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design e cultura quotidiana

Siracusa: un concorso di eleganza

Carlo Branzaglia

Letti un po' velocemente i commenti dedicati al concorso di Siracusa (quanto sono, una novantina, fra prima e seconda news?) mi viene innanzitutto da pensare: cosa avrà nella testa l'interessato,  nonché co-fondatore di Sdz, Gianni Sinni? Spero per lui che la prenda come un attimo di celebrità. E siccome sono invidioso, contravvengo alla regola d'oro di mio suocero buonanima “non toccare la merda che puzza” e voglio anch'io i miei dieci post di celebrità e insulti. La tocco anche perchè in procinto di far da membro se non bandire gare studiate in tutta accuratezza e buona fede, per le quali si chiede anche consulenza di AIAP, associazione di cui non sono più socio da diversi anni, ma che a suo tempo segnalai proprio a Gianni (e a Beppe Chia, invero) come meritevole di impegno e attivismo. Bel risultato, invero. E, devo dire, mai e poi mai mi sarei immaginato di stare qui a spezzare lance a favore delle Associazioni di categoria.

Al di là di letture iconologiche e note di puntualità lessicale intelligenti ma un po' oziose, in questo contesto, mi sorge una domanda, da non socio (ma membro di altra associazione) su che cosa il socio AIAP (e altro, per carità) si aspetti dalla sua associazione e da chi vi collabora attivamente. È dato comune che chi infatti dirige, eletto, una associazione (presidente o consigliere che sia) venga, in alcune occasioni o continuativamente, sommessamente accusato di trarre vantaggio dalla propria attività. In realtà darsi da fare per una associazione è un costo, raramente un vantaggio. Certo, ci sono esempi passati di associazioni usate come orticelli personali. Certo, è chiaro che si guadagna visibilità, e che quindi può derivare qualche attività parallela (in genere più culturale che professionale). Ma, sostanzialmente il dedicare tempo a una associazione è una perdita di tempo e di denaro. Via via crescente con l'estensione geografica dell'associazione medesima, e con il grado di responsabilità in esso assunta. Esperienza anche personale.

Detto questo, si sa anche che questo lavoro è  parzialmente inutile. C'è sempre qualcuno, socio o non socio, che sa davvero quello che andrebbe fatto: non lo fa però lui direttamente, sia chiaro, ma dice agli altri come andrebbe fatto. Come spesso accade in civiltà ove il senso di responsabilità è scarso (le civiltà dove ci si può scaricare dei peccati ogni domenica, ad esempio). Se poi ai capiscioni si mette in mano uno strumento come il blog, figurati: tutti scienziati. Mi domando se Gianni non sia un poco masochista: non me ne sono mai accorto, anche se, quando facemmo Tlon, prima webzine sul graphic design in Italia, avrei dovuto sospettarlo. Fare il consigliere in una associazione, tenere in piedi un blog eccellente come Sdz, e pretendere anche di lavorare professionalmente! Che assurdità. I cavalieri devono sempre essere senza macchia e senza paura (e senza denaro). Intanto, gli altri si fanno gli affaracci loro, e pontificano.

Nella fattispecie, mi domando cosa si pretenda da AIAP e da chi vi dedica il proprio impegno (ripeto, il discorso vale anche per le altre associazioni). Da un lato, negli ultimi anni Sdz stesso è stata testimone di una richiesta anche impulsiva e sgarbata di attivismo dell'Associazione affinchè gli scempi concorsuali finissero. E, per quanto possibile a chi lavora da volontariato, mi sembra che i risultati ci siano: aministrazioni pubbliche contattano AIAP per consulenza, ed essa incomincia a stilare norme e paradigmi da rispettare. Dall'altro, appare conflitto di interessi se un membro del consiglio direttivo partecipa. E magari vince. Allora, delle due l'una: o i membri del consiglio direttivo si dimettono, a favore di altre anime belle, così non c'è conflitto di interessi (salvo trovarle, le anime belle); oppure AIAP rinuncia a far parte di giurie e a dare consulenze nel settore, così i membri del direttivo possono partecipare alle gare.

Scusatemi l'assurdo: ma è ovvio che se AIAP dà consulenza, e magari un suo consigliere partecipa alla giuria, non possa essere né considerata alla stregua di una società (di 800 progettisti? Alla faccia del conflitto...), né possa per il famoso articolo 14 pretendere di non far partecipare i propri consiglieri (se non è lei a organizzare direttamente, la cosa è ben chiara). Cosa dovrebbe fare, il direttivo? Smettere di lavorare per non alimentare sospetti? Se i soci sono disposti a mantenerli, ben venga...

Trovo piuttosto allucinante qualla massa di commenti. Per toni, ma anche per argomentazioni e contestualità. Per quanto possa capire alcuni commenti, siamo nella maggioranza alla sparata allo stato puro: anche sulla qualità del marchio prevale un atteggiamento umorale ed estetizzante. Vorrei sapere quanta gente ha letto il bando prima di giudicare. E se il marchio non è adeguato a Siracusa, temo il problema sia più sentito dai rappresentanti del Comune in giuria che dai lettori di Sdz. Vorrà dire che non c'era niente di meglio, oppure qualcuno scriva chiaramente che Milani, Piazza e Vignelli si sono rincoglioniti: a me non sembra. E magari, quel qualcuno si firmi con nome e cognome, perchè la bellezza del post col nickname è altra faccia della fuga dalle responsabilità, quando si vuol dire la propria. Bello strumento, il blog, ma in un paese responsabile.

Infine, vorrei sapere perchè mai uno dovrebbe chiedere consulenza (giustamente, anche pagata) ad AIAP per garantire lo svolgimento di un concorso, se poi questi sono i risultati (in gran parte provenienti dalla stessa base associativa, leggendo i commenti...).. Oppure dobbiamo considerarle solo reazioni scomposte, figlie di umori momentanei e frustrazioni durature?  Allora varrebbe la pena manco leggerle. E scriverle. Please, rispondetemi in tanti e con tanti insulti, per favore, così sono più tranquillo, e magari risparmio.

Inserito da ra.des | 01.01.08 | (33) | Concorsi | stampa |




commenti:

  Vorrei farle una esempio molto banale:

un suo amico lavora per un'azienda che ha ricevuto l'incarico di organizzare un concorso pubblico presso un ministero. Casualmente quel suo amico si ritrova nella commissione esaminatrice. Al concorso partecipano suo figlio e il figlio di quel suo amico.

Casualmente il figlio di quel suo amico vince il concorso, mentre suo figlio, che magari ha svolto delle prove impeccabili, viene escluso.

Lei cosa penserebbe?

Lei potrebbe replicare, dicendo che al concorso per la realizzazione del logo di siracusa non c'erano lavori degni di competere con quello che ha vinto...ovviamente, a mio parere, c'erano progetti se non esemplari, almeno di livello superiore.

alberto il 01 gen 08 alle 17:35

  Intanto un grazie a Carlo. il post lo invio per amicizia e stima, così almeno si sente più tranquillo. ma soprattutto perchè le sue argomentazioni mi sembrano assolutamente condivisibili. evidentemente il tono e gli argomenti di molti di coloro che scrivono nel qui presente blog rispecchiano il livello culturale e il senso di responsabilità del nostro paese. ci si lamenta sempre che le cose non funzionano, ma poi nessuno si assume responsabilità. sinni, che conosco meglio da non più di un paio d'anni, ha deciso di assumersele, facendo da consigliere dell'Aiap e sobbarcandosi una mole di lavoro non indifferente (e non faccio riferimento ad SDZ) per impegno fisico, intellettuale, cinetico (nel senso delle centinaia di km che copre periodicamente per tenere fede al suo impegno). e in più come molti altri di noi tiene famiglia (questa era per ridere un po'). non che mi aspetti che tutti coloro che lasciano tracce e commenti su sdz decidano di contribuire alle cause dell'aiap con un impegno in prima persona, ma per lo meno che ne abbiano coscienza. sulla questione del consorso di siracusa, niente da aggiungere. il buon carletto ha già detto tutto.

Francesco E. Guida il 01 gen 08 alle 18:26

  SI DEVE SCEGLIERE:

o fai parte del direttivo o partecipi al concorso.

Gia' che in italia rischiamo di fare la parte dei mafiosi senza neanche provarci...

Baste con queste menate - this is bullshit

Roberto Corleone il 02 gen 08 alle 06:08

  Salve, ma di cosa stiamo parlando??
faccio un esempio... nel concorso informa giovani sono state mosse delle critiche sulla scelta di motli progetti simili o ideee similari, un caso, in questo concorso per Siracusa sono state mosse critiche sul fatto che molti progetti erano similari, ora volgiamo pensare bene, e siccome pensiamo bene facciamo un esempio e pensiamo che i giurati dai nomi altisonanti e senza macchia abbbiano la stessa idea, conforme di quali siano le regole da seguire... questi giurati, quando non fanno i giurati lavorano a stretto contatto con l'associazione, ma con l'associazione lavora ( da stakanovista sembra essere e noi ci crediamo) anche chi partecipa al conscorso, si sarano parlati tante volte, e soprattuto scambiato pareri e giudizi sui significati e interpretazioni di quello e quell'altro logo o segno grafico o pubblicità.
tutto normale, se si lavora alla e per la stessa associazione, poi se lo stakanovista vince un premio, posso io pensare in buona fede che abbia vinto perche conosce quali corde toccare per piacere a quello e quell'altro giurato??
è cmq buona fede. nulla di male;

anche io se so che un mio amico o conoscente che conosco bene partecipa come giurato, e voglia io partecipare senza brogli ma vincere o per il gusto di farlo, o per mettermi in gioco o per soldi o quant'altro...andrò a toccare sempre in buona fede quelle corde, di sensibilità, di gusto grafico che conosco possano piacere a quel conoscente / amico giurato.
penso si a noramle e senza scandali.
lo SCANDALO è che AIAP permetta questo.GIUSTIFICHI questo.
che non si accorga che anche in maniera bonaria è stato fatto uno sgarbo a tutti quelli che avendo partecipato non conoscevano la giuria. o meglio non sapevano cosa potesse piacere o meno alla giuria.
faccio un Esempio chiarificatore:
Mario e Andrea in giuria ( grandi e perti e senza macchia) a Mario Piaccciono tanto le font grecizzanti a ad Andrea le iconografie degli animali...

io partecipo e li conosco, magari ho lavorato con loro ma mi iscrivo anonimamente al concorso, voglio vincere da solo, faccio un disegno in cui compaiono le forme di animali e uso una font che ricordi la grecia, ma lo faccio scegliendo fra millle font che possano essere ricondotte alla civiltà greca quella che so al mio amico Mario piace di più.e siccome ci st abene col tema del concorso gurda caso posso sfruttare anche un iconografia di un animale come segno distintivo del mio lavoro.
un altro concorrente questo non lo sa, e pensa a soluzioni simili o quasi ma magari quella font sarà più azzeccata solo perche è più bella a parere dei giurati che ovviamente sono in buona fede.
Penso che la buona fede sia di tutti in questo caso.
questo è un caso limite, e soprattuto conscio ( e regolare), pensiamo ora ad un comportamento inconscio
( quindi maggiormente regolare) da parte di tutti gli attori.
ecco perche un giurato , una giuria non dovrebbero essere ricollegati minimamente al vinncitore o ai finalisti, ma se volgiamo dirla tutta ai partecipanti.

Probabilemte nessun regolamento è stato violato ( nessuno è cosi fesso da darsi la zappa sui piedi da solo.)

ma vi sembre giusto?
è questa la domanda da farsi.
a mio parere.
Ricordando che Aiap a sempre criticato ed evidenziato aspramente comportamenti strani, di copiature , di cose simile e fatte male, illeggibili costose oltre misura, senza studio, e chi piu ne ha piu ne metta, ridicolizzando a volte anche nomi importanti solo perche avevano lavorato per la prima volta ad un logo.
Li si critica un lavoro, la scritta a distanza non si legge, i colori sono....
quella line non significa... ecc..
Non mi sembra che ora si segue lo stesso criterio.
Vorrei una risposta.
cordialmente.

fabiopietrobono il 02 gen 08 alle 06:08

  Scusate se non mollo:
tre note, sempre in ottica associativa
a) se AIAP è paragonabile ad una azienda, stipendiate il consiglio direttivo. dopo sì, che ci si può lamentare
b) il consiglio di una associazione è eletto dai soci. se i soci pensano che tizio e caio (Gianni e Mario, tanto per fare nomi ipotetici) passino il loro tempo a scambiarsi le figurine e dire questo mi piace questo no, allora convine votare qualcun altro, o candidarsi. Se si pensa che una giuria vada a gusto (per le lettere greche o altro) conviene non iscriversi a una associzione, o non partecipare al concorso. Se si pensa che il graphic design sia questione di lettering ellenizzante...
c) siamo tutti mafiosi senza volerlo. Ecco perchè quelli veri la fanno sempre franca. Questa sì che è tutta merda (sorry, bullshit, fa più fashion)

carlo branzaglia il 02 gen 08 alle 10:19

  ma chissenefrega dei regolamenti, degli statuti, del fatto che un associato possa o meno partecipare e bla bla bla.
la materia da discutere è la progettazione. parliamo del NOSTRO lavoro. lasciamo perdere queste sterili discussioni. parliamo piuttosto del fatto che nonostante l'AIAP, nonostante Vignelli, Piazza e chissà quanti altri, sia uscito fuori un progetto vincitore davvero scadente.
Per quanto mi riguarda avrebbero potuto partecipare anche lo stesso Vignelli e Piazza, chissenefrega. Ma tirare fuori dal cilindro un lavoro così poco interessante è ciò che deve essere messo al centro della discussione. Il resto è fuffa.
Questo è ciò di cui è capace Sinni? E di conseguenza l'AIAP?
Ripensiamo la nostra professione e a chi se ne fa portavoce.

domenico il 02 gen 08 alle 12:11

  se il logo di sinni fosse stato una figata, nessuno avrebbe avuto niente da ridire.
il problema vero e' che e' tutt'altro che una figata...

bibu il 02 gen 08 alle 12:44

  tralasciando i vizi legali, qui ci si arrampica sugli specchi continuando a dribblare il problema della pochezza del progetto di Sinni e per di più insultando chi si permette di criticarne l'evidenza. l'insulto vero è all'intelligenza di tutti noi, grafici e non. che tristezza caro Sig. Branzaglia.

Antonio Sorrentino il 02 gen 08 alle 14:40

  Gentile Branzaglia, le rispondo con il nome per esteso onde evitare ulteriori malintesi sulle presunte comodità dell'anonimato. Comodità davvero vantaggiose se si pensa a tutto quel che se ne ricava in termini di vantaggio personale.
Altro che l'esporsi in prima persona come socio fondatore e facente gratuitamente parte del direttivo (del direttivo!) di un'associazione che organizza concorsi per conto di amministrazioni pubbliche; che piazza (Piazza?) altro membro direttivo (direttivo!) all'interno della giuria (siamo eccessivamente maligni e malpensanti se riteniamo che i due si conoscano personalmente con tanto di numeri di telefono cellulare e fisso??) e poi grida allo scandalo se alcuno si risente del fatto che il suddetto membro risulta vincitore, giudicato dalla suddetta giuria, con un progetto che è oggettivamente scadente dal punto di vista della progettazione.

Questo è davvero coraggioso. Scomodo, da skanovista della professione, dalla dedizione assoluta e abnegata e direi in ultimo, ma non per ultimo disinteressata.
Dovrebbe avvenire questo anche nella pubblica amministrazione, nei pubblici ospedali ad esempio. Un concorso per un primariato in chirurgia con nella commissione esaminatrice il migliore amico di uno dei partecipanti al concorso che vince, disinteressatamente e con abnegazione si capisce. Del resto è proprio così che accade dappertutto. Non ci trovo nulla di male. Nè ce lo troverebbe lei, sono certa Sig. Branzaglia, se si trovasse provvisoriamente e improvvidamente dall'altra parte.

anna sansone (anna2) il 02 gen 08 alle 15:14

  Caro Carlo, mi spiace non poterti insultare perché condivido appieno quello che dici. Anch'io, molti anni fa, ho fatto parte del direttivo AIAP, due volte da coordinatore regionale (Puglia) e una volta da Consigliere nazionale, pagando sempre di tasca mia; e anch'io sono stato sospettato di avere chissà quali interessi personali. Anche quando nel 1993 organizzai una grande mostra, in Fiera: "Cultura della Comunicazione", con oltre 300 manifesti di pubblica utilità dei migliori grafici italiani (una decina a testa), senza altro aiuto se non quello di due miei alunni dell'Università e i picoglass messi a disposizione dalla Fiera. Ovviamente non esposi i manifesti progettati dal mio studio. Poi mi dimisi. Ma ancora oggi continuo a considerare l'AIAP una mia associazione. Trovo inoltre che SDZ sia un ottimo strumento di informazione e aggiornamento professionale: bravi Gianni Sinni, Mauro Bubbico, Andrea Rauch e chi altri vi collabora. Purtroppo l'invidia e la stupidità non mancano mai. Non ho visto il progetto di Gianni Sinni, ma come si può pensare che una commissione composta da tali personaggi possa fare imbrogli? È proprio da ingenuo che si crede furbo credere che gli altri siano ingenui.
Geppi De Liso

Geppi De Liso il 02 gen 08 alle 19:06

  Io sono sicuro della buona fede di tutti quanti. Anche il creatore era in buona fede quando ha creato il libero arbitrio.

Un pò meno sicuro della professionalità del risultato finale.. :)

Alessandro Tartaglia il 02 gen 08 alle 19:23

  Consoliamoci pensando che il logo della Sardegna riproposto qui sopra è di gran lunga più brutto di quello di Siracusa, eppure ha vinto ex-aequo il concorso...

Adrian F. il 02 gen 08 alle 19:35

  ... sono socio Aiap dal 7 giugno del 2007... dopo diversi anni di studio attento e appassionato ho deciso di presentare i miei lavori ad aiap e diventare socio professionista perché iniziavo a sentirmi davvero rappresentato dalla ricerca e dalle attività dell'associazione: il riferimento concettuale è ovviamente al 'Codice deontologico', allo Statuto Aiap, alla 'Carta del Progetto Grafico', al 'lemma "Progetto grafico" di Anceschi sul N. 1 di PG', ed ancora ovviamente alla stessa rivista Progetto Grafico, e a tante lodevoli iniziative tutte rivolte all'obbiettivo di fare qualcosa per lo stato 'allucinante' della comunicazione visiva italiana, contestando una volta l'offerta formativa e la sua scientificità nel ns paese (con relativo appello, su PG rivolto agli enti, della serie 'organizziamoci, per favore...' ), ed un'altra l'architetto 'pezzo da 90' (magistralmente 'cazziato' sempre su PG...) che si cimenta con dubbi risultati alla progettazione di un logo... e ancora le lettere, curativa ed informativa, sulle regole per i concorsi, 1 strumento finalmente 'aggressivo' il giusto per iniziare a smuovere una situazione davvero paludosa, 'italiota', diffusa e trasversale in tutto il ns 'paesetto'... e tanto altro...

che dire, su Siracusa mi sono buttato a capofitto, ma arrivato al 60% del lavoro,
ho dovuto rinunciare a malincuore per motivi personali... aspettavo comunque e dunque i risultati del concorso per potermi confrontare, e crescere, visto che il mio progetto, nella sua esecuzione finale, lo avevo bene in mente ;-) ...

sono rimasto abbastanza deluso, perché mi aspettavo una qualità generale dei lavori un po' più 'alta', non tanto da un punto di vista estetico e formale, ma per originalità ed 'appeal' delle esecuzioni... e qui entriamo nel campo di affermazioni assolutamente personali che non hanno la pretesa di rappresentare alcun valore di per sè... per me i progetti di Sinni e del duo Garrone-Gatto sono indiscutibilmente lavori di professionisti seri e capaci, che dal punto di vista dell'esecuzione trovo ineccepibili... come trovo che il progetto vincitore abbia effettivamente dei problemi legati al lettering e all'immediatezza della comunicazione (la U greca maiuscola è stata ardua anche per me che ho una formazione umanistica...), ed al disegno, poco risolto nei 'famigerati' delfini... ma è ineccepible, e pertanto i toni offensivi e sprezzanti sono gratuiti e violenti a prescindere, ergo deprecabili e fini a sè stessi, NON utili al dibattito (questo sì importante...)
per il secondo classificato, che trovo + efficace e ben risolto, oltre che più 'diretto' del vincitore, il lavoro dei professionisti è altrettanto ineccepibile, anche se personalmente ritengo troppo 'evidente' la citazione di A G Fronzoni ('Scrittura visuale', 1980), ma viste le decine di post, forse lo vedo solo io, che sono 'ossessionato' dal maestro... ;-)
solo una questione ulteriore... non rischiamo, con questo tipo di lavoro, di ricerca, di essere eccessivamente auto-referenziali? intendo dire che, obiettivamente, ci sono in entrambe i lavori dei 'limiti' di lettura, di comprensione di fatto, da tanta parte del pubblico a cui sono rivolti... se vogliamo che la grafica comunichi, mi chiedo, dobbiamo tenere conto o no dello stato di de-alfabetizzazione del pubblico a cui essa è rivolta? o facciamo dei lavori che possiamo apprezzare solo tra noi 'addetti' (termine orrendo, ma non mi veniva altro...)

... ma, ancora, 'mi preme' arrivare al 3° ed alla menzione... al di là di tutto, e con tutti i buoni propositi, questi 2 sì che sono imbarazzanti, e particolarmente la menzione... non ho voglia di dilungarmi sulle motivazioni personali (appunto...) che
mi portano a questo giudizio... degli altri esclusi finalisti, almeno 3-4 sono decisamente superiori e meritevoli del 3° posto e della menzione!... ma la giuria ha deciso così, e tant'è... e tutti gli altri alimentano le perplessità per la 'riuscita'
di questo concorso... questo merita un dibattito, lungo e approfondito, in altra sede, come ben detto nel suo pregevole post dal direttore di PG, Alberto Lecaldano... NON credo che ci siano state assolutamente delle irregolarità, ma questioni di opportunità e coerenza questo sì! ... inutili le questioni fumose e le disquisizioni sulle incompatibilità varie... di fatto rimane l'esigenza di 'lavorare' ulteriormente su questi aspetti, ribadisco per motivi di opportunità e coerenza, soprattutto in questo caso in cui un membro della giuria è appunto Mario Piazza...

un esempio per me meritorio e lungimirante di trattare la questione concorsi fu quanto scritto da Alberto Soi a proposito del travagliato concorso per l'identità della Regione Sardegna (PG 9, pagg 74-75)... forse bisogna ripartire da lì...
la 'pressione' di Aiap, mi pare, fu molto efficace, ed i tre vincitori sono progetti eccellenti sotto tutti gli aspetti... (al di là di come la vicenda si è evoluta: i 3 vincitori ex aequo 'congelati' e il 'dozzinale' lavoro di Pentagram escluso x irregolarità grossolana che rientra dalla finestra... allucinate e 'italiota'... ma gli sviluppi promessi su PG a quando?)... e non credo che nessuno abbia avuto a che dire sul fatto che uno dei tre fosse M.Tortioli Ricci... il ruolo di Aiap era più defilato, almeno in giuria? (lavoro che tra l'altro è stato premiato per la categoria 'brand implementation' agli Ed-Awards 2007, catalogo pagg 20-21 ed. 2007 - www.ed-awards.com)... perché questo concorso di siracusa non è stato così 'profiquo' di risultati e consensi? mi permetto di segnalare che, per me, questo è il problema su cui discutere, da parte di tutti, aiap e non... per migliorare e migliorarsi continuamente...

un paio di ultime cose...

- non odiatemi per la lunghezza del post... ma era necessario, per spiegarsi un minimo...

- firme non criptate, please... e riconducibili alla persona, in modo inequivoco...

- bene, siamo + o - tutti in vacanza... MA il silenzio della maggior parte dei membri Aiap sta diventando 'assordante'... da socio mi aspetto altre e numerose prese di posizione, interventi e quant'altro... anche non sul blog, dove vi pare! ... sennò, tutto sembra dare ragione ai detrattori peggiori, quelli che dietro un nick-name scrivono solo per 'buttare merda' tout court... tranne alcune, le poche apparse in post sono per me insoddisfacenti... banalizzando per brevità, sennò sono davvero troppo lungo, le ho trovate 'corporative' e basta... non rispondono nel merito, e con la veemenza necessaria... mi aspetto di più... e dai diretti interessati, tranne il buon Sinni che ne ha prese di tutti i colori e davvero di troppe, e senza far intervenire firme autorevoli e vicine ad Aiap, sennò si rischia di dare ragione di nuovo alle accuse di lobbismo, mafia, e amenità varie, con un atteggiamento ribadisco corporativo e a tratti saccente, ma sempre sfuggente rispetto ai 'nodi' della questione...
personalmente continuo ad essere fiero e certo della scelta di aderire ad Aiap, e mi piacerebbe vedere tanti interventi, decisi e diretti, a difesa dell'operato della ns associazione... senza paura del dibattito... e della mancanza di civiltà e di cultura di tante persone... ;-(

un cordiale saluto a tutti i naviganti

massimo porcedda il 02 gen 08 alle 19:39

  Quello di Torino mi pare un lavoro indiscutibilmente ben fatto, per quel poco che si può valutare dalle immagini e per quel poco che capisco di grafica.
Tra l'altro anche gli altri lavori nella galleria "torinese" mi paiono quasi tutti interessanti: http://www.aiap.it/gallerie/9536

Forse è il tema del concorso? Forse è il fatto che il progetto fosse portato su precise linee guida dalla scelta del carattere e del colore? Forse rappresentare l'identità di un luogo complesso come Siracusa o la Sardegna è sempre e comunque un problema e, qualsiasi cosa si faccia, c'è sempre qualcosa che non va? Forse fare i marchi per le città non serve? Forse un marchio preso isolatamente o nelle sue applicazioni classiche non basta più?
Forse l'identità è una cosa che si deve cogliere nella sua dinamica?
Il lavoro di Torino nel suo complesso (intendo al di fuori del concorso specifico) mi pare una operazione interessante anche per questo. Proprio per come viene gestito nella sua evoluzione: il progetto non è più una cosa data all'inizio e applicata, ma una cosa che si modifica e si adatta. Quindi alla fine i risultati alla fine acquisiscono via via una loro coerenza. Discutibile, ma maturata in sintonia con l'insieme delle cose.

Credo che quello che pone il concorso di Torino su un piano [a mio personalissimo parere] superiore rispetto a quello di Siracusa è proprio il progetto complessivo e la dinamica degli eventi più articolata in cui è stato inserito.
Al di là dei risultati del singolo marchio o del singolo volantino o del singolo sito.

Luciano Perondi il 02 gen 08 alle 20:44

  Domani si vota nello stato dello Iowa in America.

Alessandro Segalini il 03 gen 08 alle 00:33

  il marchio sardegna è ottimo, in generale probabilmente per una città, regione, et simila, bisognerebbe studiare l'identità in maniera diversa da come si è fatto sin'ora.

vi riporto una citazione di lynch a proposito della città:
"La città non è soltanto un oggetto di percezione (o godimento) per milioni di persone profondamente diverse per carettere o categoria sociale, ma è anche il prodotto di innumerevoli operatori che per motivi diversi ne modificano costantemente la struttura.
Benché nei suoi grandi lineamenti essa possa mantenersi stabile per qualche tempo, nei dettagli essa cambia senza posa. I controlli cui la sua crescita e la sua forza sono scuscettibili sono soltanto parziali.
Non vi è alcun risultato finale, solo una successione continua di fasi."
Lynch 1964.

chissà, magari può essere utile a ripensare come si progetta l'identità di una città...

Alessandro Tartaglia il 03 gen 08 alle 00:45

  Errare humanum est...
This is good as well :
Careri, Francesco. 2003, Walkscapes: El andar como práctica estética
(Walking as an aesthetic practice); Gustavo Gili, Barcelona.
ISBN: 84-252-1841-1

Alessandro Segalini il 03 gen 08 alle 01:06

  errare humanum est, perseverare autem diabolicum...

Forse lei non ha seguito il concorso Informagiovani..

fabiopietrobono il 03 gen 08 alle 14:45

  No, che ca**o è, Fabio, mi speghi offline se vuole.
C'era "l'infornagiovani" a Piacenza, mi ricordo, così lo chiamavamo con Davide.
A parte che io mi sono "buttato" in questo blog di eleganza (pieno di moderatori) per puro divertimento, sono felice di averle passato un po' di informazioni utili.

Alessandro Segalini il 03 gen 08 alle 20:25

  Sig. Segalini se lei ha visto il sito dove ci sono i miei lavori tra i contest ci sono Siracusa e piu in giu Informagiovani Milano... non so a cosa altro si riferisce, io parlavo dei post usciti tempo fa per il concorso SDZ riguardo quel concorso in cui anche li uscirono delle polemiche riguardo i finalisti ( addirittura) ... alcuni meglio precisare e in cui io auspicai la vincita di quella persona che poi vinse, l'unica a mio avviso visibile...
inoltre i font utilizzati li soono quasi tutti commerciali.. e la giuria è sempre aiap.
Se si riferisce ad altro o pensa che io mi riferisca ad altro o che sia qui per fare da maleducato lei si sbaglia di grosso.

fabiopietrobono il 03 gen 08 alle 22:01

  pardon le fonts e non i font.
errare humanum est....

fabiopietrobono il 03 gen 08 alle 22:44

  Fabio, ho scritto ca**o amichevolmente, perché l'infornagiovani come lo chiamavo a Piacenza mi ha fatto ridere sui miei ricordi, tutto qua, quando ho tempo darò un'occhio al suo altro lavoro pubblicato. La prego non mi dica "lei si sbaglia di grosso", non ho mai scritto a tale proposito.
Stia tranquillo, va tutto bene alla fine, se non va bene, non è la fine.

Alessandro Segalini il 03 gen 08 alle 23:22

  Sono tranquillo, evidentemente lei non si sbaglia di grosso, mi scusi se ho interpretato male, ma scrivere e parlare son due cose differenti ed a volte il messaggio viene male interpretato anche quando si parla. si figuri quando si scrive.

fabiopietrobono il 04 gen 08 alle 04:06

  Ho trovato questo online !
http://www.pixentral.com/...UAB.jpg

Alessandro Segalini il 04 gen 08 alle 12:26

  Mi deve scusare ma la curiosità e la stima per lei mi porta a chiederle di
Controllare il suo link...!
Sarei curiosoo di vedere cosa ci voleva far vedere...

fabiopietrobono il 04 gen 08 alle 16:59

  Ma guarda te, ora lo vedo marchiato "hotlinking" !, era uno scherzo, non è importante come questo : http://www.no-spec.com/

Alessandro Segalini il 04 gen 08 alle 18:10

  ;-).
ora capisco anche ht...www.makemylogobiggercream.com/

fabiopietrobono il 04 gen 08 alle 19:43

  ciao
io sono un giovanissimo grafico, a me questo marchio sembra il marchio dei dolphins (squadra americana).
Faccio comunque i complimenti al vincitore.
Mi chiedo una cosa:
perchè dovete togliere a una persona il piacere e la soddisfazione di vincere un concorso?
Ci sono temi da discutere più seri come le persone che fanno concorsi, vincono e li hanno fatti fare da uno stagista pagati un euro al giorno.
Propongo, prima che inizi quest'anno che tutti gli art director si facciano un esame di coscienza.
Non ho nient'altro da dire, le chiacchiere se le porta via il vento!

Pensate ai diritti (che non esistono) dei giovani grafici!
Penso che questo già sarebbe un discorso più interessante...
Tutti scrivono, parlano, nessuno agisce!!

marco il 07 gen 08 alle 17:44

  Non ho partecipato al concorso quindi credo di essere fuori da qualunque interesse, ma mi dispiace scrivere che il marchio realizzato sia da Sinni o da chiunque altro, secondo me, non possiede le caratteristiche per definirsi tale. Si parla sempre di comunicazione grafica e voi AIAP dovreste essere un grande riferimento per chi vuole intraprendere seriamente questa professione. A prescindere la genialità, la scelta dei soggetti, la creatività. Ma vi siete chiesti quanto questo marchio risulta leggibile a dimensioni ridotte?
Se per voi il marchio è corretto allora io non ne ho capito mai niente di comunicazione grafica.

Leonardo D'Alessandro il 08 gen 08 alle 09:52

  vedi:- medaglie aretusee coniate dall'orafo Siracusano "Cassone".
- logo club degli amici di Siracusa.
- monete antiche-monetazione Siracusa.
- biglietto da lire 500 "R.MURA" Dis.-biglietto di stato.

tratto dal giornale Libertà del 6 gennaio 2008.
titolo:
Sessanta persone tra residenti e turisti hanno scelto l'immagine della città.
I Simboli di Siracusa
Il Teatro greco ed Archimede selezionati in un sondaggio.(indagine conoscitiva sulla percezione della città per la progettazione del marchio e del logotipo per promuovere Siracusa)
Ma il logo sarà rappreserntato dai delfini di Aretusa.

corrado il 11 gen 08 alle 20:38

  Sono in possesso del logo del club degli amici di Siracusa,creato nel 1999 da Tiziana Blanco e di una indagine conoscitiva sulla percezione della città per la progettazione del marchio e del logotipo per promuovere Siracusa realizzata dalla Dr.Carmen Di Stefano. (vedi articoli sulla "SICILIA" del 23.12.2007 - "i fatti"del 13.01.2008) www.ifattidelladomenica.it

corrado.distefano il 13 gen 08 alle 13:39

  Vedi articolo apparso sul giornale "LA SICILIA" cronaca di Siracusa

In attesa della presentazione di venerdi' vi proponiamo nuove prese di posizione.

NON ACCENNANO A PLACARSI LE POLEMICHE SUL LOGO.


L'articolo cita le posizioni di Massimo Porcedda e Marco Innoccenti.

E infine un chiarimento sul logo:i due delfini risalgono alla monetazione ai tempi di Dionisio I e secondo il modello dello statere d'argento di Corinto, il rovescio mostra due delfini ai lati di una stella.

............segue Foto del logo Sinni e la moneta di Dionisio I.

f.to Luca Signorelli

a voi i commenti.

aspetto risposte.

cosa fare???????

io vorrei vedere i 409 progetti...........

corrado il 14 gen 08 alle 12:39

  mamma mia come volate basso... Questo è il livello degli argomenti che abbiamo sul tema grafica, concorsi, comunicazione, Bello e brutto? e siam messi di nulla. Scusate, mi è scemata la voglia di intervenire. Ero, figuratevi interessato a discutere della diffusione e istituzionalizzazione di metodi di concorso e dei bandi nel nostro paesino... ma ho sbagliato porta. mi scuso ancora.

simone il 18 gen 08 alle 23:36

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I 'casi' di tre recenti concorsi: Siracusa, Torino e Sardegna.  

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n. 366 del 11/06/08
ISSN: 2036-2277
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