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Simboli prossimi venturi

La politica italiana è in movimento e così la sua immagine. Il simbolo del Partito Democratico è appena stato presentato. Nei prossimi giorni assisteremo ad almeno altre due uscite pubbliche di simboli per altrettante nuove formazioni politiche. Vediamo di portarci avanti con il lavoro, come direbbe Beppe Grillo. Certo non ci troviamo di fronte ad una rivoluzione grafica come quella che caratterizzò, nel 1994 con la fine della prima repubblica, l'intero panorama politico italiano. Allora, come raccontavamo nel libro Partiti!, l'implosione dei principali partiti (Socialista, Comunista, Democrazia Cristiana) aveva dato la stura ad una girandola di micro formazioni — ogni potentato locale si era costituito la propria raggiungendo la ragguardevole cifra di 320 simboli presentati.
Oggi si tratta di nuovi raggruppamenti politici nati da fusioni, più o meno a freddo, di più partiti. Ds+Margherita per il Partito Democratico, Rifondazione+Verdi+Pdci+Sinistra democratica per la Cosa rossa, Forza Italia+Partito pensionati+Nuova democrazia cristiana (per ora) per il Popolo della Libertà, Storace+Mussolini per La destra.

Cerchiamo di vedere come il mondo politico sta affrontando il posizionamento simbolico collegato a queste novità.

Cosa rossa
Il raggruppamento di sinistra ancora non ha un nome accertato. L'ipotesi più accreditata fino a qualche giorno fa era La sinistra, ma Pecoraro Scanio ha messo il veto a meno che sia aggiunto anche l'aggettivo "ecologista". Problemi dunque anche per la realizzazione del simbolo che dovrebbe essere presentato il 9 dicembre. La procedura, ogni partito presenta 4-5 bozzetti, non aiuta certo a semplificare il processo di scelta.
Marco Rizzo non intende rinunciare alla falce e martello, di gloriosa e imbarazzante memoria,  i Verdi propongono di appropriarsi dello sfortunato e abbandonato simbolo dell'Unione, mentre Rifondazione punta ad un simbolo di mediazione: sfondo rosso con un bell'arcobaleno in evidenza.
Risultato probabile: nuovo partito ma simbolo ricucito da scampoli del passato stridenti l'un con l'altro. Da temere la solita inquartatura araldica.
[Per inciso pubblichiamo qui a lato la proposta di simbolo per La sinistra, ironicamente, ma nemmeno tanto, proposta nel 1991 da Andrea Rauch e Alessandro Savorelli, che rielaborava due icone 'sacre' per i movimenti progressisti quali la bandiera rossa e la colomba della pace di Picasso. Nello stesso periodo era appena stata presentata la Quercia di Bruno Magno per il  Partito Democratico della Sinistra di Achille Occhetto e molta parte della sinistra non si riconosceva in quell'albero.]

Popolo della Libertà
Con Berlusconi andiamo sul sicuro. Dall'inventore della neo-comunicazione politica ci possiamo aspettare un prodotto professionalmente realizzato all'insegna della rassicurazione. Fondo sfumato azzurro e tricolore. Un simbolo — sarà presentato a gennaio — che avrà insomma molta somiglianza con quello dei Circoli della Libertà della Brambilla.
Un'immagine che sarà molto più tradizionale rispetto a quella innovativa della bandiera di Forza Italia, disegnata da Cesare Priori nel 1994.
Dimostrazione che la creazione di un simbolo emotivamente funzionale e di successo riesce poche volte anche ad un maestro della comunicazione come il Berlusca.

La destra
Niente di nuovo. Un simbolo complicato e mal fatto da curva sud o, in altre parole, il fascismo in clip art.

Partito democratico
Sul simbolo del Partito Democratico si sono scatenate feroci critiche in rete e su queste pagine. Al di là dell'aspetto formale del simbolo, che rispecchia evidentemente il brief generico e ambiguo fornito, c'è un aspetto  su cui forse vale ritornare.
La comunicazione del Partito democratico, sotto la guida di Ermete Realacci, è affidata ad un'agenzia esterna, la InArea già nota, fra l'altro, per l'immagine coordinata del Comune di Roma e dell'Università La Sapienza.
Una scelta di cui sembra ci si vergogni un po', tanto da mandare alle agenzie il nome, come autore, di un "giovane grafico molisano" — ma a qualcuno sarebbe mai venuto in mente di parlare di un giovane grafico "lombardo"?
Sono finiti i tempi di Bruno Magno e degli uffici propaganda interni dunque, in un processo per certi versi simile a quanto è avvenuto per i marchi commerciali, anche se si stenta ad ammetterlo pubblicamente.
È un bene? È un male? Così è, in ogni caso.

La scelta di una comunicazione politica "professionale" ed efficacemente asettica, capace di utilizzare al meglio i mezzi e le tecniche di persuasione emotiva piuttosto che i contenuti, iniziata 13 anni fa da Berlusconi, è definitivamente compiuta.



Inserito da gianni sinni | 26.11.07 | (11) | Simboli | stampa |




commenti:

  partito democratico: più che il simbolo di un partito mi sembra un marchio per una pizzeria. C'è pure il ciuffo di ruchetta, che in pizzeria non manca mai.

la destra: secondo voi a chi la fanno fare la comunicazione, i fascisti? io davvero me lo chiedo... deve essere sempre lo stesso grafico, dai tempi della repubblica di Salò.

carlo il 26 nov 07 alle 08:19

  E' assurdo leggere ogni volta critiche "postume". Ma perché l'AIAP non si è proposta (visto che molti associati, e quelli che scrivono su sdz appartengono più a una cultura di sinistra) magari con un concorso di idee completamente gratuito (io avrei partecipato, per esempio)??? Perché sparare nel mucchio dopo che il danno è stato fatto? Che palle. Se questi sono i risultati (logo italia, pd, e tutti gli altri) vorrà dire che il livello progettuale in Italia è questo. Basso. C'è poco da fare. Perché l'AIAP non fa un cavolo per migliorare la situazione...

domenico il 26 nov 07 alle 10:19

  No ci smentiamo mai.

Per non entrare in facili criticismi dovuti da frustrazione per la poca tangibilità dell cose, mi viene da dire che tutto sommato il marchio del nuovo partito democratico sia quanto meno un minimo studiato e pensato e che (se non per quello, quantomeno per la più che decente normativa grafica redatta) sia da elogiare un lavoro che, per la politica italiana (berlusconismi a parte) è un caso più unico che raro (vedi appunto il simbolo de "la destra", fatto sicuramente dal nipote grafico del sottosegretario delle politiche dell'antani, senza offesa per il nipote!)

Credo piuttosto che, data la grande presenza di giovani studi ricchi di idee e che avrebbero la possibilità di contribuire alla crescità dell'italia del design e della comunicazione, ci si dovrebbe un pò allontanare dalle solite sfere delle amicizie politiche all'italiana (sicuramente InArea è un grande studio di comunicazione, me le fanno proprio tutte loro.. FS, la sapienza, comune di milano, comune di roma, ...) come i famosi bandi di concorso dove se non si è fatturato 1 ml di euro in un anno non si può partecipare!

Sarei stato orgoglioso di poter parteciare ad un concorso per il nuovo logo del partito democratico e ancor più fiero di vincerlo!

Francesco il 26 nov 07 alle 10:53

  per Carlo: i manifesti della repubblica di salò li disegnava Gino Boccasile, un grande professionista, anche se per me è impossibile condividere le sue scelte politiche

lodovico gualzetti il 26 nov 07 alle 14:14

  Due professionisti non potevano che lasciare il segno (migliore). Non sono di sinistra ma "chapeau" a Rauch e Savorelli per il simbolo "La sinistra"
Fossi Berlusconi li assumerei subito!

Marcovaldo il 26 nov 07 alle 18:48

  per Lodovico: forse non mi sono spiegato.
quello che volevo dire - e che mi ripropongo di studiare più a fondo- è che il lessico visivo della destra continua a essere lo stesso di quei tempi: è tetro e funereo, grossolano e retorico.
Continuano a parlare per allegorie e non per metafore, appunto come faceva Boccasile.

Carlo il 27 nov 07 alle 14:37

  Per me sono tutti perfetti.
Rispecchiano in modo ineccepibile la mancanza di cultura e di inventiva della politica italiana.

francesco il 27 nov 07 alle 19:18

  A titolo di informazione, il manifesto ha pubblicato nei gironi scorsi un'intervista allo storico, e impenitente comunista, Luciano Canfora, che ho ritrovato su un blog (settoredemokratico.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1699448). Il tema è quello della falce e martello - e Canfora è come sempre brillante e competente (indovinello : chi disegnò il vecchio simbolo del PCI su fondo blu scuro?). Riporto per brevita solo la domanda - e la risposta - che chiudono l'intervista:

"... torniamo al simbolo, se la sente di suggerire qualcosa?
Dovrei interrogare le Muse, mi dia cinque minuti.
(...)

Pronto, professore, cosa suggeriscono le Muse per il nuovo simbolo della sinistra?
Mi hanno fatto ripensare al mappamondo di Unità proletaria. Se lo ricorda? Non era male. Del resto siamo internazionalisti e l'unità del genere umano la predica anche il vangelo. Avremmo dei potenti alleati.

derzu urzala il 29 nov 07 alle 15:24

  ... qualcuno mi sa dire chi ha disegnato il logo della rosa nel pugno? io lo trovo magnifico a dimostrazione che ci sono simboli molto belli e anche se non mi rispecchio politicamente in quel mondo l'area radicale e socialista ha una serie di simboli di notevole valore... adesso che mi viene in mente anche la campagna per i repubblicani di Michele Spera era splendida...

vedi:
http://www.cartacanta.it/...ex.html

http://www.rosanelpugno.it/...i.jpg

antonio minervini il 29 nov 07 alle 16:14

  Vorrei segnalare l'analisi fatta sulle analogie tra il logo PD e quello AD.
Tutte le info in questo sito : http://www.sbloob.com/.../#comments

sara rossi il 30 nov 07 alle 10:27

  Ciao, vorrei sapere chi ha disegnato il simbolo del circolo della libertà.
grazie mille

elettra il 05 gen 08 alle 12:06

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I simboli del Partito democratico, de La destra, dei Circoli della libertà e la proposta per La sinistra del 1991.  

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