle 09:18
bruno il 05 giu 07 alle 09:22
Solo dopo aver letto l'articolo della presentazione sono riuscito a scorgere le linee dei numeri.
Visto da lontano e di sfuggita sembra una macchia.
Molto più bello quello per pechino 2008.
francesco il 05 giu 07 alle 09:43
a riconoscere il segno!
E sono d'accordo con Boh... se anche a Londra stanno messi così... andiamo proprio bene!
PS. Credo che Zorro troverebbe pane per i suoi denti a riguardo!
cichi75 il 05 giu 07 alle 10:12
Di Wispirato al writing" poi questo segno ha ben poco, più probabile che l'ispirazione venga presa dal periodo in cui il writing cominciava a diffondersi in europa: colori e tipologia di forme indicano chiaramente gli anni 80. Dove è vero si parlava di "graffiti", ma in senso distorto e per nulla competente (tanto che graffiti è un termine sbagliato nell'indicare writing, aerosol art e tagging).
Che poi questo simbolo trasmetta quello che dovrebbe essere il concetto di sport e olimpiadi mi pare un po' forzato. Ma a chi interessa più se è giusto o meno ciò che un marchio dice? L'importante è che venga spinto e memorizzato bene, anche se comunica in modo sbagliato.
saurospagnol il 05 giu 07 alle 10:14
Gli va dato però atto, come dice Michele, di aver osato un'estetica "non olimpica".
stefano tonti il 05 giu 07 alle 10:30
Per il sondaggio:
http://www.bbc.co.uk/...ature.shtml
Roberto steve Gobesso il 05 giu 07 alle 10:35
Cmq complimenti a coloro che sono riusciti a farlo approvare.
indelebile il 05 giu 07 alle 10:52
Probabilmente quando si diventa grandi si crede di aver raggiunto il cielo con un dito.
michele il 05 giu 07 alle 11:00
Peccato che il primo impatto, come dicono gli inglesi, sia quello di una Lisa Simpson in ginocchio, intenta ad un rapporto orale con Bart
Sauro il 05 giu 07 alle 11:01
sono quindi in atto petizioni e 3.000 firme sono gia' state abbondantemente raggiunte.
Mi piace o non mi piace, sta diventando un nuovo gioco di societa'?
La credibilita' del progettista sta andando in crisi perche' non si assume responsabilita' (vuoto di contenuti) o perche' tutti possono dire tutto su tutto (in forma di chiacchere superficiali) ?
Antonella
Antonella il 05 giu 07 alle 11:44
i can't believe.
Antonio Sansica il 05 giu 07 alle 13:08
per me, qui in questo contesto, la seconda che dici.
Grazie.
Alberto Lecaldano il 05 giu 07 alle 14:48
SDZ non starete diventando populisti?!
Logo di m. + pubblico di grafici = consenso.
Scherzi a parte, mi associo ai commenti precedenti.ciao
gianluca il 05 giu 07 alle 15:04
Il lavoro messo in essere dai cinesi del gruppo di progetto del Beijing Armstrong International Corporate Identity* per l’emblema di Beijing 2008 – e, in un secondo momento, per il set dei 35 pittogrammi delle discipline sportive – è più in linea con la tradizione degli emblemi olimpici.
Tale “tradizione”, che si è consolidata nelle edizioni dei Giochi rafforzando il ‘brief’ iniziale deciso dal barone Pierre Fredi de Coubertin, vuole il simbolo composto di tre parti: la prima, il marchio, raccoglie in un segno le particolarità culturali, etniche e artistiche del Paese che ospita l’Olimpiade, cercando anche di ricordare lo spirito che ha sempre caratterizzato questa riunione sportiva, ovvero l’aspetto atletico/agonistico ma soprattutto l’occasione d’incontro, di festa, di gioia, per celebrare la fratellanza tra i popoli.
La seconda parte, il logotipo, segnala la città dove si tengono i Giochi.
La terza sono i cinque cerchi: il simbolo dei continenti che, per la maggior parte delle edizioni, sono stati declinati nei cinque colori: l’azzurro per l’Europa, il giallo per l’Asia, il nero per l’Africa, il verde per l’Oceania e il rosso per le Americhe.
Oggi, l’uso di questo marchio, è regolamentato dal Cio, il Comitato olimpico internazionale.
Il ‘Sigillo cinese della Pechino danzante’ contempla (in un segno) tutte le caratteristiche dei simboli che vengono definiti glocal, “è veicolo di quattro messaggi: la cultura cinese, il colore della nazione, il benvenuto della capitale agli amici di tutto il mondo e infine sfidare l’estremo, conquistare il perfetto e promuovere il motto olimpico ‘Citius, altius, fortius’: più velocemente, più in alto, con più forza” (fonte , (China.org. cn, August 6, 2003). Rispetto alla richiesta di essere global esso è festoso, dinamico, sportivo, marcando poi, in maniera fortemente local, la caratteristica culturale di una civiltà pittografica. Il tutto viene restituito in maniera cromatica – oltre che filologica – semplice e immediata, rafforzandone l’efficacia.
Nel prossimo numero di Progetto grafico (il 10, che uscirà nel mese di giugno) si parlerà anche di Olimpiadi, di Giochi olimpici e di identità visiva.
* Con più di 100 dipendenti nel ‘98 è l’agenzia che dà, al Comitato cinese, le direttive sulla progettazione di tutta la linea coordinata dell’identità visiva di Beijing 2008.
Roberto steve Gobesso
Roberto steve Gobesso il 05 giu 07 alle 15:14
(fonte www.china.org.cn/english/null/115893.htm, (China.org. cn, August 6, 2003).
Grazie
Roberto steve Gobesso il 05 giu 07 alle 15:22
Fables il 05 giu 07 alle 17:08
Mi sembra molto frutto del suo tempo (2007)... chi sa se nel 2012 sarà sempre gradito?
Interessante il quesito posto da Antonella:
"Mi piace o non mi piace, sta diventando un nuovo gioco di societa'?
La credibilita' del progettista sta andando in crisi perche' non si assume responsabilita' (vuoto di contenuti) o perche' tutti possono dire tutto su tutto (in forma di chiacchere superficiali) ?"
perchè Sdz non si interroga sul ruolo del gradimento pubblico nel successo della comunicazione visiva (e mi riferisco alle consegueze del mancato consenso, conseguenze anche catastrofiche)?
Roberta Rizzi il 05 giu 07 alle 18:16
vedendo questo marchi mi sembra che tutti abbiamo pensato: hey, cosa ci sarebbe scritto?, è ovvio però che l'aspetto più interessante sarebbe quello di indagare sulla genesi di un segno, se è supportato da qualche processo, se insomma il segno grafico è parte di un sistema più complesso oppure no. insomma qual'è la funzione in senso generale di un marchio per le olimpiadi e di questo marchio particolare?
leggendo la frase "Il nuovo logo rappresenta, nella sua declinazione nei quattro colori celeste, arancio, verde e fucsia, i quattro elementi accesso, partecipazione, stimolo e ispirazione" viene da pensare se è mai possibile che un simbolo grafico sintetico possa riuscire a comunicare un insieme così eterogeneo di concetti e se, in particolare, sia possibile progettare con intenzione un simbolo che comunichi tutte queste cose a tutte le persone (senza il bisogno di qualcuno che glielo spieghi).
dc il 05 giu 07 alle 18:28
Controllo la mia collezione di ID in cantina poi ti potrò precisare anche il semestre.
stefano tonti il 05 giu 07 alle 22:29
http://news.bbc.co.uk/...724245.stm
interessante
(via designobserver)
dc il 06 giu 07 alle 09:14
Roberta Rizzi il 06 giu 07 alle 09:45
lodovico gualzetti il 06 giu 07 alle 11:14
Londra 2012
spot pericoloso
Rischia di essere definitivamente ritirata la campagna pubblicitaria delle Olimpiadi. Visto in tv il logo in movimento provocherebbe attacchi di epilessia
guarda il video:
http://tv.repubblica.it/...ref=hpmm
antonio minervini il 06 giu 07 alle 11:17
bah, per quanto mi riguarda gli atticchi mi sono provocati da ciò che vedo nella sezione del sito "Create your own design".
Joanna Hughes prima di elaborare il suo design ha indubbiamento mangiato una peperonata fredda. Perchè bisogna coinvolgere il popolo in una cosa del genere?
Roberta Rizzi il 06 giu 07 alle 11:50
gab il 06 giu 07 alle 12:39
D'altra parte il nostro cetriolo.it è in grado di provocare attacchi di orticaria. panico e stati depressivi, gli inglesi non hanno niente da insegnarci!
stefano tonti il 07 giu 07 alle 08:41
http://mediacenter.gazzetta.it/...7
Tommaso il 07 giu 07 alle 11:07
vittorio il 07 giu 07 alle 11:09
graphic style subversion,
finalmente un logo no logo!!!!!!!
luciano il 07 giu 07 alle 17:24
questa schifezza cosa trasmette? la prima volta che l'ho visto ho pensato a un concerto rock, poi ai pezzi di un puzzle...tutto meno che accesso, partecipazione, stimolo e ispirazione. per non parlare del fatto che il "2012" l'ho visto solamente dopo averlo letto da qualche parte. e londra dove sarebbe rappresentata?
apprezzo il coraggio di aver presentato un logo "alternativo", di rottura con quelli passati, un logo dinamico...però come forme, colori e concetti proprio non ci siamo.
non so come alcuni possano difenderlo...è proprio l'esempio di come un logo non dovrebbe essere...
andrea il 08 giu 07 alle 01:15
lodovico il 08 giu 07 alle 09:46
francesco borrelli il 08 giu 07 alle 19:58
Edoardo il 13 giu 07 alle 22:22
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Ho la sensazione che in queste mega agenzie (vedi anche il caso del cetriolo.it) siano ormai in atto dinamiche simili a un concorso interno. Il risultato, dovendo essere approvato dal cliente, l'account, il brand manager, l'art director e altre figure iperspecializzate che neanche mi immagino ma che ci saranno, naviga spesso nella mediocrità grafica.
Stefano Tonti il 05 giu 07 alle 08:46