Corsi e ricorsi
Napoli, Via San Biagio dei Librai«Il signor Giambattista Vico egli è nato in Napoli l'anno 1670 da onesti parenti...», così comincia l'autobiografia dell'autore della Scienza nuova. Isolato nel suo tempo, a fine 700 era già un mito, tanto che a Goethe in viaggio a Napoli fu mostrata un'edizione del volume come una «sacra reliquia». La lapide di Via S. Biagio dei Librai ha una storia curiosa. Fu inaugurata solennemente in periodo fascista, con pubblica cerimonia. Ma la cosa singolare è che il testo era stato dettato da Benedetto Croce ad un amico, Fausto Nicolini, studioso insigne di Vico, il quale riuscì a far approvare il progetto in municipio: naturalmente senza rivelare chi ne fosse l'autore, poiché Croce era il più fiero rappresentante dell'opposizione al regime e il suo coinvolgimento non sarebbe stato tollerato. Croce, sornione, volle andare all'inaugurazione in incognito, ma i parenti, temendo il peggio, poiché era conosciuto da tutti, con pietosa bugia gli indicarono un orario sbagliato della cerimonia. Il filosofo arrivò a cose fatte e trovò solo un gruppetto di popolani, ai quali improvvisò una piccola lezione di storia...
La lapide fu eseguita dal «miglior marmoraio di Napoli», ricorda il Nicolini, e riuscì «un vero gioiello».
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