La vita di Pegah
Pegah Emambakhsh, una donna iraniana rifugiata a Londra, sta per essere rimandata in Iran dove sarà messa a morte. Quale il suo crimine? Pegah è lesbica e la legge iraniana prevede per lei la lapidazione. Pegah Emambakhsh ha trovato rifugio in Inghilterra nel 2005, in seguito all'arresto, alla tortura e alla condanna a morte della sua partner. La domanda di asilo di Pegah è stata respinta dalle autorità inglesi, secondo l'Asylum Seeker Support Initiative di Sheffield, dove Pegah si trova rinchiusa in un centro di detenzione, perché non ha potuto fornire le prove della sua omosessualità. L'estradizione in Iran è stata rinviata al 28 agosto: la vita di Pegah è appesa al filo che la separa da questa data.Vale poco ripetere che la società iraniana è la più omofobica del mondo, come poco vale ripetere che la democrazia inglese è tra le più salde e tolleranti. In questo caso si viene a consolidare un’orrenda sinergia tra le due istituzionalità e il risultato potrebbe essere mostruoso: la lapidazione di una giovane donna di nulla colpevole se non di non obbedire a una legislazione fondamentalista che detta regole insensate e anacronistiche, impermeabili ad ogni diritto umano.
La legge iraniana, oggettivamente gestita da una manica di farneticanti e sanguinari omofobi, va fermata e, come primo atto, è necessario che l’Inghilterra receda dalla sua grottesca ‘non ingerenza’ che, se praticata in questa maniera ottusa, sarebbe complicità evidente con gli assassini.
Poi è necessario che le forze ragionevoli e civili iraniane prendano coraggio e comincino a far sentire la propria voce. Abbiamo tanti amici tra la grafica e la comunicazione dell’Iran: a loro ci sentiamo di chiedere ancora se c’è nulla da fare, se possiamo aiutarli a fare qualcosa, o se si debba assistere impotenti ad un crollo così rovinoso di ogni parvenza di civiltà.
Si può continuare a tacere ma allora dovremo considerare chi tace purtuttavia, complice di un regime che manda a morte una persona per le sue inclinazioni sessuali. In questo caso non prendere posizione equivale a una mano data agli assassini. La voce della ragionevolezza e dei diritti umani deve farsi sentire: anche nell’Iran fondamentalista, omofofo e regressivo di Ahmadinejad!
Inserito da ra.des | 23.08.07 |
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Società |
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commenti:
Tra il 40 e il 44 in Germania sono state messe a morte circa sei milioni di persone. I nazisti erano a casa propria, no? Andavano fermati, o no?
Fermare la legislazione significa, in questo caso, aiutare un paese a compiere il tragitto verso un'applicazione completa della carta dei diritti umani, fondamento delle Nazioni Unite, di cui anche l'Iran, fino a prova contraria, fa parte.
Fermare la legislazione significa, in questo caso, aiutare un paese a compiere il tragitto verso un'applicazione completa della carta dei diritti umani, fondamento delle Nazioni Unite, di cui anche l'Iran, fino a prova contraria, fa parte.
sergio il 24 ago 07 alle 09:22
caro Sergio,
tra il 40 e il 44 mi duole rilevarlo i nazisti avevano invaso e aggredito altri paesi sovrani, quindi possiamo dire che c'erano le premesse per un intervento (anche se le ragioni sono state, come rivela lo storico Zesima in uno splendido volume "Salvate il soldato potere", almeno da parte degli USA molto, molto, molto, molto meno nobili di quel che sembri).
i nazisti quindi quando fecero quel che fecero "non erano affatto in casa propria". la sua obiezione non regge anche alla luce di un'elementare considerazione storica.
che poi si cerchi di aiutare un paese con mezzi non coercitivi a migliorare, su questo sono assolutamente d'accordo con Lei.
cordialmente.
tra il 40 e il 44 mi duole rilevarlo i nazisti avevano invaso e aggredito altri paesi sovrani, quindi possiamo dire che c'erano le premesse per un intervento (anche se le ragioni sono state, come rivela lo storico Zesima in uno splendido volume "Salvate il soldato potere", almeno da parte degli USA molto, molto, molto, molto meno nobili di quel che sembri).
i nazisti quindi quando fecero quel che fecero "non erano affatto in casa propria". la sua obiezione non regge anche alla luce di un'elementare considerazione storica.
che poi si cerchi di aiutare un paese con mezzi non coercitivi a migliorare, su questo sono assolutamente d'accordo con Lei.
cordialmente.
furio detti il 25 ago 07 alle 20:53
Lunedì 27 agosto alle ore 18.30
Sit in presso l´Ambasciata britannica
in via XX settembre 80
protesteremo contro la decisione del Governo britannico di espellere Pegah Emambakhsh, che a causa del suo orientamento sessuale rischia la lapidazione nel suo paese di origine, l’Iran.
Pegah Emambakhsh si era rifugiata a Sheffield (Regno Unito) e chiediamo che le venga concesso immediatamente l’asilo politico definitivo.
Il volo per il suo rientro a Teheran è stato fissato per il 28 agosto (British Airways numero BA6633 delle 21.35 diretto a Teheran).
Ma che succederà se prenderà quel volo diretto in Iran? «Come lesbica sarà condannata a 100 frustate, per averlo ammesso in pubblico potrebbe essere lapidata».
Il governo italiano potrebbe salvare Pegah Emambakhsh. Il ministro Barbara Pollastrini ha lanciato l´idea di offrirle l´asilo, affermando «È un dovere compiere ogni verifica e ogni passo quando in gioco sono i diritti umani e la sicurezza di una persona. Il governo a tali principi si atterrà in modo serio e coerente».
L’iniziativa è organizzata da: Arcigay, Arcilesbica, Gruppo EveryOne.
Sit in presso l´Ambasciata britannica
in via XX settembre 80
protesteremo contro la decisione del Governo britannico di espellere Pegah Emambakhsh, che a causa del suo orientamento sessuale rischia la lapidazione nel suo paese di origine, l’Iran.
Pegah Emambakhsh si era rifugiata a Sheffield (Regno Unito) e chiediamo che le venga concesso immediatamente l’asilo politico definitivo.
Il volo per il suo rientro a Teheran è stato fissato per il 28 agosto (British Airways numero BA6633 delle 21.35 diretto a Teheran).
Ma che succederà se prenderà quel volo diretto in Iran? «Come lesbica sarà condannata a 100 frustate, per averlo ammesso in pubblico potrebbe essere lapidata».
Il governo italiano potrebbe salvare Pegah Emambakhsh. Il ministro Barbara Pollastrini ha lanciato l´idea di offrirle l´asilo, affermando «È un dovere compiere ogni verifica e ogni passo quando in gioco sono i diritti umani e la sicurezza di una persona. Il governo a tali principi si atterrà in modo serio e coerente».
L’iniziativa è organizzata da: Arcigay, Arcilesbica, Gruppo EveryOne.
anto il 26 ago 07 alle 07:56
Giova la seguente precisazione? E cioè che credo che il Detti voglia significare che non è lecito mandare i paladini di sua maestà per eliminare una classe dirigente monocratica e sanguinaria. Ma credo che anche il Detti sia d'accordo che in questo caso (e in molti altri di cui si sono resi responsabili le autorità della Persia) occorra, ancora una volta, esercitare tutte le pressioni per cercare di salvare una vita. E se un governo sovrano appoggiasse con mezzi e risorse finanziarie un gruppo che si opponesse al regime del proprio paese, credo che non avrei niente da eccepire.
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Vieri dei Cerchi il 27 ago 07 alle 14:27
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e che cosa deve fare, secondo le autorità inglesi? magari telefonare a una prostituta o pornostar disposta a farlo ed esibirsi in un Lesbo Show davanti alla commissione governativa? assurdo.
sull'idea che vada fermata la legislazione iraniana NON sono d'accordo, mi spiace ma il principio che a casa propria ogni popolo sia libero di darsi e leggi che vuole senza interferenze o ingerenze esterne è la cosa sola sensata da applicare se vogliamo eliminare le guerre - tutte nate dall'interessamento altrui a occuparsi e dirigere gli affari di un'altra nazione sovrana.
su questo principio anche se porta con sé il rischio terribile della sofferenza altrui, non credo si possa transigere.
solo la società iraniana ha il diritto di cambiare la sua classe dirigente e scegliere come vuole vivere. tutte le guerre di civiltà nascono dal fatto che si vuole imporre il proprio modello ad altri - indipendenti sovrani e di solito non consezienti.
trovo assurdo e sacrosanto invece negare aiuto e asilo a chi sfuggito dalla propria nazione ricerchi le condizioni di vita che preferisce. sarebbe si criminale impedire agli esuli il diritto di essere ospitati nel "mondo che desiderano", a patto che accettino in toto le regole del paese ospite.
furio detti il 24 ago 07 alle 08:51