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design e cultura quotidiana

La Città giardino-Aniene

Roma, 1924

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L'idea di Città Giardino ha origine in Inghilterra durante la metà del XIX secolo. In quel periodo, il crescente sviluppo delle industrie e l'aumento della popolazione nei centri urbani crearono un forte degrado alle città con conseguenti disagi che mal si conciliavano con la vita dell'uomo. La progettazione di questo nuovo tipo di città doveva quindi tener conto di tutti gli aspetti della vita umana, rispettando le esigenze primarie dell'individuo. Letchworth è stata la prima città giardino, fondata nel 1903 a circa 50 Km da Londra.

Costruita sulla base dell'esperienza urbanistica delle città giardino d’oltralpe, la città giardino romana (Città Giardino-Aniene) nasce nel 1924 per opera dell’omonimo consorzio costituito dall'Istituto Case Popolari (vedi foto 2: “ISTITUTO PER LE CASE POPOLARI”) e dall'Unione Edilizia Nazionale su progetto dell’architetto urbanistico Gustavo Giovannoni, al quale si deve il carattere romantico della rete viaria e delle architetture e delle incisioni su di esse con frasi di augurio (vedi foto 3-4-5: “DALLE CASE BEN FATTE E BEN TENUTE ESCE COME DA GIOVANE SORGIVA UN SENSO DI FRESCHEZZA E DI SALUTE” e  foto da 6-7-8: “UNA CASA DOLCE E DECENTE DOVE IL FANCIULLO RICEVE IL BACIO DELLA MADRE E LE CAREZZE DEL PADRE è LA PRIMA LEZIONE PER DIVENTARE BUONI CITTADINI - firmato “Mazzini”).
Nel progetto del Giovannoni si prevedeva che alla testa del Ponte Tazio dovessero sorgere i servizi essenziali della citta-giardino: il parco, l'ufficio postale, il cinema-teatro, i negozi e la chiesa. Intorno a questo nucleo si dovevano costruire le strade alberate e le case (prevalentemente villini) che dovevano essere circondate dal verde dei giardini.
La prima destinazione insediativa fu popolare, con interi lotti dedicati alle abitazioni per i ferrovieri e diversi altri realizzati per l'Istituto Case Popolari. Successivamente furono costruiti i villini, destinati al ceto medio dove ritroviamo ancora oggi i cognomi dei primi proprietari incisi su lastre di marmo vicino ai portoni insieme alla data di edificazione (vedi foto da 9 a 17).
In seguito, la speculazione edilizia degli anni 50/60 rese la città giardino un vero e proprio popoloso quartiere (con palazzine alte anche 7 piani) e prese il nome di Monte Sacro, il sito è, infatti, una collina al di là dell’aniene dove in età pre romana venivano praticate funzioni religiose.
Per ritrovare oggi la città giardino di un tempo occorre addentrarsi nelle vie del quartiere ed immaginare di far sparire i “palazzoni” intuendo così l’originaria bellezza del posto.
Degna di nota, nel ricordare questo posto, è l'attiva partecipazione degli abitanti e degli studenti (uno dei quali cadde alle Fosse Ardeatine) del quartiere alla resistenza durante l'occupazione tedesca come testimonia la lapide commemorativa in Piazza Sempione (vedi foto 20).

Questa scheda è nella categoria
architetture \

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