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design e cultura quotidiana

Disinformazione marketing

Guerrilla marketing è una di quelle definizioni di cui tutti parlano e che vanno tanto di moda. È nata come forma di comunicazione alternativa (anche pubblicitaria) capace di utilizzare mezzi non convenzionali per ottenere visibilità anche con budget estremamente limitati ed è una tecnica spesso usata infatti per promuovere campagne a tema sociale.
Ma quando è una grande multinazionale o un'azienda pubblica ad usare queste tecniche fa lo stesso effetto stridente di uno stato che faccia anche controinformazione. La ricerca di sempre nuovi spazi pubblicitari raggiunge ormai livelli parossistici. Così l'Ataf, l'azienda dei trasporti pubblici di Firenze, quella con il biglietto più caro d'Italia, ha pensato bene di utilizzare le paline delle proprie fermate per ospitare pubblicità.

L'azienda pubblica fiorentina ha addirittura brevettato un sistema di "adozione" pubblicitaria delle proprie fermate. La scelta forse potrebbe essere discutibile — negli Stati Uniti, ad esempio, l'analogo sistema di adozione di tratti stradali serve per mantenere in buone condizioni il servizio, qui invece a giudicare dallo stato delle paline sponsorizzate serve solo ad intascare introiti —, ma sappiamo i risultati cui possono giungere gli uffici marketing quando vengono scatenati.
Ed infatti i cervelli dell'Ataf non si sono fermati qui.

All'interno delle informazioni sulle linee degli autobus, sulle stesse paline adottate, è apparsa una nuova linea, la linea Mc Donald. Un misterioso servizio attivo tra mezzogiorno e le due del pomeriggio, solo per stranieri, dato che le indicazioni sono esclusivamente in inglese.
Così i poveri viaggiatori — quelli muniti appunto del biglietto più caro d'Italia — mentre cercano faticosamente le informazioni per trovare la linea di autobus pubblici che li porti a destinazione, sono allietati nel trovarsi di fronte anche un intermezzo pubblicitario. In termine tecnico "pubblicità interstiziale".
C'è da temere che non sia che l'inizio. Presto si potranno sentire per la città culla del Rinascimento frasi come queste:

A.: "Mi scusi, come arrivo in Piazza Pitti?"
B.: "Guardi unn'è facile, ma se la piglia la Nike fino alla fermata Tuttosport di Farinelli Angelo e da lì la prosegue con la Walt Disney, la può scendere alla fermata Gino Lo Sciupacapelli che l'è lì vicino."
A.:"Ah, grazie"
B.:"Ma prego, 'un c'è di che."

La straordinaria innovazione dovrebbe essere probabilmente inserita nei piani di studio di tutti i corsi di laurea dedicati all'infografica, al wayfinding e a tutto ciò su cui si spende fatica allo scopo di trovare il modo per presentare in maniera corretta e funzionale le informazioni al cittadino
Perché perdere tempo sul disegno dei caratteri e la leggibilità, sulle scelte cromatiche e sull'accessibilità, sul design inclusivo e altre sciocchezze tipiche dei grafici? Metteteci dentro della pubblicità che fa sempre allegria.

A quando gli spot nei semafori?

Inserito da gianni sinni | 29.08.07 | (13) | Incubi | stampa |




commenti:

  Bene.
Finalmente hanno capito come trovare i soldi, il problema è risolto. C'è un solo problema che non riusciremo mai a risolvere qui in Italia: come usare quei soldi per migliorare i servizi e abbassare i prezzi al cittadino. Gli sponsor aiutano a far crescere la cultura, e se ancora non lo abbiamo capito, quei soldi non li avremo certo dai nostri politici. Sinceramente non mi da fastidio la guerrilla, la trovo una normale evoluzione della pubblicità, e poi c'è già da una decina d'anni. Per me l'unico futuro possibile è mediare con i privati (da usare solo come sponsor) , per migliorare il servizio pubblico.

gianluca il 29 ago 07 alle 09:14

  Mah, nulla di scandaloso, la guerrilla fa parte della spasmodica evoluzione del sistema pubblicitario. Volendo essere veramente pignolo potrei far notare che trovo più invadenti i cartoncini formato A5, ma in alcuni casi anche A4 che pendono da altezza naso all'interno dei mezzi pubblici. Ma anche questo è un sistema: pubblicizzare sempre, comunque, dovunque. Ben più complessa è la questione di come utilizzare i ricavi. Beh, in un paese qual è l'Italia, dove pare che i denari non bastino mai, sembra impensabile destinare dei proventi alle operazioni culturali, viste come una appendice più che come un'impellenza per il bene di tutti. Non mi stupirei poi se da qui a un po' saltasse fuori uno scandalo sui proventi pubblicitari derivati dall'affitto di questi spazi, scoprendo un calderone di sperperi privati a favore di questo o quest'altro dirigente dell'azienda ti trasporti pubblici di turno. Per carità, questo non vuole essere un moto di sterile diffidenza, ma di questi tempi oltre alle idee geniali, contemporaneamente pare ci debba arrovellare perché certe genialate vadano a buon fine. Comunque il sistema è facilmente controllabile: se le suddette entrate aumentano, grazie anche alla guerrilla e il servizio non peggiora, ma non migliora nemmeno, allora c'è qualcosa che non va. Buon senso e buona volontà.

Enrico il 29 ago 07 alle 11:01

  " scoprendo un calderone di sperperi privati a favore di questo o quest'altro dirigente dell'azienda ti trasporti pubblici di turno"

invece di cercare fantomatici sperperi privati a favore di dirigenti pubblici, si potrebbe cominciare a pensare allo sperpero pubblico (di spazio pubblico in questo caso) a favore di privati che, con una microscopica elemosina, espropriano gli spazi della vita collettiva

dc il 29 ago 07 alle 16:31

  Quello che trovo assurdo è l'enorme quantità di spazio occupato dai più vari messaggi. Se penso alle nostre strade provinciali (quindi non solo nei centri urbani) "piantumate" da cartelloni pubblicitari di ogni colore e formato mi chiedo se tutto ciò veramente serva a qualche cosa o solamente a rendere più brutto il nostro Paese. In luoghi più civili a noi vicini non è così. Come sempre poca cultura da parte delle Amministrazioni e poca cura dei luoghi che abitiamo e che dovremmo lasciare ai nostri eredi in buone condizioni.

lodovico gualzetti il 30 ago 07 alle 09:53

  Sarebbe opportuno ricordare un semplice principio: la necessità di monetizzare non giustifica qualsiasi comportamento. Se vendi tua madre o tua sorella, per esempio, sei un criminale.
Nonostante i pubblicitari possano dissentire, gli aspetti che sono costituenti la nostra storia, la nostra cultura e il rispetto dell'essere cittadini non possono essere oggetto di mercimonio neanche da parte degli amministratori della cosa pubblica.
Uno di questi aspetti è la toponomastica. Perché, altrimenti, non avere Duomo Trussardi o Castel Coca-Cola?
Il degrado di una città (a Firenze circolano squadre speciali di vigili urbani con la bella scritta Anti-degrado sulla divisa) e di una cultura è rappresentato anche da ciò. O no?

Alex il 30 ago 07 alle 11:19

  In questo articolo si parla di guerrilla, ed io sostengo la guerrilla. I cartelloni pubblicitari sono parte di un degrado, creato dall'ignoranza delle amministrazioni comunali che concedono spazi fregandosene, ma non sono guerrilla. L'esempio minuscolo semplice innocente gradevole all'occhio e inserito in un contesto, che ci propone SDZ io lo trovo intelligente per chi lo ha pensato. Intelligente perchè Mac Donald ha pagato per inserirsi e i proventi andranno ad ammortizzare (spero) alcune spese, tra le quali potrebbero esserci quelle del progetto grafico (?).
Quello che sostenevo nel post precedente era altro.
Io gradirei che il pubblico si interessasse al privato, per trovare i finanziamenti necessari a realizzare opere pubbliche.
Soldi che schifosamente vengono utilizzati dai politici per andare allo stadio al cinema e in treno e... per non combinare un c...o.
Non un Duomo Trussardi, ma Trussardi che finanzia il restauro la facciata del Duomo, è una soluzione. Attualmente ci pensano le Fondazioni....(che da noi hanno troppo potere)

gianluca il 30 ago 07 alle 14:58

  ma d'altronde cosa possiamo aspettarci da una città come Firenze?

komu il 30 ago 07 alle 17:23

  La pubblicità sulle paline ok, ma all'interno della segnaletica lo trovo davvero eccessivo e fastidioso. Magari non sono della città e devo raggiungere qualche luogo tramite mezzo pubblico...dovrei fare uno slalom visivo tra mcdonald e una concessionaria ford per trovare la linea 23? Tutti i bei principi dell'infografica possono andare a farsi benedire. Se a Firenze il servizio è già il più caro d'Italia e devono anche ricorrere a questi trucchetti credo ci sia qualcosa che non va.

Paolo R. il 30 ago 07 alle 20:02

  Eccoci!
Appunto e per scoprire che c'è qualcosa che non va basta andare a rifarsi gli occhi sui bilanci di queste società che pure contano degli amministratori da 100000 netti l'anno. Andate a vedere le spese del personale, dove vanno gli investimenti, come gestiscono gli introiti e vi rendete conto del fenomeno. L'ATAF, l'azienda dei trasporti fiorentini, è in stato prefallimentare da anni. Eppure il servizio pubblico per poter essere competitivo rispetto al privato e quindi costituirne un'alternativa realistica deve essere o più pratico (come in moltissime città europee, parlo però di paesi sviluppati) o molto più economico, anzi GRATIS. Si da il caso che invece il servizio è scarso e caro e infatti tutti vanno e andranno per sempre in macchina, anche se faranno mille tranvie, checché ne pensino. Ulteriore nota: i vertici dell'ATAF, così come tutte le altre s.p.a. a partecipazione del comune, sono appannaggio di portaborse non eletti, ex amministratori locali a fine carriera, compagni di partito in panchina, ma d'oro massiccio, come quella dei calciatori. E questa gente non ha la minima preparazione a svolgere il sertvizio a cui è stata deputata, però nei dibattiti pubblici hanno sempre da impartire lezioni.

Un altro esempio? L'ha già trattato egregiamente SDZ, la porcheria della Publiacqua. Tornatevelo a leggere e rendetevi conto in che mani sono i nostri gioielli.

Vieri dei Cerchi il 31 ago 07 alle 13:29

  Qualcosina ai semafori in effetti si è già vista.
Per quanto riguarda la comunicazione, e mi riferisco soprattutto a quella pubblicitaria, si dovrebbe imparare a riutilizzarla. Pervasività, non invasività!
Ma in questo mondo si gioca a chi alza più la voce a discapito a volte anche delle buone idee. E la questione riguarda, soprattutto, chi non sa come dire quel "molto poco" che si trova a dover argomentare...

parolamia06 il 01 set 07 alle 12:04

  IGP Decaux un anno fa si è premurata di smantellare e sostituire tutte le pensiline di attesa dei mezzi di superficie dell'ATM (L'azienda dei trasporti di Milano) con nuove pensiline di color grigio antrace dal design fresco e moderno, pagate dall'azienda stessa... in cambio, la totale gestione degli spazi pubblicitari ospitati nelle suddette pensiline. That's marketing, baby!

Trentin Quarantino il 01 set 07 alle 20:48

  Beh per una volta si può dire che in Italia siamo molto avanti... questo è il futuro!

ELMANCO / Stefano Ricci il 11 set 07 alle 16:13

  Almeno li spendessero bene tutti i soldi che intascano col biglietto più caro d'Italia... Per esempio, assumendo personale meno razzista: qualche tempo fa mi è accaduto più di una volta di assistere a episodi assurdi ("non ti ho aperto davanti perché mi stai antipatico", "torna al tuo paese e vaff...", ecc.).

Comunque il cartello indicante la linea McDonald's è pure sbagliato perché il fondo nero indica le linee notturne mentre questa circola all'ora di pranzo!

koan il 14 set 07 alle 00:15

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