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La Destra: il futuro con la nuca

Parlavamo pochi giorni fa della necessità, simbolica, di voltare le pagine, di chiudere i conti, anche iconografici, con i passati politici e andare avanti. Francesco Storace non ci sembra abbia raccolto quelle indicazioni e per la sua nuova sigla politica, la Destra, è andato raccattando tutto il vecchio armamentario fascista. Quello, per capirsi, che qualcuno aveva tentato di espellere, come dei fastidiosi e anacronistici calcoli renali, con la cura di Fiuggi. Il nome non può, per legge, richiamare il Partito Nazionale Fascista ma per il resto ci sembra che, a livello simbolico, Francesco Storace guardi decisamente al futuro con la nuca.
La sua Destra infatti porta come emblema la fiamma tricolore e (anche se uno dei gruppi della galassia neofascista, Azione Universitaria,  rivendica la paternità del marchio fino a ironizzare sui Copioni) sembra ben orgoglioso di fregiarsi di quel simbolo, tanto che i giornali di ieri riportavano con grande evidenza i tentativi fatti per riacquistare, con due milioni di euro messi gentilmente a disposizione da Berlusconi, il vecchio simbolo del MSI, Movimento Sociale Italiano, ancora una fiamma tricolore. Tutto un tripudio di ritorni al passato, dunque, un'apoteosi di conti mai chiusi, l’orgoglio di sentirsi ancora fascisti, senza se e senza ma. A gran passi verso il passato.

Chissà se, per dare una lustratina a quella fiamma, disegnata peraltro in maniera certamente non straordinaria, basteranno i buoni offici della signora Santanchè, pasionaria della destra, ma anche, naturalmente e per ineluttabilità di destino, icona italica della ‘sposa e madre esemplare’?!

Inserito da ra.des | 16.11.07 | (5) | Simboli | stampa |




commenti:

  Suvvia, cerchiamo di essere indulgenti, la nostalgia è sentimento assolutamente trasversale: anche la sinistra non solo non si è allontanta dall'armamentario simbolico comunista - "compagni e compagne", stelle rosse, falci e martelli - ma, addirittura, all'incerto confine tra l'adorazione laica della reliquia, necrofilia e archeologia, un ex ministro della Repubblica, il buon Diliberto nel 2007, dopo un commovente pellegrinaggio sui luoghi ove è iniziata una delle peggiori dittature del '900 che ha privato sino a l'altro ieri dei più elementari diritti milioni di persone, riesce a divertirci sognando seriosamente di portare a Roma una latro feticcio d'antan: la mummia imbalsamata di Lenin...
Suvvia siamo indulgenti...

Marcovaldo il 16 nov 07 alle 12:10

  BBBBBBBBLLLLLLLLUUUUUUUUUUUAAAAAARRRRRRRRRGHGHHHHHHHHH.......COF.......COF.........BBBBBBLLLL..........BBBLLLLL.........BBBBBBBBBBBBBBBBBLLLLLLLLLLLLLLLLUUUUUUUUUUUUAAAAAAAAAAAARRRRRRRRRRGHHHHHH...............COF...........COF.............COF................scusate..........è istintivo..............

gianluca il 19 nov 07 alle 10:50

  Come sopra. Solo un tantino più sonoro.

vittoria il 19 nov 07 alle 22:58

  Concordo con Gianluca.
Però, suvvia, è fin troppo facile dare addosso ai fascisti. Se proibiamo loro di usare i simboli che più li rappresentano, come fasci littorii e svastiche, cosa gli resta, poverini?
I soli simboli presentabili non sono nemmeno farina del loro sacco: la fiaccola, come il colore nero, sono vecchi simboli anarchici, e perfino il nome "Ordine nuovo", è risaputo, l'ha coniato Antonio Gramsci (con ben altri intenti, è chiaro).
Se sapessero leggere e scrivere bisognerebbe rimproverarli per la loro tendenza al plagio e invitarli a studiare di più.
Ma l'analfabetismo è un'attenuante. Solo per la grafica, però.

Mauro Zennaro il 22 nov 07 alle 16:58

  "compagno" è una delle più belle parole presenti sul vocabolario... cum panem, dividersi il pane, condividere la vita, le fatiche, le lotte... cazzo mi emoziona sempre!

daniele il 03 dic 07 alle 15:23

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Il marchio de La Destra. Sotto, il marchio di Azione Universitaria, l'ironia di Copioni, e il simbolo del nuovo MSI.  

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n. 366 del 11/06/08
ISSN: 2036-2277
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