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design e cultura quotidiana

Cimitero degli inglesi

Firenze, Piazzale Donatello

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La prima cosa che si legge, entrando al Cimitero degli Inglesi è che si tratta di una proprietà svizzera. Poi si apprende che vi sono sepolti, tra gli altri, Elisabeth Barrett Browning e Gian Pietro Viesseux.

Nel 1827 la Chiesa Evangelica Riformata Svizzera acquistò un terreno fuori le mura medievali di Firenze, nella zona di Porta a Pinti (oggi distrutta) sulla strada che andava a Fiesole, per realizzare un cimitero internazionale ed ecumenico. Prima di allora non c’era possibilità per i non Cattolici e non Ebrei di essere sepolti a Firenze ma, per essere inumati, si doveva trasmigrare a Livorno. Il primo progetto di insediamento si deve a Carlo Reishammer.
Giuseppe Poggi, gli diede la sua attuale forma ovale, quando, nei lavori architettonici per Firenze Capitale (1865), con la progettazione della 'cinta dei Viali' e l’abbattimento delle mura storiche, il Cimitero degli Inglesi divenne una specie di ‘spartitraffico cimiteriale’ urbano.
Arnold Boeklin si ispirò al cimitero fiorentino per dipingere la sua celebre Isola dei morti.

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