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design e cultura quotidiana

Il Consiglio nazionale del design

È stato insediato ieri ufficialmente dal ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli il primo Consiglio Nazionale del design. L'organismo, con sede a Milano, avrà i compiti, secondo quanto dichiarato dal ministro, di "ricerca, divulgazione, promozione, sperimentazione e l’obiettivo di costituire un incubatore volto a promuovere la cultura del design nella pubblica amministrazione, nelle aziende e nell’opinione pubblica". Si tratta dunque di un importante passo da parte delle istituzioni per la promozione delle potenzialità progettuali italiane e per il riconoscimento del valore economico che il design contribuisce a produrre nel paese.

Certo, ancora si sottolinea, nelle parole del ministro, il famigerato termine "creatività", piuttosto che "progetto", ma lo imputiamo ad un difetto di vocabolario che, speriamo, l'attività del Consiglio stesso aiuterà a superare e a meglio descrivere. Sogniamo un politico che sappia distinguere tra creativo e designer, tra comunicazione e pubblicità.

Vogliamo invece credere fortemente che l'istituzione del Consiglio, e l'attività che da questo deriverà, possa evitare in futuro gravi passi falsi come quello accaduto a proposito del marchio turistico dell'Italia: la promozione della cultura del design passa anche attraverso la trasparenza e la correttezza dei bandi di gara indetti dalle pubbliche amministrazioni.

E forse la sensibilizzazione della pubblica amministrazione verso la cultura del progetto in Italia poteva costituire il primo punto dell'azione del Consiglio, ma il ministro Rutelli ha invece indicato, forse per definire un oggetto concreto di attività, la segnaletica turistica come una delle priorità: "La segnaletica delle nostre città è brutta, nelle scuole, nelle stazioni, negli ospedali siamo molto più indietro di tanti altri Paesi. Possiamo migliorare, abbiamo le intelligenze e le capacità per farlo. E non è detto che un design più bello costi di più”.

Siamo lieti che si prenda atto della necessità di applicare il progetto di comunicazione visiva – come, d'altra parte, si fa in tutto il mondo – a tutto ciò che riguarda l'informazione ai cittadini, anche perché l'infografica è un campo dove si concentrano competenze specifiche, quali quelle della tipografia e dell'accessibilità, tipiche del graphic design (molte sono le esperienze, i seminari e i progetti in proposito di cui abbiamo parlato su queste pagine).

Ci permettiamo soltanto di suggerire a chi di dovere che in questo caso non si ripercorra la strada di mega appalti onnicomprensivi ("Rifare tutti i segnali d'Italia") come nel disgraziato caso del portale Italia.it, ma si scelgano piuttosto strade di design "sostenibile" e rispettoso delle competenze. La cultura del progetto in Italia è fatta anche della sua presenza diffusa sul territorio ed è questo un valore assolutamente da preservare.

Il Consiglio nelle parole di Giuliano da Empoli, direttore scientifico,  sarà "un advisor del settore pubblico per tutte le scelte che si fanno nel campo del design” ed è composto da 53 membri, fra i quali, siamo lieti di annoverare Cristina Chiappini, vice presidente Aiap.

Il Consiglio è composto da:
Giuliano da Empoli, Cynthia Orlandi, Flavio Albanese, Emilio Ambasz, Silvana Annicchiarico, Pio Baldi, Luca Ballarini, Stefano Boeri, Aldo Bonomi, Andrea Branzi, Francesca Calissoni, Giulio Cappellini, Cristina Chiappini, Antonio Citterio, Umberto Croppi, Mario Cucinella, Michele De Lucchi, Marco De Michelis, Gillo Dorfles, Carlo Forcolini, Leopoldo Fryrie, Massimiliano Fuksas, Maurizio Galante, Ernesto Gismondi, Giorgetto Giugiaro, Andrea Granelli, Piero Lisssoni, Italo Lupi, Ilaria Marelli, Enzo Mari, Stefano Marzano, Maria Grazia Mazzocchi, Alberto Meda, Ambra Medda, Alessandro Mendini, Ettore Mocchetti, Maurizio Morgantgini, Patrizia Moroso, Fabio Novembre, Donata Paruccini, Gaetano Pesce, Renzo Piano, Andrea Pininfarina, Davide Rampello, Carlo Ratti, Stefano Rolando, Beniamino Saibene, Marta Sansoni, Alberto Seassaro, Ettore Sottsass, Marco Stradiotto, Giovanna Talocci, Matteo Thun.

Inserito da gianni sinni | 22.06.07 | (15) | Pubblica Utilità | stampa |




commenti:

  Mi sorge spontanea la domanda se sia un altro inutile carrozzone...

Federico Panzano il 22 giu 07 alle 09:56

  Dubbio leggittimo, però meglio di niente e la presenza della Chiappini fa ben sperare. No?

Antonella Porfido il 22 giu 07 alle 10:39

  La presenza di alcuni grafici e/o designer che hanno lavorato anche come grafici mi conforta. Diamogli fiducia e vediamo cosa ne viene ... come si dice al mio paese "Piutost che nient l'è mei piutost"

lodovico il 22 giu 07 alle 11:10

  sarei tentata di far sgorgare una lacrimuccia per l'emozione...

ma è trattenuta da una giusta diffidenza mano nellamano con la speranza...

stiamo a vedere
e forza cristina
elisa

Elisa Leotti il 22 giu 07 alle 15:10

  strano, non mi hanno chiamato

db il 22 giu 07 alle 16:04

  speriamo davvero che faccia qualcosa di utile visto che siamo un paese con grosse potenzialità inespresse, che ha e ha avuto tante personalità di spicco, ma poca cultura diffusa del progetto e più in generale del bello. le grandi masse non sanno nemmeno cosa significhi la parola design. provate a chiedere al macellaio...

Giuditta Gentile il 22 giu 07 alle 16:12

  temo che il macellaio ne sappia comunque più di giuliano da empoli

dc il 22 giu 07 alle 16:44

  ...ed ecco a voi i nuovi arbiter elegantiarum...bleah...il design così rischia di diventare come la moda...che tristezza...

kukio il 22 giu 07 alle 17:25

  Soprattutto, cerchiamo di far capire il vero significato della parola Design...ormai qualsiasi imbecille che fa uno schizzo si autonomina Designer..

riccardo nardi il 25 giu 07 alle 18:17

  Speriamo non sia la solita iniziativa di facciata. Molti nomi sembrano scelti semplicemente perche' "famosi". Speriamo che l'aiap attraverso Cristina possa proporre qualcosa di sensato (e di pratico).

Mario il 27 giu 07 alle 12:03

  Fabio novembre, tra i consiglieri, ha scritto da noi il primo di una serie di articoli riguardo alla questione...

venite e parliamone, per far si che non nasca un nuovo scandalo italiano

link: http://www.officina-creativa.net/...

Dimitri il 29 giu 07 alle 01:59

  Forza Cristina, buon lavoro!
Chiaramente c'è molto altro, ma è positiva l'attenzione di Rutelli per la segnaletica: sarà perché sono un grafico, ma è una delle prime cose che osservo quando arrivo in un altro paese come indicatore della qualità media locale del design, ma anche - nella razionalità e accuratezza delle indicazioni fornite - del rapporto istituzione-cittadino di quell'area culturale.
Sono appena tornato da un viaggio nel nord della Spagna, e tra i souvenir ho portato a casa l'accuratissimo "Manual de senyalitzaciò urbana d'orientaciò" della regione catalana: penso che il 90% dei nostri amministratori non sospettino neanche che esista qualcosa del genere. Dettaglio significativo, pur essendo concepito come manuale tecnico a uso interno era in vendita in una libreria, indice di interesse diffuso per il design. Segnalo comunque un articolo sull'ultimo numero di "Qui Touring" - mensile del Touring Club Italiano - sulla triste situazione nazionale della segnaletica, in questo caso prettamente turistica.

stefano tonti il 01 lug 07 alle 15:04

  Finalmente un interessamento della politica a certi temi legati al mondo del progetto. E'un segnale certamente molto positivo e che apre una porticina alla speranza che in futuro vengano presi in considerazione anche altri ambiti di progetto, penso ad esempio a quelli legati al territorio e alla qualità della vita nelle grosse città. La mostra Vivi-Mi in Triennale è stata illuminante in questo senso.
Sinceri auguri non solo a Cristina Chiappini ma a tutta la commissione, le speranze credo siano ben riposte. Grazie! Portate alta la bandiera del Progetto!

Andrea il 03 lug 07 alle 11:45

  BRAVISSIMI E SEMPRE IN GAMBA.

MI RACCOMANDO NON SPRECATE QUESTA OCCASIONE PER COSTRUIRE UNA NUOVA LOBBY, CHIUDERE STRADE FINGENDO DI APRIRLE.

BENE, BENE COS', SEMPRE IN PRIMA LINEA QUANDO SI PUO ENTRARE A FARE PARTE DI UN NUOVO SINDACATO, DI UNA NUOVA CAMERA DI CONSIGLIO, DELL'ENNESIMA CLASSE DI PRIVILEGIO.
OTTIMI E PRESENTI AL MOMENTO DI PRENDERE TITOLI, CREARE ORDINI PROFESSIONALI, LIMITARE GLI ACCESSI.

TUTTO NEL NOME DELLA PROFESSIONALITà, CHE POI ALTRO NON è CHE QUANTO FARSI PAGARE. NEL NOME DELLA LOTTA AL DILETTATISMO, CHE ALTRO NON è CHE L'ENNESIMO MODO AFFINCHE CHI HA AVUTO UNA VITA SERENA E HA AVUTO LE POSSIBILITà PER SVOLGERE IL PERCORSO CHE QUELLI COME VOI HANNO DECISO ESSERE QUELLO GIUSTO, POSSA, ALLORA E SOLAMENTE ALLORA, ACCEDERE AI CONCORSI, AI POSTI, AI PREMI E ALLE LODI E AI PRIVILEGI.

MA DEL RESTO LO PREFERISCO ANCHE IO COSì. CREATE LOBBY, CASTE, PARTITI E SINDACATI. ORDINI PROFESSIONALI.

IL DISCORSO AMMETTO CHE è GENERICO E NON STRETTAMENTE LEGATO AL POST IN QUESTIONE. è UNO SFOGO E PERDONATEMELO- QUANTI NON SIANO IN GRADO DI ACCETTARLO.

OGNUNO TIRA ACQUA AL SUO MULINO, MI STA BENE, NON SONO UN RAGAZZINO E QUESTE COSE LE HO ACCETTATE ORMAI.
CAMUFFARLE DA BENE COMUNE, QUESTO è RIDICOLO.

BACIEABBRACCI.

bene così il 18 lug 07 alle 12:23

  Spero sia finalmente la volta buona che si possa fare qualche passo avanti riguardo l'intenzione, di cui sento parlare sin dai tempi dell'iscrizione all'università, cioè quella di istituire un Albo professionale per i laureati in Disegno Industriale. E’ mai possibile che a distanza di oltre 15 anni non si sia ancora riusciti a smuovere le acque e "un'intenzione" sia ancora rimasta tale?
A differenza di Architetti, Ingegneri e di tanti altri, noi Designer (e per designer intendo laureati in Disegno Industriale),non abbiamo un Ordine a cui fare riferimento, quasi come se la nostra sia considerata una laurea di serie B. Aspirare ad un Ordine/Albo non coincide affatto con il voler creare una lobby o una casta, perchè tanto "chi davvero vale alla fine emerge senza bisogno di fare capo a nessuna corporazione", come si legge fra questi commenti: si tratta semplicemente di voler vedere riconosciute le proprie competenze professionali. Con questo commento vorrei tirare in ballo questioni meno nobili e terribilmente più materiali, come ad esempio poter firmare ufficialmente un progetto, essere tutelati, avere un'assicurazione o una propria cassa previdenziale-pensionistica che ci eviti l'obbligo di versare oltre un quarto (percentuale in costante aumento da quando ho cominciato a lavorare) dei nostri compensi all'INPS alla pari, con tutto il dovuto rispetto, di chiunque altro lavori in proprio dopo aver fatto un corso di web-design per corrispondenza (=on-line al giorno d'oggi)!

simona il 23 mar 09 alle 16:06

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