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design e cultura quotidiana

Il foro italico (ex Foro Mussolini)

Roma, 1928-1938

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Ispirato alle architetture della Roma imperiale, il Foro Italico (altrimenti detto Foro Mussolini) fu edificato tra il 1928 e il 1938 come un'area dedicata alle discipline sportive e come scenario per le manifestazioni celebrative del regime.

Il complesso degli edifici che compongono il Foro fu coordinato architettonicamente da Enrico Del Debbio e, dal punto di vista più propriamente politico, da Renato Ricci capo dell'Opera Nazionale Balilla. Il progetto originario redatto da Del Debbio venne in seguito ripreso e lievemente modificato da Luigi Moretti che portò a termine i lavori come direttore dell'Ufficio Tecnico dell'Opera.

Il Foro Italico nacque per essere "il più grande, il più originale ed il più perfetto complesso che in fatto di educazione fisica sia stato concepito ed attuato nel mondo". Al suo ingresso si trova l'Obelisco, eretto nel 1932 e attualmente coperto dai ponteggi del restauro, con la scritta sul fusto a caratteri romani MUSSOLINI DUX costituisce il "centro ottico e ideale del complesso" e la dedica celebrativa al capo del Fascismo.

Dall'obelisco si arriva alla fontana del Globo lungo il viale del Foro Italico un tappeto musivo su disegno dei pittori Angelo Canevari, Capizzano, Rosso e Severini, che hanno raffigurato con tessere marmoree bianche e nere le principali scene della vita e dell'ideologia fascista, "erede ed emula della gloria di Roma".
I mosaici, nonostante un recente restauro, versano in precarie condizioni dato il deterioramento causato dal continuo passaggio di tifosi per lo stadio. Il viale è segnato lateralmente da plinti marmorei con iscrizioni che esaltano le conquiste del Fascismo (a cui è stato successivamente aggiunta la proclamazione della Repubblica mentre gli ultimi tre sono rimasti vuoti), anche questi devastati dalle vernici di tifosi e teppisti vari.

A destra dell'obelisco si trovava l'Accademia Fascista di Educazione fisica, edificio che ha subìto nel corso degli anni numerosi cambiamenti d'uso: da quartier generale delle truppe di liberazione ad albergo vaticano per i pellegrini del giubileo del 1950 per finire, dal 1951, a sede del CONI che ha sostituito i fasci con i cinque anelli intrecciati. L'edificio è decorato esternamente da nicchie che accolgono sculture di atleti realizzate da Carlo De Veroli e da Silvio Canevari.

Dietro la sede del CONI si trova lo Stadio dei marmi.


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fascistissime \

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