home
design e cultura quotidiana

Iscrizioni dedicatorie, ‘spolia’ e graffiti antichi.

Abbazia di S. Giovanni in Argentella (RM), dall’VIII secolo.

apri apri apri apri apri apri apri apri apri apri apri apri apri

L’abbazia di S. Giovanni in Argentella (foto 1 e 2) è uno dei monumenti più interessanti e più nascosti della Sabina. Un tempo fra le più potenti della zona insieme a quella imperiale di Farfa, oggi l’abbazia va scoperta nel silenzio di una valletta ricca di vegetazione, a poca distanza da Palombara Sabina, ed è visitabile grazie all'attenta e appassionata cura della Fraternità ecumenica dei santi Nicola e Sergio.


Tra le varie ipotesi riguardanti il nome dell’abbazia, quella che mi sembra più credibile e fascinosa riconduce il nome di ‘argentella’ alla sorgente d’acqua tuttora attiva, visibile all’esterno dell’edificio lungo il fianco sinistro, tra due sarcofagi (foto 3); la consacrazione della chiesa a S. Giovanni Battista rafforzerebbe questa ipotesi.

L’abbazia sorge su un sito precedentemente occupato da una villa o da un tempio di epoca romana. Secondo la R. Enking (1974) su tale sito venne inizialmente costruito un oratorio benedettino (come testimoniano gli scavi effettuati negli anni Settanta); nell'VIII secolo venne edificata una seconda struttura, che subì rifacimenti nell’XI secolo per essere poi ricostruita con l’aspetto attuale nel Duecento. Dal 1284 al 1445 l’abbazia fu retta dai Guglielmiti (l’ordine fondato da Guglielmo di Malavalle), per poi essere data in commenda. Da circa un secolo è monumento nazionale.
La struttura dell’abbazia (foto 4: esterno dell’abside) è formata da un corpo centrale a tre navate preceduto da ciò che resta del nartece originario e affiancato da una torre campanaria a pianta quadrata in mattoni con monofore, bifore e trifore (foto 5).
All’interno, nella navata destra, vi sono due affreschi del XIV secolo (foto 6 e 7); a conclusione della stessa navata, prima della cappella dedicata alla Vergine, vi è un’iconostasi ad opera del marmorario Centurius e dei Cosmati, sormontata da un’architrave con iscrizione dedicatoria (foto 8) alla Vergine da parte del finanziatore, il clerico Gerardo, ad espiazione dei peccati suoi e dei suoi genitori; l’architrave è sorretta da colonnine  ‘di spoglio’ (spolia, sottratte cioè a edifici più antichi e riutilizzate, come molto altro materiale presente nell’abbazia), di cui una con iscrizione romana (foto 9). Nella navata sinistra vi è una tribuna accessibile tramite una scala. Sopra l’altare maggiore è collocato un ciborio (foto 10) sorretto da quattro colonne ‘di spoglio’ di cui una (foto 11) recante una iscrizione di epoca romana. La datazione del ciborio è molto incerta e spazia tra il VII-VIII (Enking) e l’XI secolo.

Tra gli altri spolia presenti nell’abbazia vi è una lastra funeraria (foto 12) in marmo, con un’iscrizione latina mancante di alcune lettere iniziali, riutilizzata per la pavimentazione della navata centrale.

Su uno dei capitelli in stucco bianco del ciborio è visibile un graffito del 1912 (foto di apertura) che testimonia la longevità dell’uso di lasciare una traccia qualunque di sé, fosse anche vandalica.

Ingresso libero.
Visite guidate su prenotazione e a offerta libera.
Orario: aperta il sabato (16,00 - 18,00) e la domenica (10,00 - 12,00 e 16,00 - 18,00), eccettuato il mese di agosto.
Da Palombara Sabina, proseguendo lungo la via Maremmana, appena superato il centro abitato, girare sulla destra per la via Palombarese. Indicazioni dopo 2 km (al km. 34,700 della Palombarese).
Tra Palombara, Marcellina e S. Polo dei Cavalieri si può mangiare e riposare molto bene anche in vista di escursioni nel vicino parco naturale.


Questa scheda è nella categoria
iscrizione \

Apri il Typo Tour in GoogleEarth
Apri il Sign Tour in GoogleEarth
Vuoi partecipare alla realizzazione del Typo Tour?
Proponi un luogo

Inserito da Fabrizio M. Rossi il 29.11.07 | (0)


Condividi:        



 

Il Grand Tour della tipografia italiana





SocialDesignZine
periodico online
autorizzazione del Trib. di Milano
n. 366 del 11/06/08
anno VI


Aiap

associazione italiana progettazione per la comunicazione visiva

Ultimi commenti


Cerca



Archivi


Notifica



 
Per Cancellarti clicca qui.


Libri consigliati

Andrea Rauch, Gianni Sinni, SocialDesignZine vol. UNO Andrea Rauch, Gianni Sinni, SocialDesignZine vol. DUE Il mondo come design e rappresentazione Ellen Lupton, Graphic Design The New Basics Steven Heller, Mirko Ilic, Design Anatomy Albe Steiner, Il mestiere di grafico Italic 2.0 Michael Bierut, Seventy nine short essays on design Progetto grafico Alba. Nuovi manifesti italiani Spaghetti grafica. Contemporary Italian Graphic Design Disegnare le città