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design e cultura quotidiana

L’AIAP e la moglie di Cesare

Andrea Rauch

I risultati, comunicati nei giorni scorsi, del concorso per il marchio e il brand della città di Siracusa hanno scatenato il consueto parapiglia tra i nostri lettori e, immaginiamo, tra i grafici interessati. Poiché il vincitore era risultato Gianni Sinni, coresponsabile, insieme al sottoscritto, di Socialdesignzine, ci eravamo astenuti dal commentare e avevamo dato la notizia secca. Gianni, a metà del percorso di critica, ha ritenuto opportuno (soprattutto a fronte di alcuni commenti che, eufemisticamente possono essere definiti ‘troppo accesi’) dire la sua e precisare il percorso progettuale seguito. Non è bastato, naturalmente, e i commenti seguenti sono stati ancora più ‘accesi’ coinvolgendo il progettista, la giuria, l’AIAP, sdz e non sappiamo chi altri in accuse esplicite di mafia, disonestà, ipocrisia. Ovvio che i commenti che accusano la gestione del concorso di ‘mafia’ giudicano ‘un orrore’ il progetto vincente, qualificando quindi la giuria, oltre che del malaffare precedente, anche di imbecillità e incapacità professionale.

Non avendo personalmente partecipato al concorso in questione e non facendo parte di nessuna lobby particolare mi sono limitato a registrare la soddisfazione per la vittoria di un amico. Dopo le bordate e la virulenza delle accuse sono però andato a rileggere il bando di concorso che, come si ricorderà, era stato indetto dalla città di Siracusa con la collaborazione tecnica dell’AIAP che aveva provveduto a ispirare il percorso progettuale.
La giuria comprendeva , oltre al sindaco della città e al capo ufficio stampa, tre professionisti dal palmares ricchissimo, in alcuni casi leggendario: Mario Piazza, del direttivo dell’Associazione, Massimo Vignelli e Armando Milani. Va da sé che la partecipazione al concorso doveva essere rigorosamente anonima, proprio per evitare il malaffare, il sospetto, la mafia, la disonestà e l’ipocrisia, citando un nostro ‘acceso’ lettore.

I casi di incompatibilità erano esplicitati con pedanteria (si arrivava ai parenti di terzo grado per i componenti della giuria) ma tra questi non c’era, né crediamo potesse esserci, l’appartenza, in nessun grado, all’associazione dei grafici. Non poteva esserci perché, in tutta evidenza, l’AIAP non è certo un’azienda e la sua ragion d’essere è solo quella di promuovere e facilitare la bontà e la diffusione della grafica tout court e del lavoro, in particolare, dei propri associati. Lo aveva precisato, nella replica citata, lo stesso Sinni: "... Difficile pensare che darsi da fare per interessi collettivi possa comportare l'esclusione dalla propria attività professionale, concorsi inclusi... Se comunque qualcuno ritenesse di dover mettere in dubbio l'onesto operare della giuria non esito a consigliargli — come ho già fatto in altri casi su queste pagine — di rivolgersi direttamente alle autorità competenti."

Nel bando di concorso c'erano tutte le condizioni perché la giuria potesse lavorare senza pressioni né condizionamenti. Aspettiamo con curiosità le motivazioni dei risultati ma possiamo dire fin d’adesso che chi pensa che un designer come Massimo Vignelli possa aver consentito a pastette e camarille di basso profilo si meriterebbe di essere denunciato per 'ignoranza conclamata'.
Nel linguaggio dei blog quei commenti dovrebbero essere considerati solo dei troll, mirano a ‘fare casino’, e si meriterebbero di essere cancellati (per quanto riguarda le accuse gratuitamente formulate in altri paesi si sarebbe già passati alle vie legali).

Qualche parola invece per il commento di Alberto Lecaldano, che ipotizza una limitazione della partecipazione dei membri del direttivo AIAP ad attività concorsuali gestite dall’associazione, perché, dice lui, "... il concorso per Siracusa è stato gestito in modo esemplare ma il risultato lascia perplessi (ossimoro?!)". In spiccioli, la moglie di Cesare deve non solo ‘essere onesta’ ma anche ‘sembrare onesta’. Ci permettiamo di ribadire che una simile limitazione potrebbe portare solo al disimpegno, in seno all'associazione, di chi non vuole, per citare ancora Gianni Sinni, rinunciare all'attività professionale in nome di 'interessi collettivi'.
La riflessione di Lecaldano, pur non condividendola, merita comunque attenzione. Alberto ipotizza una discussione all’interno dell’AIAP, che porti a norme maggiormente garantiste per le attività istituzionali. Se ne occuperanno gli organi competenti dell’associazione e Lecaldano saprà far valere in quella sede le sue opinioni e avanzare le relative proposte.

Inserito da ra.des | 27.12.07 | (35) | Concorsi | stampa |




commenti:

  Molte volte si è dibattuto, anche negli anni passati, nei consigli direttivi sulla limitazione della partecipazione dei membri del Direttivo a concorsi gestiti o patrocinati dall'Associazione trovando un eventuale divieto inaccettabile in quanto anche i consiglieri come soci professionisti pagano la quota sociale ed hanno gli stessi diritti nella partecipazione a tali concorsi.
Potrei capire se fosse una gara ad inviti, dove ovviamente si sanno i nomi dei partecipanti, ma in questo caso come in altri concorsi gestiti dall'Aiap la regola basilare dell'anonimato è sempre stata rispettata pertanto la giuria non può assolutamente sapere di chi sono gli elaborati che selezioneranno.
Si può discutere semmai della scelta in termini estetici, pratici, funzionali, ecc. sulle scelte fatte dalle varie giurie e ciò rientra sui gusti soggettivi di ognuno di noi.
Personalmente del marchio di Gianni Sinni non mi piace il disegno dei suoi delfini (in riduzione perdono molti elementi) come potrei discutere ore e ore sulla scelta del lettering, ma ripeto ciò è una mia opinione e critica soggettiva.

Giò Fuga il 27 dic 07 alle 18:32

  Personalmente credo che la discussione debba centrarsi non sulla bontà (vera o presunta) dell'organizzazione di un concorso che ha visto coinvolto in prima linea anche l'AIAP. Piuttosto è da porre in rilievo la mediocrità del risultato. O meglio la scelta di un segno grafico davvero approssimativo e di scarso valore progettuale.

Insomma, se prendiamo in considerazione il fatto che l'AIAP ha giocato un ruolo fondamentale e che in giuria c'erano nomi importanti, penso sia giusto che qualcuno si infervori per lo scadente e a tratti ridicolo progetto vincitore.
Anche se, pensandoci bene, l'AIAP ultimamente ci sta un po' abituando alla mediocrità. Forse è arrivato il momento di ripensare l'AIAP e di svecchiare un po' questo "club storico" fine a se stesso.

Buon anno a tutti.

domenico il 27 dic 07 alle 19:43

  la posizione di Lecaldano è come minimo corretta: sollecita una discussione.
Non sono ancora socio ma questa faccenda mi allarma un po'.
Discutere e darsi delle regole è democratico, oltre che corretto. Seguirò la questione e questo influenzerà la mia decisione di associarmi o no.

secondo punto. tutti noi conosciamo la levatura di Massimo Vignelli. La sua presenza in giuria mi ha convinto che la scelta sarebbe stata fatta su basi ogettive.
Qui non si tratta di criticare il vincitore, ma diciamocelo, tutti i 22 selezionati non si sono allontanati di molto dall'araldica. Belli o brutti che siano sono sempre fiacchi dal punto di vista della comunicazione.
Ora: è mai possibile che 400 grafici da tutto il mondo non siano riusciti ad andare oltre? se ci fosse stato di meglio Vignelli se ne sarebbe accorto. o no?

Insomma, perché non ce li fate vedere tutti e 400?
grazie,
Carlo

carlo il 27 dic 07 alle 20:50

  non ho potuto partecipare o mglio non so se sono stato preso in esame dei 400 arrivati perchè le poste italiane hanno fatto un macello... la mia partecipazione è qui.. se volete giudicarla...
http://www.freewebs.com/...test.htm

per quanto riguarda le critiche rivolte a sig. Sinni cmq c'era uan che evidenziava un problema di interpretazione del segno, la scritta siracusa a primo impatto sembra che ci sia scirtto Siracisa...e su questo forse dubbi non ci sono.
A me ilk segno non dispiace.

fabio il 27 dic 07 alle 22:21

  Può essere che leggo male... e scusate questa mia continua attenzione.
Forse la questione di incompatibilità non si pone. Effettivamente mi vien difficile da profano tentare interpretazioni diverse dalla lettera della norma. Nel bando si parla di società e voi siete un'associazione. Ma allora a che serve quella norma? Se la norma esclude Altri ma non anche gli organizzatori del concorso, la sua utilità è monca, a parer mio. Perchè mi sembra inopportuno che un membro del consiglio direttivo e socio (professionista?) Aiap, nonche direttore di questo periodico online che fa riferimento all'Aiap, possa partecipare ad un concorso a premi organizzato dalla stessa associazione.

Non lo dico solo io. Lo dite anche voi al nono comma dell'art.14 del vostro Statuto: "I membri del Consiglio non possono [...] partecipare a concorsi e gare promosse e gestite direttamente dall’Associazione ove siano previsti premi."

Forse la questione di incompatibilità non si pone ex bando. Ma che vi sia qualche problema ex art.14 dello statuto Aiap?

Michele il 28 dic 07 alle 11:17

  Bravo Michele, hai centrato il punto: non sono disonesti, sono semplicemente stupidi.
Poco mi interessa del vincitore, ma è incredibile che tra 400 partecipazioni (ricordiamo un concorso internazionale e con un premio che avrebbe fatto gola a qualsiasi studio anche affermato) i 26 progetti mostrati siano così simili (eufemismo: per l'analisi vedi altro mio post in "Sinni Siracusa"): l'unica possibilità è che abbiano fatto tutti un percorso comune (e che secondo me porta solo all'AIAP, ma questo di per sé non è un reato).
A me è questo che fa rabbia: non tanto i 15mila, non ho mai pensato di vincere, ma ci hanno negato anche la vetrina, la soddisfazione di poter dire "ci sono anch'io": no, meglio mettere progetti tutti uguali, ripeto alcuni con lo stesso slogan.
Beh questa è stupidità, mi viene da pensare che se anche i progetti "simili" fossero venuti veramente da realtà diverse, la giuria avrebbe dovuto avere un minimo di sensibilità in più e sceglierne di più vari e meglio rappresentativi delle proposte inviate.

L'importante è non smettere di provarci e di crederci, però come partecipante o come membro del consiglio, qualche regola Sinni l'ha infranta (in buona fede? lo può dimostrare solo lui, rinunciando eventualmente al premio)

Ciao

Massimo il 28 dic 07 alle 12:12

  Sto seguendo la questione da un po' e sono davvero perplessa.
A mio avviso la partecipazione di Sinni resta irregolare a prescindere dai giochi di parole usate per giustificare l'Associazione (che non è una Società...).
Inoltre si evidenzia una netta incompatibilità con lo statuto Aiap che non lascia spazio a ulteriori dubbi.

Visto l'anonimato del concorso è plausibile che il progetto di Sinni sia stato scelto come vincitore, ma nel momento in cui emergeva l'identità del progettista il risultato doveva essere annullato (come da regolamento e da statuto).

Il commento di Massimo fa poi emergere questa indiscutibile verità:
"Mi sembra incredibile che su 26 progetti mostrati ci sia una quantità sospetta di progetti "simili" con temi che si ripetono: i delfini (2, chissà perché poi), l'apostrofo sotto la "S" (3 progetti, deve essere il famoso apostrofo siracusano?), i gradini, il simbolo floreale sopra la "I" (addirittura 3 dello stesso colore), due addirittura con lo stesso slogan ("sa amare")"
e davvero non so come si possa credere che tutto questo sia una coincidenza.

Trovo che tutto quello che sta succedendo attorno a questo concorso sia davvero grave, e trovo inopportuno trattare ancora la questione in questa sede, dove etichettano le motivate critiche mosse come lo "scatenarsi del consueto parapiglia tra i nostri lettori".

La questione è seria, e come ho già detto in altre sedi ritengo ingiusto che la mia città sia rappresentata dal simbolo di una tale beffa.
Appoggio i commenti propositivi dei molti che invitano a pubblicare la totalità dei progetti presentati. Credo che sia necessario fare qualcosa di più concreto per richiedere l'annullamento dei risultati.

Cr*st*na il 28 dic 07 alle 12:19

  “Trovo che tutto quello che sta succedendo attorno a questo concorso sia davvero grave, e trovo inopportuno trattare ancora la questione in questa sede, dove etichettano le motivate critiche mosse come lo "scatenarsi del consueto parapiglia tra i nostri lettori".

Cristina trova che sia inopportuno continuare a trattare un tema di tal rilevanza su sdz che continua a considerare la vicenda come un “consueto parapiglia”. Il rimedio è semplice. Non inviare più commenti a sdz e indirizzarli invece dove si tengano nella giusta considerazione commenti di tale rilevante e ponderata complessità.

sdz

sdz il 28 dic 07 alle 12:39

  Debbo dire che la cosa che colpisce di piu' e' la violenza di certi commenti magari anche da parte di persone che non sono mai state sfiorate dall'idea che si possa "perdere il proprio tempo" per l'associazione senza remunerazione, e proprio per questo sono i piu' sospettosi (chiaro esempio di dilagante "cultura del sospetto"). Anzi, inviterei tutti a sospettare di loro stessi (per cominciare).

Personalmente ho partecipato a concorsi (non gestiti dall'aiap) in cui il sospetto (per usare un eufemismo) era dovuto ad una serie di "situazioni anomale", gia' molto prima della chiusura dello stesso, cosa che ho segnalato a tempo debito all'associazione. Ritengo che se qualcuno abbia qualcosa (di serio) da dire su questo concorso possa farlo nelle sedi opportune.

Per quanto riguarda le regole e il tema "conflitto di interessi", di cui bisogna discutere prima, e non dopo i concorsi, debbo dire che la proposta di Lecaldano (temporanea incompatibilita' con i concorsi gestione aiap per i membri del consiglio) ha una sua logica e risponde ad un problema reale, soprattutto in una prospettiva di crescita di ruolo dell'associazione verso le autorita'.

Per funzionare l'avvicendamento dei soci nelle cariche dovrebbe essere sufficientemente rapido (rinunciare ai concorsi per 10 anni sarebbe troppo!). E credo sia questo il vero problema sottolineando che ne esiste, in parallelo, anche uno di "vocazioni" (a ricoprire cariche non retribuite).

p.s. Il progetto (con il marchio ovviamente) aspetto di vederlo realizzato.

Mario Fois il 28 dic 07 alle 13:03

  Sgombriamo il campo da ipotesi di "inciuci" e "losche macchinazioni". A quale scopo o interesse, dividersi il malloppo del premio? Prendere il potere di gestione globale dei marchi?
Resta confusa l’indignazione di taluni, tra il risultato qualitativo del marchio vincitore e la presunta incompatibilità di Gianni Sinni. L’una motivazione sembra quasi dare forza all’altra vicendevolmente in una escalation che si autoalimenta.
L’obiezione mossa alla violazione del regolamento non ha niente a che fare con i giudizi qualitativi del lavoro vincitore. Le due cose sono da tenere nettamente separate.
Chi non ritiene tale il lavoro vincitore, dovrebbe contestare la prassi e il metro di valutazione della giuria, e se vi sono le motivazioni, il ruolo e la gestione dell’Aiap.
Piuttosto, una discussione sull'utilità dei concorsi e sulle modalità delle organizzazioni deve continuarsi a fare, visto che il problema continua ad essere irrisolto.
Se troppo rigidi e selettivi, generano i malumori e i pessimi risultati di gestione, vedi concorso Milano. Se più ampi e accessibili, generano i malumori e sospetti, vedi concorso Siracusa. Se addirittura accessibile solo a poche realtà attraverso il metro economico, generano il risultato ormai arcinoto del marchio Italia.
Cerchiamo insieme di trovare una strada che funzioni.
Personalmente ritengo utile che l’Aiap provi a dare un apporto in tal senso. Quando non viene interpellata, ed è nella stragrande maggioranza dei casi di concorsi di amministrazioni pubbliche di tutta la penisola, i risultati non sono certamente migliori ma sicuramente ancora più discutibili.
Ricordo in ultimo che nel caso marchio Italia, l’Aiap, si è fatta carico di contestare, criticare e aprire un tavolo di discussione sull’argomento, assumendo un ruolo rappresentativo di tutta la comunità grafica, soci e non soci. Questa non è una difesa dell’Aiap, ma anzi una richiesta di assunzione di maggiori responsabilità.

Antonio Giancontieri il 28 dic 07 alle 16:26

  Le polemiche sulla vittoria di Sinni mi sembrano spesso eccessive e gratuite, ma è pur vero che l'incompatibilità della sua vittoria è conclamata (vedi sia regolamento concorso che regolamento aiap già citati)

Nessuno osa mettere in dubbio l'onesta, la professionalità (e la bravura) di Sinni ma se fossi in lui rinuncerei al premio e alla vittoria, proprio per volare al di sopra delle polemiche e dimostrare di essere vincitore suo malgrado. Sarebbe un gesto di grande onore e l'occasione giusta per dimostrare concretamente che anche in Italia (e nella nostra comunità di grafici) esiste un codice ed esistono le persone per bene

Sinni fai un passo indietro, sarebbe un grande passo avanti per tutti noi.

Luca il 28 dic 07 alle 17:51

  Io sono sicuro che la giuria abbia scelto con onestà il lavoro. A me non piaceil logo, ma questo è un altro discorso.

La cosa che mi sembra importante è che dallo statuto dell'Aiap, all'art.14 comma 9 emerge un divieto ben preciso: I membri del Consiglio non possono [...]partecipare a concorsi e gare promosse e gestite direttamente dall’Associazione ove siano previsti premi. Lo Statuto è all'indirizzo http://www.aiap.it/...enti/71/8041. Il Sinni è nel Consiglio direttivo? Dal sito si apprende di sì; basta visitare questa pagina http://www.aiap.it/...menti/71/8039
Se nel bando nulla si dice, a ciò sopperisce la serietà di chi ha scritto lo Statuto dell'Aiap e di chi ha pensato alla buona regola.

...ma, ripeto, può essere che leggo male -io sono un profano in materia di leggi e regolamenti. Forse non dice questo l'art. 14 dello Statuto. Interpreto male. Ma se così non fosse chi ha un interesse legittimo dovrebbe far valere le proprie ragioni: i soci dell'Aiap (che potrebbero pretendere il rispetto di quanto hanno sottoscritto, lo Statuto), i partecipanti al concorso (l'esito sarebbe stato differente) e il Comune che ha co-organizzato il concorso (e, anche, per questioni di immagine).

Detto ciò, mi dileguo, grazie e buona fortuna.

Michele

Michele il 28 dic 07 alle 18:22

  Sono perplesso... molto perplesso... sono socio Aiap perchè credo nell'associazione, nella sua etica e nella indubbia professionalità degli associati tutti. Molti sono stati i commenti, molto è stato scritto, pensato, detto. Non credo che il problema scatenante di tutte le critiche sia la "legittimità alla partecipazione" del vincitore. Credo che il punto sul quale discutere sia: COME PUO' VINCERE UN CONCORSO UN PROGETTO CHE INFRANGE LE REGOLE BASILARI CHE CI VENGONO INSEGNATE A SCUOLA? Riproducibilità e leggibilità anche a dimensioni minime (provate... provate... e vedrete cosa NON leggerete...), immediatezza del logotipo (siracysa?... sirocvsa?...) rispetto del Brief (il progetto vincitore è, o sarà, un BRAND che raccolga le sfide di comunicazione?). Le giurie sono, ovviamente, eterogenee e talvolta la scelta finale può essere un compromesso tra i vari giurati... conta più la professionalità o il gusto personale? Sono perplesso... ogni professionista che abbia partecipato al concorso voleva vincere, sperava di vincere... ma se non avesse vinto avrebbe voluto che il progetto vincitore fosse stato migliore del suo... onore alla professionalità! Evidentemente così non è stato... peccato. Aspettiamo le motivazioni delle scelte operate dalla giuria e poi... cosa pensano VERAMENTE del risultato i professionisti che ne hanno fatto parte. Io continuerò a partecipare ai concorsi "aiappizzati" sperando di vincere o di vedere vincitore un progetto migliore del mio...

Marco Guerrieri

Marco Guerrieri il 28 dic 07 alle 22:37

  "...sono socio Aiap perchè credo nell'associazione, nella sua etica e nella indubbia professionalità..."

stiamo parlando della stessa associazione che ha scelto un vincitore indegno nel concorso per il logo dell'informagiovani di milano e dell'associazione che ha scelto 2 loghi simili in quello di Siracusa?

Complimenti per la professionalità!

Ritiratevi

Maurizio il 29 dic 07 alle 01:24

  Mah... (a proposito dell'incompatibilità della partecipazione di Sinni) credete che un'associazione come l'AIAP e un professionista come Sinni si squalificherebbero così tanto per soli 15.000 euro (tassati, credo e quindi al netto meno) ?
Forse magari seguirà un ingaggio più renumerativo o forse c'è stato sola confusione...ma non credo ci siano chissà quali e quante mosse dietrologiche in questa vicenda.

anna il 29 dic 07 alle 02:01

  "la comunicazione vince la grafica". Questo mi insegnava all'ISIA Massimo Dolcini, e questo tento di applicare alla professione tutti i giorni. Nella mia città si vedono 6x3 anche di studi blasonati in cui non si capisce niente. Sono puri esercizi di stile, ma allora se ci si occupa di grafica di pubblica utilità qual è lo scopo, il mezzo, se non "far comprendere"? Credo che un logo, un progetto, un manifesto finalizzato a un servizio pubblico debba essere innanzitutto leggibile, chiaro e pulito. Purtroppo invece si vuole stupire, essere originali a tutti i costi... Allora perché progettare per il pubblico? Il logo di Siracusa è l'ennesima riprova: fatto dai grafici, scelto dai grafici, e il cittadino non ci capirà nulla...

Adrian F. il 29 dic 07 alle 12:24

  Sono totalmente d'accordo con Adrian F. Aggiungo che a me hanno insegnato (ed ho a mia volta insegnato in una accademia privata) anche che un logo DEVE NECESSARIAMENTE ESSERE riproducibile con un timbro ad inchiostro. Forse si tratta di molti anni orsono, e chiedo venia per questo. Forse oggi la documentazione circola per lo più in formati digitali e questo effetto di riproducibilità, cui aggiungo l'antica fotocopia, non è più necessario. Ma mi chiedo e vi chiedo, quanti dei loghi presentati in questa prima preselezione si presta a quei tipi di supporto? Io ne ho intravisti forse tre. Inoltre credo che sia l'inesperienza di molti partecipanti che ha portato al banale fraintendimento dell'interpretare il logo in versione monocromatica con una scala di grigi. Certo, si tratta si di monocromia, ma la riproducibilità in tinta piatta? E la riproducibilità su grandissima scala? Dove e come è stata rispettata? A me pare solo in pochissimi esemplari davvero ben disegnati, almeno dal punto di vista delle caratteristiche peculiari alla riconoscibilità e inequivocabilità. Fra cui a mio avviso non rientra il primo classificato, nè la menzione speciale (il secondo e il terzo si!). Mi chiedo e chiedo a voi: esistono ancora dei canoni imprescindibili e oggettivi (cioè che prescindano dal gusto personale) di progettazione e comunicazione? Se si, come io credo che sia, chi all'interno di una giuria deve valutarli, riconoscerli e chiederne il rispetto in ambiti come questo?

anna2 il 29 dic 07 alle 13:28

  un paio di cose perche' vedo un po' di confusione:

- Art !4, coma 9 dello statuto, quando si dice che "I membri del Consiglio non possono coprire incarichi permanenti retribuiti dall’Associazione e partecipare a concorsi e gare promosse e gestite direttamente dall’Associazione ove siano previsti premi" non si allude a gare "di enti pubblici" a cui l'aiap fornisce supporto tecnico, ma a concorsi indetti direttamente dall'associazione. Legalmente quindi l'incompatibilità non esiste.

- concorso "informagiovani", casualmente il concorso e' stato vinto da una giovane grafica di Roma (capirai come saranno stati contenti al comune di Milano!) che stava iniziando a collaborare al mio studio proprio nei giorni dell'invio della sua proposta (completa e ben fatta) e mi sembra molto scorretto parlare male di una cosa solo per questioni di gusto personale (tra l'atro legittime).

L'invidia e' una brutta cosa...

Mario Fois il 29 dic 07 alle 18:32

  (estratto dal bando)

1. Promotori del concorso internazionale.
Il concorso internazionale aperto è indetto dal Comune di Siracusa con il patrocinio e la collaborazione di AIAP.

Il concorso è del Comune di SIracusa non dell'AIAP. Si sta facendo troppo rumore su fatti non veri!

anna il 29 dic 07 alle 18:55

  Anna, sveglia!
PATROCINIO E COLLABORAZIONE di Aiap, l'hai detto tu stessa.
E sulla norma 14 dello Statuto Aiap c'è scritto che i componenti del Consiglio Direttivo (non i soci) non possono partecipare a concorsi ORGANIZZATI dall'Aiap.
Stop.
Non penso ci sia molto altro da dire.
Come funziona un concorso? Una volta scoperte le identità dei vincitori, a premi assegnati, non bisognerebbe annullare quelli non idonei se non coerenti con le norme del bando o dei vari statuti?

Lauryn il 30 dic 07 alle 11:11

  Nel mio primo intervento credo di essere stato frainteso perciò preciso e puntualizzo
il mio pensiero in merito ai risultati del concorso.

Dal sito dell'AIAP:
Bando di concorso internazionale
per la realizzazione del marchio e del logotipo
per la città di Siracusa.
Attivazione di un percorso progettuale partecipato.

Il concorso è finalizzato alla realizzazione del marchio e del logotipo
per la promozione della città di Siracusa.
Tale marchio e logotipo dovranno essere rappresentativi delle peculiarità
e di tutti gli elementi che compongono il volto della città e che in forma sintetica
vengono riassunti nel documento allegato con il bando (vedi sezione a lato: "Bando di concorso").
Si tratta di progettare un vero e proprio brand.
Pensare un dispositivo visivo dove gli obiettivi sono la dimensione formale
e la dote comunicativa di un prodotto-città, ma non solo nella sua forma amministrativa,
e neppure solo in quella performativa del turismo o di peculiari strategie economiche,
ma sono molto di più.

Sono l’insieme di tutte queste risorse, e soprattutto il loro essere valori spendibili per la distinzione,
la riconoscibilità, la concorrenzialità.
Il “nome” visivo della città deve essere pensato come un vero e proprio prodotto, una marca,
il centro per una strategia di marketing ad ampio spettro.
Il progetto d’identità deve diventare anche un “sigillo di qualità”
per i comportamenti degli attori locali, per le molteplici azioni di promozione
e per le infinite gamme di articoli e merci che possono essere prodotte.

Sono stati pubblicati i risultati:
il vincitore, i primi tre, la menzione speciale,
i 30 progetti selezionati per la fase finale.

Sono perplesso... molto perplesso...
Sono socio Aiap perchè credo nell'associazione, nella sua etica
e nella indubbia professionalità degli associati tutti...

Molti sono stati i commenti sui risultati del concorso, molto è stato scritto, pensato, detto...
Non credo che il problema vero, scatenante di tutte le critiche sia la "legittimità alla partecipazione" del vincitore.

Credo che il motivo scatenante delle critiche sul quale discutere sia questo:
COME PUO' VINCERE UN CONCORSO UN PROGETTO CHE INFRANGE LE REGOLE BASILARI
CHE VENGONO INSEGNATE A SCUOLA?
- Riproducibilità e leggibilità anche a dimensioni minime (provate... provate... e vedrete cosa NON leggerete...).
- Immediatezza del logotipo (siracysa?... sirocvsa?... che lingua è?... che caratteri sono?... come verrà letto, percepito o capito all'estero?).
- Rispetto del Brief (il progetto vincitore è, o sarà, un BRAND che raccolga le sfide di comunicazione?).

Le giurie sono, ovviamente, eterogenee e talvolta la scelta finale può essere un compromesso tra i vari giurati...
conta più la professionalità o il gusto personale?

Sono perplesso...

Ogni professionista che abbia partecipato al concorso voleva vincere, sperava di vincere...
ma se non avesse vinto avrebbe voluto che il progetto vincitore fosse stato migliore del suo...
Onore alla professionalità! Così non è stato... peccato.

Può darsi che l'obiettivo del concorso fosse troppo ambizioso... o che non lo fosse affatto...
può darsi che per rispettare appieno il brief fossero necessarie competenze, capacità e conoscenze trasversali (marketing, advertising, packaging, graphic design, web design...).
Se questi concetti erano alla base delle intenzioni dell'amministrazione comunale e dell'Aiap allora il concorso doveva essere formulato in altro modo,
non la "semplice" richiesta del marchio, del logotipo, alcuni esempi di applicazione e il "rational" ma bensì un PROGETTO DI COMUNICAZIONE INTEGRATA
che coprisse e visualizzasse TUTTE le future necessità di COMUNICAZIONE che oggi investono ogni singolo BRAND che voglia ritenersi tale.

Chi ha partecipato non credo che "abbia mirato" esclusivamente ai 15.000 euro del premio (tassati rimangono circa 7.500 euro che possono far comodo ma che non arricchiscono nessuno...)
ma che avesse il sogno di lasciare un proprio "segno" nella storia di Siracusa e della grafica in italia... scoprire i risultati è stato deludente, molto deludente...

Io continuerò a partecipare ai concorsi "aiappizzati" sperando di vincere... o di vedere vincitore un progetto migliore del mio.

Marco Guerrieri

Marco Guerrieri il 30 dic 07 alle 13:03

  per Lauryn
I soldi li ha messi il comune di Siracusa.
Il concorso è del comune di Siracusa
Il patrocinio non è a pagamento e il premio in denaro non lo paga l'AIAP.
Nello statuto dell'AIAP si parla del divieto di partecipazione ai membri dell'Associazione a gare con premi indette direttamente dall'AIAP.

anna il 30 dic 07 alle 13:37

  Bene, ho sempre pensato che l'AIAP "promuovesse l'eccellenza".

è evidente che loro ci provano, altrimenti non sarebbero state prodotte tante cose interessanti.

Però il dubbio che l'AIAP, o almeno, una certa ala dell'AIAP stesse praticando un sottile nepotismo, io l'avevo sollevato. (vedi post di SDZ dove si parla di EGON come di una produzione sorprendente, dopo aver ignorato tutte le realtà esoeditoriali italiane, sia stampate che digitali) -> (egon è prodotta a Firenze, vi ricorda qualcosa?)

Parliamoci chiaramente, io studio grafica da 5 anni, quasi 6, e se avessi portato un marchio simile a un esame del primo anno, mi avrebbero bocciato.
Sinni, rispettabile professionista, è riuscito a vincerci un concorso con questo marchio, e a portare 15mila euri a casa.

I miei complimenti.
Io non ci sarei riuscito, con lo stesso marchio.

Ritengo che la bruttura del progetto, non sia così evidente, paragonata all'inadeguatezza dello stesso.

Quel marchio è Siracusa?
Dovrei pensare che Siracusa è un posto veramente brutto...
(marchio turistico...)

è tutto.


ps: mi piacerebbe una reazione di orgoglio dell'aiap, un annullamento del concorso, e una pubblica ammenda.

ma purtroppo siamo in democrazia.

Alessandro Tartaglia il 30 dic 07 alle 19:01

  chiedo a tutti i partecipanti a questo progetto di inviare a info@ff3300.com un pdf con la loro proposta, al fine di pubblicare tutte le proposte pervenute sulla rivista, in un articolo di dibattito sul risultato finale del concorso.
(la cosa è fattibile se c'è collaborazione)

FF3300 - Fuel for your mind

Alessandro Tartaglia il 30 dic 07 alle 19:07

  Se io, progettista 29enne, facessi un marchio come quello vincitore del concorso di Siracusa, il committente mi direbbe SICURAMENTE che la la scritta non è leggibile... ma questi forse non sono problemi che capitano ai designers affermati.

un giovane grafico il 30 dic 07 alle 21:51

  però è anche vero che una critica da uno, o da tanti, che non si firmano è una cosa che non vale la pena di leggere.

vero giovane grafico?
Aiap ci mette la faccia, anche quando e se sbaglia, la maggior parte della gente che spara su aiap non mette manco il proprio nome.
Che brutta cosa vero? :)

Alessandro Tartaglia il 31 dic 07 alle 00:41

  Per Alessandro Tartaglia e i partecipanti al concorso che vorranno far parte dell'iniziativa di FF3300.

Vi invierò il mio progetto con la speranza che anche gli altri lo facciano in modo che potremo parlare con cognizione di causa della qualità, effettiva o presunta, dei lavori presentati.

Credo che sarà un bell'esercizio di "democrazia diretta" e un buon viatico per concorsi futuri...

Grazie mille a FF3300 per questa opportunità.

Marco Guerrieri

Marco Guerrieri il 01 gen 08 alle 14:56

  Ci sto!
Raccolgo anch'io l'invito di Alessandro Tartaglia, e spero che gli altri facciano altrettanto.
Mi unisco a Marco Guerrieri nel ringraziare FF3300.

Chi volesse visionare il progetto che ho presentato può cliccare qui:

http://www.resetstudio.it/...sa.htm

Cristina Carnemolla il 02 gen 08 alle 02:15

  non ho potuto partecipare o mglio non so se sono stato preso in esame dei 400 arrivati perchè le poste italiane hanno fatto un macello... la mia partecipazione è qui.. se volete giudicarla...

http://www.freewebs.com/...test.htm

per quanto riguarda le critiche rivolte a sig. Sinni cmq c'era uan che evidenziava un problema di interpretazione del segno, la scritta siracusa a primo impatto sembra che ci sia scirtto Siracisa...e su questo forse dubbi non ci sono.
A me ilk segno non dispiace.

fabiopietrobono il 02 gen 08 alle 06:27

  Avviso per i naviganti

Qualche lettore ha preso l'abitudine di postare tre o quattro volte lo stesso commento, ripetendolo a distanza di pochi giorni sostanzialmente uguale. In questo modo ottiene semplicemente di ingolfare in maniera inutile sdz. Così continuando saremo costretti a ripulire il blog dai commenti superflui.

sdz il 02 gen 08 alle 08:29

  Vuolsi così colà dove si puote
ciò che si vuole, e più non dimandare!

fabiopietrobono il 02 gen 08 alle 17:55

  a me piace un casino il modo politicamente corretto come evadono la responsabilità dell'impedimento etico a partecipare (come descritto dal regolamento). mi piace questa etica berlusconiana, dove sempre grazie a questa maestranza della evasione ci si riesce a ottenere ragione e uscire puliti.
rivolgo all'aiap e al vincitore/giurato la domanda diretta che tanto furbescamente hanno evaso di rispondere:
gentili signori: come la mettiamo col regolamento? com'è possibile che il (buon) nome di una istituzione creata per tutelare e diffondere l'etica di una professione si sia permessa di aggiudicare il premio una volta si è saputo i legami del vincitore? mai associato all'aiap ma se non vengono fornite delle spiegazioni coerenti, suggerirei un boicot di dimissioni ai soci. è vergognoso quanto accaduto.

Oz il 04 gen 08 alle 10:52

  per OZ, gentilmente:

se è impedimento etico, come da regolamento, io non l'ho letto,
mi dici dove?

o confusamente ti riferisci ad una qualche questione di opportunità,
e sensibilità etica, estensivamente rispetto a quanto NON previsto da regolamento e/o statuto?

se è questo sono d'accordo... io ed altri, in svariati post, abbiamo espresso
perplessità, ed il cons. dir. Aiap ha risposto, scrivendo che prendono atto della situazione (liberi di non condividere...) e che affronteranno la questione, cambiando anche lo statuto Aiap e quant'altro ove necessario... hai letto il post del consiglio?

non mi sembra che questo sia un esempio di etica berlusconiana... attendi magari di vedere come Aiap svilupperà la questione e l'impegno preso nel post, prima di fare riferimento alla peggiore etica 'forzaitaliota'...
la cosa che scrivi mi sembra davvero gratuitamente offensiva...
citare lo psiconano è veramente troppo...

e poi firmi, o meglio NON firmi, con un nick name...
mi sembra un po' poco (o troppo...) per sviluppare una critica sensata, seria e professionale... non credi?

mi farebbe piacere una tua risposta, se non chiedo troppo...
grazie, e sempre cordialmente... ;-)

massimo porcedda il 04 gen 08 alle 12:36

  ma se uno che fa parte di un organizzazione di grafici che organizza, promuove o supporta un concorso, non è avvantaggiato se non peor le consocenze anche solo rispetto ai tempi che ha per poter portare a termine un lavoro??
Mi spiego meglio... se un organizzatore sa 2 mesi prima di un concorso e intende partecipare, non sono svantaggiati tutti gli altri concorrenti che avranno minor tempo per poter lavorare sui loro lavori???

e di questo che si parla...possibile nessuno ci arrivi, il resto delle argomentazioni e dopo ed p giusto che aiap prenda provvedimenti come sembra stia facendo... .
E' stato o no il sig. Sinni avvantaggiato anche solo tempisticamente rispetto agli altri concorrenti??
Io questo non lo so.
Ed ero attendo e Taccio.

fabiopietrobono il 04 gen 08 alle 14:12

  Il logo "sinni" già esisteva vedi quello del club degli amici di siracusa.(leggi "giornale di sicilia" e "libertà")Inoltre questo logo non è gradito dei siracusani e degli stranieri(vedi ricerca pubblicata sul giornale "Liberta":
Mi chiedo dove si trovavono i siracusani che erano in commissione. Artisti, uomini di cultura,associazioni,club, ecc. di Siracusa fatevi sentire.

corrado il 11 gen 08 alle 17:37

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